Ho portato il mio amico al club privé

racconto bsdm amico prima volta al club prive

« Fammi vedere il tuo inferno, Nicole. »

Le parole di Ian la colpiscono particolarmente. Non è mai stato in un club privé e non è il tipo da abbordare delle ragazzine seminude in latex. 

Lo vuole fare per lei, per conoscere di più la sua amica.

Per questo Nicole ha accettato. La venere in pelliccia del locale sarebbe entrata in compagnia, per la prima volta dopo anni e anni. Gli habitué avrebbero commentato, ma quando mai le chiacchiere erano state un problema?

All’ingresso del locale il buttafuori la saluta con un cenno, ma una volta che i due varcano la soglia, si volta per guardare meglio la ragazza con la maschera di piume nere e il suo accompagnatore.

Alto, con i capelli biondo scuro e gli occhi grandi e azzurri: Ian era carne da macello per le vogliosette del locale, quelle a caccia di una scopata più di quanto non volessero ammettere. Il ragazzo se ne accorge subito con un certo disagio. 

« Tienimi lontane queste ragazzine »

« Rendiamole innocue. »

Nicole apre la borsetta per estrarne un cinturino nero con una catenella. Si stringe il collarino al collo e tende la mano con la catenella d’argento verso Ian. 

« Tienila e guidami in giro per il locale. Vai dove vuoi, guarda quello che vuoi. Ora nessuna si farà avanti e dubito che lo faccia qualche Master.»

Ian non coglie subito il nesso, ma segue le istruzioni. Nicole gli cammina a fianco, mezzo passo indietro e lo segue. Gli occhi languidi delle ragazze sono cambiati in modo rapidissimo e quello che prima era desiderio, ora è per lo più invidia. Ian inizia a sentirsi a proprio agio. Si ferma di fronte a una croce di sant’andrea dove una mistress appena maggiorenne sta frustando una donna con i polsi legati ai vertici della croce di legno.

« Come fa a piacerti questa roba? » sussurra Ian voltandosi verso la sua amica.

Nicole non risponde e tiene il volto chino. Ian sorride con un ghigno divertito poggiando il dito indice sul suo mento per farle alzare lo sguardo.

« Ti diverti, eh? »

Nicole trattiene un sorriso e poi aggiunge:

« Piacerebbe anche a te, basta entrare nel mood! Svuota la testa…»

Ian torna a fissare le due ragazze che stanno giocando di fronte alla folla. Si concentra sui dettagli: sui lacci del bustino che si intrecciano nella schiena della mistress, sul culo arrossato della schiava stimolato dal gatto a nove code. Il culo viene colpito ripetutamente e dopo il colpo riceve una carezza dalla mano della padrona. Di fianco alla coppia c’è un uomo con dei pantaloni di pelle che osserva la schiava sperando di ricevere lo stesso trattamento. Tra i guardoni non manca il solito cinquantenne con la camicia bianca: ce n’è sempre qualcuno nei club privé. Non sono interessati al gioco, sperano solo di incontrare una puttana imbucata che vuole arrotondare la serata.

È il momento di cambiare aria e Ian con Nicole al seguito si spostano al bancone. La barlady è una ragazza con le orecchie da coniglia di raso bianche.

« oooh Niky, che novità! » commenta divertita per poi rivolgersi a Ian. Le due ragazze si scambiano uno sguardo d’intesa.

« Cosa vuoi da bere, Signore? » 

« Un gin tonic, ma solo se tu brindi con me alla tua amica qui che stasera non potrà proferire parola!»

« ahaha andata! » 

Ian e la Coniglia parlano per qualche battuta. Anche la Coniglia conosce Nicole da tanti anni: è stupita di vedere l’amica con un collarino al collo, ma si fa cazzi suoi e non chiede nulla rispettando i ruoli che crede di vedere. 

Al bancone vicino a loro c’è una ragazza minuta con una parrucca rosa e con uno strap on. Un uomo di mezza età inginocchiato con il petto peloso è ai suoi piedi che le succhia il cazzo di gomma.

« Qui ho visto abbastanza, andiamo a sederci. »

I due amici si spostano verso il divanetto. Nell’attraversare il centro del locale scavalcano due uomini serbino stesi a terra. Ian si chiede se qualche fanciulla soddisferà il loro desiderio mentre intorno c’è un groviglio di altri corpi che giocano con la cera delle candele calda. 

Il dj li segue con lo sguardo. A Ian sembra proprio di averlo già visto, ma Nicole è impassibile. 

Il divanetto accoglie gli amici offrendogli in una posizione perfetta per godersi la vista di tutta la sala. L’atmosfera intorno è sempre più densa ed estemporanea. Ian si perde a cogliere le dinamiche dei giochi, cerca di immaginare le mosse di ognuno prima che accadano. 

« ma no dai! » commenta d’impulso quando un Master fa toccare le tette della sua sub da altre due donne.

Ian si gira verso Nicole:

« Non c’è che dire: qui dentro di sicuro non si può pensare al lavoro. Inizio a capire cosa ci trovi di bello. Come posso ringraziarti? Vuoi un drink? Prima non ti ho offerto nulla. » 

Nicole non risponde e si alza in piedi. Si siede in ginocchio per terra e appoggia la testa al ginocchio del suo amico. Ian senza pensarci le accarezza la testa.

« È questo il mio inferno Ian. »

Nicole chiude gli occhi e si gode quel suo momento di niente.