Il legame proibito – Dark Romance

Il legame proibito - Racconto Dark Romance

Capitolo 1: Nicole

Il messaggio è sbrigativo, ma essenziale, tipico di Leon.

Sta tornando da te, premiala.

La Gatta deve aver svolto bene i suoi compiti oggi per essersi meritata questa premura da parte del Boss. Leon è esigente, spietato, ma sa il fatto suo quando si tratta di gestire i suoi collaboratori. E non è un caso che sia l’uomo più potente della città. Chissà cos’ha fatto la mia gattina. Sono curiosa, ma anche stizzita. La ragazza è la mia schiava prediletta e mi solletica questo ordine che mi arriva da Leon sovrastando la mia autorità su di lei. Tuttavia… gli ordini sono ordini anche per me che sono la donna di Leon e quindi eseguo. Mi siedo sullo sgabello del comò dove tengo i trucchi e vedo il riflesso dei miei occhi tinti di nero sullo specchio.

Cosa può renderti felice gattina… penso tra me e me. Mi guardo nel riflesso, come se stessi guardando lei negli occhi. So cosa vuoi, so chi vuoi. So cosa ti è stato negato finora. Prendo il cellulare e mando un altro messaggio.

Ti aspetto qui tra due ore: considerati impegnato fino a domani.

Sorrido tra me e me divertita da questi fili che come marionette vengono tesi dalle mie mani.

La Gatta entra in casa e ha un aspetto orribile nonostante il suo aspetto tremendamente felino.

«Pomeriggio difficile?» la punzecchio.

La Gatta alza le spalle e posa il cappotto e la frusta, non sorride.

«Fatti una doccia, sceglierò io i vestiti per te. Hai un impegno tra un’ora.»

Evito accuratamente il termine ‘appuntamento’ per tenere alta la tensione. Il premio sarà ancora più bello quando capiterà inaspettato e possente.

La Gatta si spoglia di fronte a me e si avvia nuda verso il bagno. È alta, filiforme, i capelli sono lunghissimi e scuri. Si è tolta tutto tranne il collarino che porta al collo, quello non va tolto, gliel’ho messo io.

Dopo lo scroscio dell’acqua e un’ondata di phon la Gatta torna qui avvolta in una nuvola di profumo.

Guarda la gruccia appesa all’armadio e osserva gli abiti che ho scelto per lei: un completo intimo nero e rosa antico di Agent Provocateur con dei laccetti negli slip e un abitino nero corto con una scollatura generosa. Quando lo indossa mi guarda e resto incantata, è davvero bellissima. Le scarpe che ho scelto sono delle decolté con un tacco a spillo con un piccolo fiocco nella parte posteriore.

La Gatta si trucca e io mi occupo dei suoi capelli per raccoglierne una parte con delle forcine e dare più volume alla pettinatura.

Le bacio le labbra un attimo prima che si stenda il rossetto e proprio mentre sto pensando che quasi quasi cambio il programma della sua serata suona il citofono.

«È per te. Divertiti. Io ti aspetto qui domani alle 12:00».

La Gatta mi guarda silenziosa e quasi smarrita, ma fa come le ho indicato. Quando si chiude la porta alle spalle riesco a intravedere la maserati.

Capitolo 2: La Gatta

La macchina nera è parcheggiata di fronte all’abitazione e il finestrino del guidatore è abbassato. Baby, l’autista di Leon, mi fa segno di salire dietro.

Sono stanca, ma intrigata da questa situazione.

Apro la portiera posteriore dell’auto e salgo a bordo. È quando vedo l’uomo seduto dall’altro lato della seduta che mi salta un battito del cuore.

Damiano. Meraviglioso, sexy, intoccabile. Indossa una camicia nera che si posa delicata sui suoi pettorali. I polsini delle maniche sono arrotolati e le braccia forti e muscolose. I capelli sono scompigliati ma ordinati e un ciuffo si posa erotico sulla fronte. Profuma di ginepro e cuoio e per un attimo i miei occhi si spostano sulle sue labbra prima di abbassare lo sguardo.

Mi siedo immobile. Cosa significa tutto questo? Mi è sempre stato proibito qualsiasi legame con quest’uomo che desidero follemente.

«Finalmente soli gattina»

Si avvicina a me a apre le sue braccia per invitarmi ad adagiarmi su di lui.

Damiano si rivolge a Baby per fornirgli un indirizzo.

Chiudo gli occhi ancora incredula per la situazione, per quella che sembra essere la prima occasione dopo più di un anno di stare con l’uomo a cui penso ogni notte. Damiano mi accarezza i capelli e mi solletica una guancia. Con le dita percorre il contorno delle mie labbra. Immerge il suo volto tra i miei capelli per respirare il mio profumo.

L’auto sfreccia dall’altra parte della città fino a una sorta di drive-in.

Quando Baby abbassa il finestrino chiede uno champagne e due calici.

«Con delle fragole» aggiunge alzando la voce Damiano.

Baby porge la carta di credito e si fa passare il pacco. Un drive-in di vino, incredibile. Quest’uomo ne sa una più del diavolo. Per un attimo penso a quante ragazze prima di me avranno ricevuto questo trattamento da parte sua ma metto subito da parte la gelosia.

Damiano versa due calici di champagne e mette una fragola dentro il bicchiere. Brindiamo.

Baby riprende a guidare e tutta la città scorre veloce lasciandoci alle spalle gli edifici.

Appoggio la testa sul petto di Damiano mentre sorseggio lo champagne e stendo le gambe nude sul sedile di pelle dell’auto. Damiano mi cinge con una mano abbracciandomi il ventre. Restiamo così per numerosi minuti.

Il bacio arriva naturale e in sintonia, ci voltiamo e le nostre labbra si toccano, si assaporano. Con i denti stringo dolcemente il suo labbro inferiore. Il bacio è dolce, dolcissimo.

Ma noi non siamo così.

Prendo tra le dita la mascella di Damiano e comincio a baciarlo con più foga. Con l’altra mano gli stringo il petto facendo diminuendo la nostra distanza.

Damiano mi tira a cavalcioni su di lui e con le mani solleva il mio vestito nero per stringermi le natiche. Ci guardiamo negli occhi, sorridiamo, ci sfidiamo.

Ci accorgiamo solo dopo che la macchina si è fermata. Baby non si volta e non ci osserva dallo specchietto retrovisore.

Alza la voce un attimo per dirci di scendere, che c’è una stanza che ci aspetta.

Usciamo dall’auto e siamo di fronte a uno degli hotel più fighi della città. Damiano mi prende in braccio anche se il mio vestito è corto e le gambe sono tutte scoperte.

Nella hall dell’hotel una hostess si avvicina subito a Damiano, è imbarazza e chissà, forse vorrebbe esserci lei al mio posto. La ragazza passa a Damiano una tessera magnetica.

18esimo piano. Buon pernottamento Signori.

Entriamo in ascensore e siamo ancora immobili, io ancora tra le sue braccia.

La stanza si apre con un clic e di fronte a noi c’è un attico con delle vetrate pazzesche che danno sulla città. C’è un letto enorme e una vasca da bagno freestanding di design.

La porta alle nostre spalle ora è chiusa e Damiano mi appoggia di fronte alla vetrata.

«Chiudi gli occhi gattina».

Capitolo 3: Damiano

La voglio. La voglio ora. Alzo il vestito sopra il suo culo che si mostra per me mentre piega la schiena con le mani aperte sulle vetrate. Prendo un preservativo dalla tasca e mi abbasso i pantaloni e i boxer. La voglio. Subito. So che è pronta.

Entro dentro di lei con un movimento lento ma deciso. Tiene gli occhi chiusi come le ho chiesto. Apre le labbra e vedo il vetro appannarsi al suo respiro.

La tengo per i fianchi e la penetro di fronte a tutta la città. Mi sembra di poterlo urlare che ora lei è finalmente mia.

Mi lascia guidare all’inizio, so che non sarà così per molto. Alla mia gattina piace tenere le redini del gioco.

Si gira lasciandomi in piedi con il cazzo fuori, si spinge verso il letto fino a che sono steso sulla schiena. Si solleva il vestito e toglie l’intimo. Resta nuda con solo i tacchi ai piedi. Mi alza le braccia e me le tiene ferme mentre sale sopra di me e mi cavalca con forza e grazia.

Senza fermarsi mi sbottona la camicia. Sento le sue unghie sui miei addominali. Il piacere mi fa emettere un gemito e la Gatta mi tappa la bocca. Si diverte a decidere cosa si può fare e cosa no.

Godiamo assieme e questo è solo il primo orgasmo di quello che ci aspetta.

Abbiamo tutta la notte per fare sesso sotto le stelle.

Domani alle 12:00 la riporto da Nicole. E poi? Si vedrà.