Un gigolò gay per i miei desideri bdsm

Un gigolò per i miei desideri bdsm

racconto scritto dal nostro lettore Luca

Le cinque del pomeriggio, siamo in pieno luglio, un caldo afoso.

Parigi a queste ore del giorno è rovente, come sono rovente pure io, sono mesi che non faccio sesso, la voglia di succhiare un cazzo in questo momento è tanta.

Mi sono lasciato con il mio ragazzo dopo tre anni di rapporto, è finito tutto quanto per una semplice orgia a tre. Rientravo a casa dopo due settimane di lavoro e me lo ritrovo a fare un orgia, lui e due nostri conoscenti. Se ci penso adesso mi viene da ridere.

Ho appena concluso la vendita di una Villa a Montmartre e il mio capo mi ha congedato dal lavoro dicendomi che ho il fine settimana intero per rilassarmi. A questo punto decido di rientrare nel mio nuovo appartamento, soddisfatto di trovare scritto fuori dal campanello in ottone il mio nome, Javier Lukash, l’appartamento si trova al quinto piano in una Palazzina Antica dalle parti di Rue de Saint Honorè, anziché prendere l’ascensore preferisco farmi le scale, in modo tale da rilassarmi e non pensare più alla succhiata di cazzo, man mano che faccio le scale il desiderio diventa sempre più intenso.

Una volta arrivato in cima in alto, tiro fuori le chiavi dalla tasca interna della giacca, apro la porta, appoggio le chiavi sul tavolo della sala, con la mano destra mi tocco il cazzo ce l’ho duro, me lo accarezzo e mi piace sentirlo così. Non ci penso più prendo il computer, lo accendo e vado direttamente sul sito dei Gigolò, Parigi offre tanto in questo senso, il Marchese De Sade sta di casa, quello che sto cercando è un Gigolò bdsm, non ho mai provato a fare sesso in questo modo e l’idea di farlo con un professionista mi eccita soltanto.

Apro la pagina del sito, scorro con il cursore quello che mi potrebbe interessare e trovo un ragazzo elegante, della mia età ventotto anni, capelli scuri, volto dai lineamenti mediterranei, sopracciglia scure folte, una bocca carnosa, corpo scolpito.

Sotto trovo il suo numero di cellulare e la possibilità di fare una video chiamata, a quel punto sento pulsare il sangue alla testa e la voglia di farci sesso diventa veramente insostenibile, parte la videochiamata. La linea di Cristiano suona, mi risponde dopo cinque squilli, sullo schermo appare il suo volto, come mi vede mi sorride, è soddisfatto di me lo si vede dalla faccia, ho il viso da ragazzo pulito, capelli biondi ondulati e una cicatrice sul labbro superiore a causa di una lite, gli dico: ciao Cristiano sono Javier, vorrei incontrarti oggi, spero che tu sia libero e mentre lo dico le parole mi tremano. Ho voglia di succhiarti il cazzo in questo momento. Cristiano mi dice soltanto, fammelo vedere il cazzo in questo momento, prendilo in mano e fammelo vedere, a quel punto il sangue comincia a pulsarmi, me lo prendo in mano ed è veramente grosso, glielo faccio vedere, mentre mi guarda comincio a masturbarmi di fronte a lui, a quel punto è lui ad alzarsi e lo vedo in tutta la sua bellezza, lo vedo di schiena, si allontana sempre di più fino a quando non raggiunge il letto, si distende sul letto mostrandomi il buco del culo, quel culo che io in questo momento vorrei penetrare.

Ho i sudori freddi, Cristiano si alza e mi dice qual è l’indirizzo di casa, gli dò l’indirizzo dell’abitazione: Rue de Saint Honoré, è una strada interna, il civico è il 512, e il campanello è: Javier Lukash. Cristiano mi risponde che sarà li a momenti, ci metterà esattamente trenta minuti per raggiungere l’appartamento, a quel punto l’eccitazione diventa sempre più intensa, chiudo la video chiamata e decido di farmi una doccia veloce. Finisco sotto la doccia, mi insapono, il profumo del muschio selvatico riempie la stanza del bagno, decido di rimanerci almeno venti minuti in modo da calmarmi, l’acqua calda mi rilassa completamente, prendo l’asciugamano e me lo annodo in vita, vado in sala e da un momento all’altro dovrebbe arrivare.

Apro lo sportello degli alcolici e mi verso una tequila sunrise, il bicchiere è pieno, mi gusto il suo sapore amaro di mandorle bruciate, sento il campanello suonare e so che è lui, mi avvicino al citofono e dall’altra parte sento Cristiano che mi dice: aprimi la porta, a quale piano stai. Io rispondo: sono al quinto piano prendi l’ascensore, lo trovi alla tua sinistra come entri.

Cristiano chiude la chiamata, e io rimango sulla porta, nel giro di pochi secondi qualcuno suona alla porta, sono io ad aprire, me lo ritrovo di fronte a me, elegante, in pantaloni neri, camicia bianca sbottonata, e la giacca in mano, fa troppo caldo per indossarla, si avvicina a me e mi bacia sulla bocca, sento la sua eccitazione e questo mi piace.

Mentre mi bacia mi prende in mano il cazzo e me lo accarezza, mi dice: questo ti piace vero?

Lo faccio entrare, chiudo la porta dietro a lui, è Cristiano che mi prende e continua a baciarmi, con la mano destra mi toglie l’asciugamano, resto completamente nudo di fronte a lui, il cazzo se lo prende in bocca e comincia a farmi un pompino come non mai nessuno me lo aveva fatto prima, il mio cazzo dentro la sua bocca, arriva fino in fondo alla gola, mi desidera lo sento. Comincio a sborrargli in bocca, è lui che non si ferma, sento lo sperma che lo inonda, vedo che gli esce dalla bocca, ma lui continua a spompinare, gli piace il mio cazzo, manda giù tutto il liquido, è caldo intenso, mi prende con entrambe le mani il cazzo, io sto tremando di piacere, è umido duro, continua a masturbarmi.

Lo fa diventare di nuovo duro, un cazzo gigantesco, a questo punto è lui che si toglie i pantaloni in un attimo, sotto i pantaloni non porta gli slip, ha un cazzo bellissimo, si avvicina di nuovo a me e lo prende in mano, lo senti quanto duro ce l’hai vero, con la lingua mi bacia, il suo di cazzo è una favola, durissimo lo posso sentire mentre mi sfiora, mi gira e mi dice questo ti piacerà, te lo posso assicurare, mi infila un dito nel culo mentre con l’altra mano mi masturba, sente l’eccitazione, si prende il cazzo e me lo infila dentro, la penetrazione si fa sentire, da mesi che non faccio sesso, mi piego.

Cristiano continua a spingere sempre più forte, non si ferma di fronte al mio dolore, spinge velocemente fino a quando il piacere non sopravviene a quel punto il suo cazzo ci scivola dentro bene, il liquido diventa caldo e intenso, godo come un animale, mentre mi penetra mi masturba velocemente, ha una mano fortissima, il cazzo ci scivola sulla sua mano come niente fino a farmi venire, mi sborra dentro, lo voglio ancora, posso pagare per tutta la notte, a questo punto è Cristiano che tira fuori il cazzo, se lo accarezza e mi dice: ci vediamo più tardi, se ti va, fra due ore esattamente, e mi accarezza la schiena, mi bacia, io gli dico di si, fra due ore.

Cristiano indossa nuovamente i pantaloni, e mi dice a dopo. Rimango nudo con il cazzo ancora duro, ho voglia di scoparmelo tutta la sera. Si allontana e mi lascia completamente nudo, queste due ore di attesa, mi danno sui nervi. Resto in sala per un paio di minuti fino a quando non decido di distendermi sul divano e rilassarmi completamente, il pompino mi è proprio piaciuto, sono curioso di sapere cosa mi aspetta, mi accorgo che sul tavolo della sala c’è qualcosa, mi alzo e ci trovo una benda nera, credo che faccia parte del gioco, la prendo in mano e ci gioco, mi distendo nuovamente e mi addormento pensando a lui.

Le due ore passano, io sono completamente disteso sul divano pronto per un altra erezione, le gambe divaricate e il cazzo in mezzo, me lo tocco e lo sento sensibile al tatto. Il campanello suona di nuovo, mi alzo e mi avvicino al citofono è lui apro la porta, e lascio questa dell’ingresso socchiusa. Io mi accomodo sul divano con le gambe divaricate, mentre mi accarezzo il cazzo, Cristiano entra, sempre in pantaloni neri, ma questa volta una t-shirt bianca, la giacca in mano, mi guarda sorride e chiude la porta dietro a sé.

Appoggia la giacca sul tavolo e vede che la benda non c’è, mi guarda nuovamente e vede che ce l’ho io, si avvicina a me e me la prende dalle mani, mi dice: hai pagato per tutta la notte, questo significa che posso rimanere fino a domani. Io gli rispondo di si, ho voglia di svegliarmi con te domani mattina. Cristiano si toglie la t-shirt, mi bacia nuovamente in bocca, mettiti seduto sulla sedia, io mi sollevo e mi avvicino alla sedia, mi siedo e resto a guardarlo, ancora in testa il suo cazzo.

Si avvicina a me e mi chiude gli occhi, me li sigilla con la benda, mi dice di rimanere così fino a quando non arriva. Sento che va in cucina, dopo pochi minuti rientra, si avvicina a me e mi bacia sulla bocca, ha le mani congelate, non capisco, mi infila un ghiacciolo in bocca e mi dice di succhiare, mi infila un secondo ghiacciolo e mi bacia in bocca, spinge il ghiacciolo con la sua lingua. io mi dimeno, la forza con la quale lo bacio è disumana, ho voglia di toccarlo ma mi blocca le mani.

Comincio ad eccitarmi, ho il cazzo in fiamme di nuovo, un terzo ghiacciolo e a quel punto scoppio, cominciano a scendermi le lacrime dagli occhi, gli dico che voglio succhiarlo, lui si rifiuta e mi dice che è lui a comandare, mi prende il cazzo in mano e comincia a masturbarmi, sente che comincia a diventare duro, a quel punto di nuovo il ghiaccio sul mio pene al contatto del freddo inarco la schiena, mi dice di resistere, e comincia a succhiarmelo intensamente, la sua lingua sul mio pene è quello che voglio, gli prendo la testa e la spingo contro il mio cazzo, spingo sempre di più con violenza, il mio pene entra bene in bocca, comincio a godere, Cristiano ha una resistenza incredibile, continua a spompinarmi così, si alza per un attimo e si toglie i pantaloni, si siede di fronte a me, sento quanto duro è il suo di pene, mi infila la lingua in bocca, con le mani mi strizza i capezzoli, li pizzica tra l’indice e il pollice, li pizzica con violenza fino a farli arrossire, io inarco la schiena e comincio a gemere di dolore, mi bacia ancora, con la bocca si avvicina ai miei capezzoli e li morde intensamente, io comincio a toccargli il cazzo, lo prendo tra le mie mani e ne sento la durezza, il dolore misto a piacere mi da alla testa, gli dico soltanto di trovare una posizione migliore, ho maledettamente voglia di succhiarlo.

Cristiano mi accontenta, mi dice mettimi a pecora e leccami il buco del culo, infilaci la lingua e mentre lo fai masturbami, non toglierti la benda, lo sento che si alza, mi guida, sfiora i miei fianchi, riesco ad accarezzarlo, lo stendo sul pavimento, gli divarico le gambe e comincio a succhiargli l’ano, la lingua ci finisce dentro con violenza e mentre lo faccio lo masturbo, sento l’umidità del suo cazzo è completamente bagnato, l’eccitazione è alle stelle, ha un cazzo durissimo, continuo cosi fino a quando non sento la sua mano accarezzarmi mentre lo masturbo, mi dice fermati un attimo, ho voglia soltanto di penetrarlo e sborrargli dentro, sentire il mio cazzo nel suo ano e finalmente esplodere, mi toglie la benda e mi bacia ancora, ora tocca a te, sono io a mettermi a pecora, è lui che mi lecca l’ano godo come un animale e mi masturba, mi infila un ghiacciolo nell’ano la sensazione che provo è di immenso piacere, me ne infila un secondo, un terzo, si sciolgono all’interno mi raffreddo, continua a masturbarmi, mi lecca l’ano, sento che ha il cazzo durissimo è pronto a penetrarmi lo sento, gli dico: infilami il cazzo nel culo, ho voglia di godere, ho voglia di sentirti di nuovo dentro, lui mi accontenta e me lo infila dentro, la penetrazione è intensa, mi sbatte il cazzo nel culo, lo sento venirmi dentro, mi sborra dentro come niente.

Lo sento urlare di piacere, mi piego sulle ginocchia, me lo sfila il cazzo, a quel punto sono io che me lo prendo in mano, lo giro e lo metto a pancia in giù, dopo che ha goduto e sborrato, gli apro l’ano, glielo lecco e godo mentre lo faccio, gli infilo il cazzo nell’ano e ci resto dentro fino a quando non vengo, ha un culo splendido sodo, lo mordo, gli sborro dentro, il liquido fuoriesce e io lo succhio, succhio il suo sperma, entrambi siamo venuti, rimaniamo così, distesi uno di fianco all’altro, le nostre dita si sfiorano, ho pagato per tutta la notte, quindi rimarrà con me fino a domani mattina, la consapevolezza di aver pagato mi rende tranquillo, posso ancora averlo. Lo guardo e gli dico:

Ti avrò ancora domani mattina sei mio per tutta la notte.

A queste parole sorride e mi dice è così:

Sei tu a pagare!

Si avvicina a me e mi bacia, si alza e lo vedo allontanarsi, va verso il bagno.