Al telefono erotico con la mia amante

Racconto con l'amante al telefono erotico

Una felice unione ma…

I miei amici mi chiedono se, dopo vent’anni di matrimonio, sia ancora felice insieme alla donna con la quale condivido la vita da allora. La risposta non può che essere affermativa perché Laura, mia moglie, è una persona positiva che è stata capace di mantenere vivo un rapporto che, dopo la passione dettata dall’innamoramento, si è trasformato in un atto di consapevole affetto e stima.
Nessuna nube all’orizzonte da sempre: famiglia serena con nessuna preoccupazione economica, una florida attività, un ideale socializzazione, un figlio che non ha mai creato problemi. Tutto perfetto?
Era la domanda che da tempo frullava nella mia testa in quanto, pur avendo tutti questi elementi positivi ed invidiabili, sentivo di non essere totalmente soddisfatto. Nutrivo la sensazione di vivere appeso in attesa di qualcosa che non focalizzavo e che mi faceva sentire come un pugile che aveva appena incassato un diretto al volto.

Reprimevo questo mio pensiero per non restarne intrappolato ma più lo scacciavo e più si ripresentava più prepotente di prima tanto da farmi ipotizzare di andare da un analista per parlare di questo problema.
In casa, riuscivo a mantenere tutto ben celato nonostante la complicità che mi legava a Laura in quanto non volevo trasmetterle alcun disagio, pensando che prima o poi sarei stato in grado di risolvere tutto per il meglio.

Analizzando il menage entrando nella sua più segreta intimità, mi rendevo conto che pur facendo l’amore con una certa regolarità, non era da tempo più come una volta. Eppure Laura non mi aveva mai negato nulla e non potevo puntare il dito contro di lei per qualche sua mancanza, anzi…il più delle volte era lei a prendere l’iniziativa per soddisfare l’ovvia esigenza fisiologica e, per riuscire meglio nell’intento, si divertiva ad indossare un ricercato abbigliamento intimo per evidenziare la sua femminilità. Non ne avrebbe avuto motivo dal momento che anche dopo aver raggiunto e superato i fatidici ‘anta’, rimaneva una donna sensuale e decisamente avvenente.
Forse, pensai, è l’abitudine ad aver agito come una garrota e strangolato la mia passione? Domande senza risposta si trascinavano l’una dopo l’altra come anelli di una interminabile catena che mi stava opprimendo ogni giorno sempre di più.

Non provavo interesse di tradire mia moglie. Non lo avevo mai fatto perché non ne sentivo l’esigenza e perché Laura non se lo sarebbe meritato ma qualcosa, lo sentivo, stava crescendo in me e piano piano lo stavo mettendo a fuoco.

Internet mi viene in aiuto con il telefono erotico

Posso dire che tutto avvenne un giorno. Ebbi una vera e propria illuminazione, un Satori come avrebbe scritto Jack Kerouac, un giorno mentre distrattamente stavo navigando in rete.
Mi ero preso una pausa dal lavoro e vagavo di sito in sito seguendo, più che altro, banner promozionali che mi rimandavano da una pagina all’altra in una sequenza di continuità dov’era impossibile vedere la fine.
Ricordo che rimasi incuriosito da un banner che in modo molto evidente, invitata a cliccare per entrare in un sito dedicato al telefono erotico. Preso dalla curiosità, mi feci catapultare su uno spazio dedicato all’erotismo virtuale.

Ero entrato all’interno di un universo di sensazioni sconosciute fino a quel momento e che, immagine dopo immagine, mi stavano coinvolgendo come se camminassi sull’orlo di un precipizio dove potevo cadere all’improvviso.

Mi stavo eccitando nel vero senso del termine ma non solo perché erano pubblicate foto di donne nude o vestite di eros che ammiccavano in posizioni inequivocabilmente inneggianti al sesso, ma soprattutto per quell’improvviso vento di proibito che in fondo proibito non era.
Ragionavo con me stesso dicendomi che non stavo commettendo alcun delitto e nessuna riprovevole azione ma, nonostante questa convinzione, l’idea di percorrere un sentiero border line stava catturando i miei sensi.
Conoscendo Laura non credo che ne sarebbe stata gelosa (non ne avrebbe avuto motivo) e che, forse, si sarebbe divertita in modo complice ma ero sempre più convinto che mi stavo ritagliando uno spazio esclusivamente di mia totale proprietà.
Il senso del proibito lo potevo evincere soffermando lo sguardo su immagini che ritraevano donne provocanti che mi inviavano un generoso invito a raggiungerle nel loro vortice di piacere. Potevo vedere la perfezione di corpi che mai mi sarebbero appartenuti e che erano inguainati da autoreggenti, body in pizzo, microscopici slip che nulla lasciavano all’immaginazione… per me, tutto questo era nuovo anche se avevo già avuto modo di scoprire le gioie del sesso sin da prima di essere maggiorenne.
In fondo, era come se oscurassi il mio presente e il mio rapporto coniugale per avere l’illusione di poter vivere nuove eccitanti avventure. D’altronde, le immagini erano accompagnate da numeri di telefoni erotici ai quali, si voleva far credere, rispondessero direttamente le protagoniste di quell’eccitante plateau di fiche da paura.
Mentalmente continuavo a sfogliare quell’incredibile sfilata di femmine giovani e mature anche dopo aver chiuso quel sito nel quale ero capitato quasi per caso e dopo aver ripreso la quotidianità di sempre. La notte, con Laura addormentata al mio fianco, non riuscivo a prendere sonno certo della ragione che impediva l’accesso al sonno. Decisi di alzarmi e raggiungere il mio studio per aprire il computer e tornare sul sito di telefoni erotici.
Ero rimasto colpito dall’immagine di una modella dal fisico prosperoso che si chiamava Lilly. Promuoveva un numero attivo 24 ore ogni giorno, dove diceva che avrebbe risposto per far vivere a dei perfetti sconosciuti, una emozionante avventura dove si sarebbe messa a nudo.

La mia prima volta con Lilly al telefono hot

Sapendo del sonno pesante che ammantava mia moglie una volta addormentata, decisi di chiamare Lilly per scoprire quali sensazioni mi avrebbe generato.

Neppure il tempo di digitare l’ultimo numero e di ascoltare il secondo squillo che rispose una dolcissima voce molto invitante. Si presentò come Lilly e mi disse che se avessi preferito restare in silenzio, sarebbe stata lei a parlare per tutti e due. Le risposi che mi sarebbe piaciuto interagire con lei senza problemi e così avvenne.
Iniziò a raccontarmi com’era fatta fisicamente, dettagliando con precisione l’immagine che avevo visto sul sito e garantendomi che realmente era una recente foto che la ritraeva durante la realizzazione di un book di presentazione che doveva consegnare ad uno studio di modelle.

Poi raccontò della sua inesauribile voglia di godere in quanto ninfomane e, così dicendo, iniziò a dettagliare in quale modo si stava provocando piacere masturbandosi. La descrizione precisa di gesti che appartenevano al mondo del sesso mi fecero eccitare al punto che l’uccello mi schizzò fuori dai boxer reclamando il suo piacere. Cominciai ad accarezzarlo piano per poi, seguendo la narrazione di Lilly intervallata da gridolini e sospiri, afferrarlo con decisione per menarmelo come dovevo fare per agguantare quell’orgasmo che era divenuto quasi obbligato raggiungere.
Richiusi la comunicazione così come appallottolai il fazzolettino di carta che aveva accolto il mio sfogo e tornai a letto pensando a quanto era accaduto. Ora mi sentivo leggero e poco importava se la persona con la quale mi ero intrattenuto una manciata di minuti fosse realmente Lilly oppure no: avevo raggiunto il mio obiettivo e mi sentivo soddisfatto.

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