Due amiche vogliose in ascensore

Racconti di due amiche vogliose

racconto scritto dalla nostra lettrice Lisbeth

Mercoledì, 19.30, i maritini a casa a guardarsi la Champions. 

Cristina è passata a prendermi, da alcuni anni siamo amiche intime, stiamo andando da Sara, ha invitato tutte le sue amiche per inaugurare la nuova casa, lei è divorziata da 5 anni.

Saremo una decina, di varie età e ognuna con la sua storia. Il condominio non è un granché, ma l’ascensore… UAU… nuovo di zecca, tutto acciaio e specchi, spazioso, lei abita all’ultimo piano. Mentre saliamo non fa rumore né movimenti bruschi, dico a Cristina che sarebbe una figata farlo qui, e che probabilmente è un cliché erotico questo, lei annuisce con un sorrisetto….

La serata scorre piacevolmente tra risate, salatini, doppi sensi e soprattutto alcool, vodka a fiumi, chissà domani mattina, penso… a mezzanotte circa iniziamo a salutarci. Noi ci tratteniamo fino all’ultimo, quando tutte sono uscite salutiamo Sara e ringraziamo, ci rivedremo nel week end.

Saliamo in ascensore e accade qualcosa che mai avrei immaginato, Cristina preme il pulsante ALT!!! Non faccio in tempo a fiatare che con lo smartphone contatta il numero per le emergenze, una vampata di calore mi avvolge…

Le dicono che l’assistenza arriverà entro 30 minuti.

Si volta verso di me:

“E ora, finalmente, sei tutta mia”

Si avvicina, le nostre bocche quasi si toccano

Stavolta sono io a sorprenderla:

“Hai fatto bene, sono mesi che ho voglia di te, ma non sapevo come dirtelo, poi non c’è mai stata l’occasione…”

Non mi fa finire di parlare, mi bacia, profondamente, a lungo, iniziamo delicatamente a sfiorarci, prima le mani, mi prende il collo, io le stringo i fianchi. 

Siamo entrambe in forma, facciamo pilates insieme e la domenica corriamo, cosce e glutei sodi e carnosi. Lei ha più seno di me, glielo tocco. Le nostre lingue impazziscono, ci stringiamo il culo a vicenda, le sbottono la camicetta e mi tuffo in quelle colline morbide e profumate, le lecco i capezzoli e li mordicchio, le esce un miagolio, in un attimo mi abbassa le mutandine

“Ti voglio” mi dice, e mi gira, spingendomi la faccia contro la parete a specchio dell’ascensore… morsi sulla nuca, respiri affannosi nell’orecchio… pelle d’oca dappertutto… sento le sue mani sul mio culo, le dita che mi penetrano, mi fanno sussultare, gemere…. Sono bagnatissima… lei sa esattamente cosa fare con quelle dita, si abbassa e mi lecca, infila la lingua dappertutto…. Vengo, tanto.

Mi inginocchio anch’io, e, non so come, mi ritrovo con la testa fra le sue gambe, la tiro a me, le sue cosce sulle mie spalle, lei si dibatte mentre con la mia lingua la esploro, mi viene in faccia, che goduria bere da lei, è caldo e dolce….

Ci sediamo una di fronte all’altra, ci baciamo.

Le arriva un messaggio sullo smartphone

“ci scusiamo per il ritardo, dovrete pazientare ancora 45 minuti”

Ridiamo… Ci sdraiamo a terra in un sessantanove pazzesco…