Voglia di trans, una notte a Milano

Racconto trans voglia trasgressiva

Una crescente curiosità

Il mio amico di una vita, me ne aveva parlato qualche tempo fa. Aveva confessato di aver avuto una esperienza di sesso con un travestito.
Ero rimasto interdetto sapendo che tombeur de femme era e quanto, per lui, era stato sempre facile rimorchiare bellissime donne. Eppure andare con un trans a Milano si era rivelata, a suo dire, un’eccitante esperienza che avrebbe sicuramente ripetuto.
Di fronte al mio sorrisetto di circostanza, mi aveva rimproverato dicendomi che se non avevo ancora vissuto quella trasgressione, non potevo avere un obiettivo metro di giudizio.
Ammisi a me stesso che il mio amico aveva ragione ma l’idea di andare a letto con un transex, proprio non mi era mai saltata in testa.
Eppure non era raro incontrarli per le vie e i locali di Milano e alcuni, all’apparenza, sembravano proprio delle belle donne.
Razionalmente mi dissi che tutto era da imputare alla chirurgia estetica che provvedeva a dotare i trans di un seno favoloso e anche di un culetto sodo e tondo grazie alle protesi in silicone che ne trasformava la fisionomia naturale.

Ma quella confessione inaspettata del mio amico, non mi usciva dalla mente e proprio non ce lo vedevo a succhiare un uccello o essere preso alla pecorina…proprio lui, che di ragazze e di donne ne poteva avere quante ne voleva.
Cercai di scacciare il pensiero ricorrente che mi faceva immaginare un macho come lui, godere come se fosse stato gay e non mi davo ragione.

Una festa e una voglia di trasgredire

Qualche settimana più tardi, i colleghi di lavoro avevano organizzato una festa per celebrare il termine di una programmazione che aveva coinvolto tutti, assicurando un deciso successo che significava ricevere un sostanzioso premio di produzione.
Chi aveva organizzato il tutto, aveva previsto di affittare una sala in un noto locale e si era messo d’accordo con il gestore della stessa, di avere il servizio di open bar.
Inutile dire che oltre alle persone previste, c’erano parecchi imbucati che volevano approfittare dell’occasione di bere senza alcun limite.
La festa non ci mise molto a decollare grazie agli innumerevoli drink degustati da ogni invitato.

I fumi dell’alcol mi riportarono alla mente le parole del mio amico e della sua esperienza trasgressiva ma quello che maggiormente mi martellava era il suo giudizio sopra il mio pontificare senza aver avuto mai un’esperienza simile.

Verso l’una di notte, quasi stanco di quella confusione e mezzo brillo, presi lo smartphone e cercai sul web un sito di trans iniziando a sfogliare i profili di quanti si erano messi in gioco.

Rimasi colpito dalla rara bellezza di Yolma, una trans di origine caraibica che si mostrava in diverse posizioni. Il suo sguardo profondo proveniente da occhi nero carbone, si coniugava perfettamente con labbra perfettamente modellate e prive di ogni tipo di correzione a base di collagene.
Il piccolo ma ben disegnato seno contrastava con quelli voluminosi delle trans che avevo visto prima, e donava un non so che di fascino esotico con aureole scurissime e grandi, al cui centro si elevava prepotente un capezzolo così eccitante che veniva voglia di succhiarlo golosamente.

La curata peluria che Yolma aveva sapientemente lasciato intravedere, anticipava l’oggetto del desiderio di molti che rimaneva celato da un tanga in latex che però lasciava intuire le dimensioni di un uccello che, eccitato, avrebbe sicuramente assunto una forma esponenziale.

Chiusi gli occhi e memore di quel così perfetto culo e lasciandomi prendere da una forte immaginazione, composi quasi senza neppure rendermene del tutto conto, il numero di cellulare pubblicato dalla trans.

Un appuntamento illuminante

Non rispose la voce tenorile che mi ero aspettato bensì una vocina delicata con un forte accento latinoamericano.
Le dissi che avevo visto il sito web dov’era presente il suo profilo e che ero interessato ad incontrarla, se disponibile, anche in quel momento. Yolma non ebbe esitazioni dandomi il suo indirizzo e attendendo il mio arrivo.

Ci impiegai neppure un quarto d’ora per arrivare da lei e suonare il citofono. Il portone si aprì immediatamente senza fare alcun rumore. Scesi la rampa di scale seguendo le istruzioni ricevute e trovai l’uscio del suo appartamento già socchiuso.

Finalmente la vidi di persona e la mia prima impressione fu subito confermata: era veramente bella da morire.
La pelle dolcemente ambrata, i lunghi capelli corvini, un viso angelico che lasciava intuire piacere e sofferenza sposati per sempre, le mani curate e tutto l’insieme, mi aveva lasciato senza fiato.
Indossava autoreggenti di color bianco, così come bianco trasparente era il body che le fasciava il corpo sinuoso e la vestaglietta che le copriva le spalle. Mi fece accomodare in un saloncino arredato con cura dove tutto era ordinato e pulito e mi versò da bere un traguito di ron cubano tanto per scaldare l’ambiente.
Il tempo di fare due chiacchiere che mi invitò a seguirla nella sua camera da letto. Anche questo ambiente mi apparve accogliente e molto ordinato. Su di un grande comò erano esposti in bella mostra alcuni sexy toy oltre a creme, unguenti ed oli profumati insieme ad un paio di pacchetti di preservativi.

Senza molto parlare Yolma mi fece accomodare sul letto incominciando a denudarmi lentamente mentre, con la lingua, esplorava il mio corpo. Ero veramente eccitato e mi piaceva la sensazione che stavo vivendo grazie a lei. Mi offrì il suo delizioso seno per tintillarle i capezzoli già duri e, quando fui totalmente nudo, si mise sopra di me con un abbraccio sensuale. Fu allora che sentii proprio all’altezza del mio pube, il suo enorme cazzo poderosamente duro. Questo momento fu come una deflagrazione che aumentò la mia libido a livelli mai provati prima: mi piaceva quel contatto mentre succhiavo il suo seno e sentivo la sua lingua esplorare il mio collo e il mio viso.
Yolma cambiò posizione e afferrato il mio uccello, cominciò a baciarlo in tutta la sua lunghezza prima di ingurgitare le mie palle dentro la sua bocca, anticipando un pompino regale che mi fece esplodere di piacere. Ingoiò tutta la mia sborra continuando a spompinarmi per farmi continuare l’erezione e, una volta certa del successo, si rialzò prepotente mettendosi a cavalcioni sopra il mio petto e lasciandomi vedere quella sua verga mulatta che si avvicinava sempre di più alla mia bocca fino a sbattere contro le labbra serrate. Nonostante tutto, avvertivo il desiderio di provare a succhiare quel grande cazzo e così feci trovandomi tutta la bocca piena di lui. Yolma non si accontentò di farselo succhiare ma iniziò a scoparmi in bocca ma senza venire. Poi, si alzò e prese una crema con la quale mi lubrificò l’orifizio anale prima di posarci sopra la sua cappella. Dolcemente ma con determinazione, spinse l’uccello che centimetro dopo centimetro violò il mio culo provocandomi un ulteriore stato di eccitazione. Il movimento di penetrazione aumentò di intensità e di velocità e mentre mi inculava, Yolma prese a menarmi l’uccello fino a farmi godere una seconda volta mentre sentivo il suo sperma esplodere dentro di me seppur protetto dal preservativo.

Aveva ragione il mio amico che si trattava di un’esperienza eccitante tutta da vivere e ripetere.