Sguardi maliziosi in autobus

Racconto Erotico Autobus

racconto scritto dalla nostra lettrice Lisbeth

Auto guasta, probabilmente la batteria, mia moglie è già uscita, lo scooter l’hanno preso le gemelle per andare in facoltà, ottimo, come ci arrivo in cantiere? Ok, mezzi pubblici, ma quale cazzo di linea devo prendere, e soprattutto dove prendo il biglietto…

Scopro che il 46 mi porterà a destinazione, bene. Come sempre sono in ritardo, bimbi e marito sistemati, lettiera pulita, adesso bus e poi fino alle 15 ufficio, ce la posso fare.

Salgo dopo forse 30 anni sull’ autobus, quasi emozionante, solo posti in piedi, mi incastro nell’unico spazio disponibile.

Ecco, tutto pieno come sempre, per fortuna qui c’è un po’ di spazio…. come non detto, coglionazzo in arrivo, ma che espressione a ebete ha?!?

Che bella ragazza, chissà quanti anni ha, sembra una ventenne ma la sicurezza che emana tradisce almeno 35 anni, che corpo però, cerco di guardarla senza farmene accorgere, mi sta rapendo , non riesco a toglierle gli occhi di dosso, ecco, cazzo, mi ha appena sgamato.

Coglionazzo e pure morto di fica, ma come si permette, mi sta mangiando con gli occhi, bhe, un po’ lo capisco, stamani ho questa camicetta che tiene in tiro il mio spettacolare seno, vabbè alla fine non è osceno, avrà massimo cinquant’anni, in forma, vestito casual/sportivo. Chissà che storia ha, chissà dove sta andando. Il dondolio continuo e la miriade di odori innescano magicamente fantasie di un mondo estraneo al resto della quotidianità.

Uau, più la guardo e più mi rendo conto di quanto è figa e sensuale, ho scoperto che posso ammirarla quanto mi pare senza rischio, guardando il riflesso sul vetro non passo da maniaco, basta spostare di un niente gli occhi e non ci sono problemi, posso fantasticare,  sarebbe meraviglioso stringere quei fianchi mentre le bacio il collo, esplorarla nell’ intimità, culo sodo, che cosce…mmmmmm

Mi sta mangiando guardandomi dal riflesso, pazzesco, quasi da stalker, che poverino….ora mi ci diverto, voglio vedere che fa, mi passo la lingua dolcemente sulle labbra.

Ma, è un sogno, che sta facendo, mamma mia che labbra, da baciare per ore, strusciarci il mio bel cazzone.

Guarda che faccia, è rimasto a bocca aperta, ti piacerebbe mettermi il tuo pisellino in bocca eh, ma….ehi….un momento… mi sto eccitando!!! Sento i capezzoli turgidi e gonfi, mi sto bagnando! Ma che storia è questa, adesso mi tocco un po’ con la scusa di cercare qualcosa in borsa.

Mi sta scoppiando il cazzo nei boxer, mi fa male, devo spostarlo, ecco, ora va meglio, ma credo si noti qualcosa.

Ma ce l’ha ritto, alla faccia del pisellino, con quell’affare mi sfonda, oddio che voglia che mi sta salendo, mi farei sbattere qui davanti a tutti, in piedi, tirami su la gonna e mettimelo dentro, prendimi i capelli e da dietro mordimi la nuca, leccami, fammi godere!

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Ormai i freni inibitori sono solo un ricordo lontano, si guardano direttamente negli occhi, a pochi centimetri di distanza, i loro corpi quasi si  sfiorano, l’andamento dell’autobus favorisce un orgasmo irreale ma profondo e possente

Alcune ragazzine ridacchiano, forse le uniche a essersi accorte.

Lei scende, è la sua fermata, che devo fare?!? La seguo, siamo in strada, se ne sta andando….Faccio un respiro profondo, le parole mi escono da sole, come una diga che si rompe, quasi urlo….” ANDIAMO IN ALBERGO”….

Lei si ferma, si volta, sorride….