Stamattina, caffè e pompino a colazione!

Racconto: Stamattina, caffè e pompino a colazione!

Non sono una ragazza mattiniera. Durante la settimana mi sveglio alle 5:30 per andare al lavoro in ufficio e il weekend… beh, il weekend prima di mezzogiorno non metto il nasino fuori dalle coperte. Mio marito ogni tanto si lamenta: vorrebbe fare un aperitivo in piazza la domenica o fare una bella colazione al bar, ma dopo quattro anni di matrimonio ci ha rinunciato. Il weekend si dorme, non c’è storia. 

Oggi è domenica. Stamattina voglio fargli una sorpresa. Non c’è nessuna ricorrenza particolare da festeggiare, ma ho voglia di stupirlo. Mi sono appena svegliata, sono le 7:30. Svegliata per caso, avevo bisogno del bagno. Torno verso le camera da letto e lo vedo dormire, accovacciato a “cucchiaino piccolo”. La sua sveglia dovrebbe suonare tra un’ora.

Mi infilo sotto le coperte e mi metto “cucchiaino grande”, come farei solito prima di richiudere gli occhi e addormentarmi. Stavolta invece no. 

Mentre il mio petto aderisce alla sua schiena, con una mano comincio ad accarezzargli la coscia. Mio marito si muove leggermente, dorme ancora.

Con le dita inizio ad avvicinarmi al suo bacino, e lo stringo delicatamente un secondo prima di mettere la mano sopra il suo pigiama, sul suo uccello. Glielo trovo, piacevolmente sorpresa, già duro. Sorrido al pensiero di queste durelle mattutine che non soddisfo mai. 

Lo accarezzo, separata dal tessuto di cotone dei pantaloni. Faccio scivolare le mie dita nella lunghezza, per quanto sia possibile.

«Amore…» sussurra mio marito. 

Io non rispondo e con la mano mi faccio spazio sotto il pigiama e sotto i boxer. Lui si gira e si mette a pancia in sù, ma ancora tiene gli occhi chiusi. La stanza è al buio, c’è solo una piccolissima fessura di luce che inizia a entrare dalla finestra.

Al contatto della mia mano con la pelle del suo uccello mi eccito. Stringo la mano sull’asta e comincio a segarlo delicatamente, massaggiando la cappella lucida. Lo sento già pulsare: è venoso e già pronto. Con l’altra mano mi aiuto e mi alzo per spostarmi sotto la coperta. Ho voglia di prenderglielo in bocca, di gustarmelo, di prendermi il succo. Gli ho già confessato tanto volte cosa provo quando gli faccio un pompino e anche ora mi sento un tutt’uno con lui appena le mie labbra avvolgono quest’uccello di marmo. Con le mani lo stringo alla base, accogliendo nel palmo anche le palle, quelle palle che amo leccare e prendere tutte in bocca. Scopo con la bocca l’uccello di mio marito e la mia saliva lo lubrifica rendendo il tutto umido, dolce e erotico allo stesso tempo. Lui inizia con il bacino e muoversi un po’ per fare in modo che mi entri ancora più a fondo. Ha voglia, lo sento. Con la sua mano mi prende una ciocca di capelli e mi guida per trovare il ritmo giusto. A questo punto ci muoviamo in due: io con la testa e lui che me lo ficca dentro con i suoi movimenti. Con la lingua gioco con la lunghezza e ho qualche piccolo gemito nella foga di prenderlo tutto. 

Geme anche mio marito che sento in questo istante stringermi i capelli un po’ più forte e con un movimento deciso lo sento esplodere. Ho la sua sborra in gola, gli esce copiosa al cazzo e io un po’ la ingoio e un po’ la lascio uscire dalla bocca perché mi piace quando il suo sperma mi bagna le labbra.

Mio marito alza la coperta. La luce lieve che entra dallo spicchietto di finestra mi permette di vedere i suoi occhi felici. E lui può vedere le mie labbra bagnate dal suo piacere.

«Caffè al bar stamattina?» gli dico sorridendo.