Sesso nel bosco in una notte di mezza estate

Racconto di sesso nel bosco

Siamo ancora al ristorante seduti e tranquilli io e Antoine, stiamo aspettando il cameriere che ci porti la seconda portata, mentre aspettiamo gli dico: la sai una chicca, da queste parti i locali vengono chiamati i “comanche” per essere precisi siamo a San Candido si trova nell’Alta Pusteria, con locali intendiamo gli abitanti del luogo, in questo caso, giovani ragazzi, come li definisco io i “selvaggi”, negli anni 80 quando non c’era ancora la galleria che li collegava con il resto del mondo il Cadore, rimanevano completamente isolati, le lunghe nevicate chiudevano ogni via d’uscita, si doveva aspettare la primavera per il disgelo.

Antoine mi sorride e mi dice: guarda che è in arrivo il comanche e scoppia a ridere, un esemplare unico, biondissimo con gli occhi verdi e la corporatura da vichingo, l’isolamento non permette la globalizzazione anche genetica, si tramanda di generazione in generazione anche durante il XXI secolo tecnologico e computerizzato i comanche rimangono fedeli alla loro tradizione di accoppiamento tra simili. Dopo queste mie considerazioni, ritorno ai miei canederli, adoro il cibo da queste parti, sono semplici nella preparazione dei piatti, ogni cosa ha il suo posto, il suo tempo, un ordine mentale pazzesco.

Antoine il mio amico francese, a proposito non è Antoine Griezmann, attaccante del Barcellona e della Nazionale Francese, anche se mi piacerebbe, mi guarda e sorride, mi chiede:

-ci sono altre cose che mi devi raccontare sui “comanche”?

Io gli dico: per il momento no, mi godo i canederli, se poi mi viene in mente qualcosa te lo dico. Antoine, è fantastico, ci conosciamo da un anno, è il mio amico vero e serio, è un anno più vecchio di me ne ha 22 di anni, io invece 21, quando abbiamo tempo passiamo sempre da queste parti. Si decide sempre all’ultimo momento, ci vogliono almeno tre ore di jeep per arrivare a destinazione, questo piccolo ristorante, rustico ed accogliente in mezzo alle montagne. Io e Antoine finiamo di mangiare e paghiamo il conto, siamo mano nella mano, usciamo dal ristorante e ci dirigiamo verso la jeep. Antoine mi guarda e dice: meravigliosi i tuoi pantaloni verdi a pois neri, io lo guardo e gli dico: perché non ti piacciono? li ho presi al volo, la prima cosa che mi è capitata sotto tiro, Antoine mi guarda ancora e con la mano destra mi accarezza il culo, i pantaloni sono così aderenti che riesco a sentire la sua mano, così come mi tocca un brivido mi corre lungo la schiena, lo bacio dolcemente, saliamo in macchina e il sapore del suo bacio mi rimane in bocca. Guardo l’orologio sono le undici di sera, la luna è piena, luminosa, usciamo dal parcheggio, Antoine mi sfiora la gamba, mi stringe l’interno coscia, mi sente eccitata, lo guardo e sono convinta che ha in mente qualcosa di “dirty”.

Mi avvicino a lui e lo bacio, sfioro le sue labbra con la mia lingua. Continua a guidare e lo sento, mi vuole dire qualcosa ma non sa come farlo, scoppia a ridere, ha le braccia scoperte, indossa una camicia bianca, accarezzo il suo braccio, il mio dito segue l’andamento della libellula tatuata sul suo braccio, il tatuatore ha fatto un ottimo lavoro, sulla sua pelle dorata si percepiscono le ali dell’animale, continuo cosi fino a farlo parlare.

Antoine accosta la jeep su un lato della strada, si gira verso di me e con uno sguardo di sfida mi dice: scommetto che non hai mai fatto questo nella tua vita, io penso tra me e me, considerando il fatto di avere 21 anni e che mi sono resa conto di esistere all’età di 18 anni ben viziata e coccolata gli dico: cosa? mi sussurra all’orecchio: fare sesso nel bosco, io e te sotto la luce della luna, scoppio a ridere, lo guardo e mi metto a cavalcioni su di lui, sento l’erezione del suo cazzo, mi muovo su di lui lentamente portandolo ad una certo grado di eccitazione.

Antoine, ingrana la prima e parte con me addosso, mentre guida in lontananza intravede uno spiazzo ampio, si avvicina ed è un parcheggio, una strada porta poi all’interno del bosco, qui a San Candido gli spazi sono ampi, gli animali si possono muovere indisturbati.

La jeep entra nel bosco indisturbata, io e Antoine rimaniamo incollati uno sull’altro, la mia lingua penetra la sua bocca, il gusto della sua saliva mi eccita, non c’è molto spazio d’azione, rimango su di lui, sul suo cazzo duro, lo sento eccitarsi, con le sue mani mi apre la zip dei pantaloni, ci infila dentro una mano la sente bagnata, continua ad accarezzarla, la stringe forte, con il pollice preme contro il clitoride, mi sente muovermi come una puttana, mi piace quando mi tocca cosi, mi toglie la t-shirt bianca, comincia ad accarezzare i seni, con le dita stringe i capezzoli fino a farli diventare nudi e con la bocca li morde, il piacere è unico, sotto di me il suo cazzo è durissimo, continua a mordermi i capezzoli, mentre li morde sento la sua mano accarezzarmi la schiena e scendere fino al culo, si alza leggermente con il busto per facilitare la penetrazione del dito, Antoine continua a guardarmi e mi infila il dito in bocca dopo averlo leccato, ti piace il tuo odore? io lo adoro, ho voglia di leccarti il buco del culo.

Antoine è troppo eccitato mi bacia e mi lecca con la lingua, ha voglia di scopare e di sentirmi dentro, lo fa impazzire la penetrazione, mi dice di aprire il cruscotto e tirare fuori i preservativi, ce ne saranno almeno un paio la notte è lunga e ha proprio voglia di scopare. Mi tremano le mani dall’eccitazione, apro il cruscotto e ci trovo dentro quattro preservativi, ne prendo uno in mano e glielo dò, con la bocca Antoine apre il preservativo attento a non bucarlo, vedo l’abilità con la quale riesce ad infilarselo, con dolcezza mi abbassa i pantaloni fino a toglierli, sono di nuovo a cavalcioni su di lui e mi penetra, sento il suo cazzo dentro di me, comincio a muovermi, le gambe cominciano a farmi male ma non mi fermo, lo sento godere sotto di me, mentre sono su di lui, mi infila un dito nel culo, il liquido esce dalla mia figa sono completamente bagnata, il dito in culo mi piace, continua a spingere così, l’idea di infilarmelo nel culo però non lo abbandona.

Mi dice: aspetta un attimo fammi scendere dalla macchina, lo guardo e non vorrei spostarmi sono troppo eccitata, ho voglia di leccarti il buco del culo e di mettertelo dietro, ho i brividi mi sollevo e Antoine in un attimo scende dalla jeep ha il cazzo duro e grosso, abbassa lo schienale della jeep e mi distende sono completamente nuda, il mio corpo sotto la luce lunare risplende Antoine si toglie il preservativo e comincia a masturbarsi lo guardo mentre lo fa e mi eccito di più, da un colpetto sul cazzo duro e se lo accarezza, entra in macchina sono distesa si siede su di me, prende il secondo preservativo e se lo infila sul cazzo, in quella posizione, con le mani mi apre il culo e si abbassa, ci infila dentro la lingua e comincia a leccare, ci avvicina il cazzo e me lo infila dentro, penetra fino in fondo e comincia a godere così, si muove su di me, sento il caldo del suo corpo, mi sente venire, continua a spingere e muoversi velocemente fino a quando non viene, l’orgasmo è intenso, con dolcezza tira fuori il cazzo, e ci sfila il preservativo pieno di sperma, lo vedo sorridere soddisfatto, ha goduto come sempre, apre il finestrino e lo lascia cadere a terra, mi dice lo lascio come ricordo il seme darà i suoi frutti. Io scoppio a ridere.

Antoine mi bacia sulla bocca, mi dice possiamo andare ci vogliono tre ore per raggiungere casa, mi piace stare con te, scopare, è la prima volta che lo faccio, in macchina, nel bosco, non c’è nessuno attorno a noi, mentre lo dice si riveste, indossa la camicia bianca i pantaloni e si rimette alla guida io resto nuda sul sedile e con calma mi rivesto, lo guardo intensamente e gli dico: idem.

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