Lucien è il mio San Valentino gay

Racconto Gay San Valentino

Sono al caldo del mio appartamento appena acquistato, si trova in un quartiere residenziale spagnolo madrileno, circondato da famiglie e anziani. Come mi sveglio al mattino c’è la signora Rosita la cubana a sorridermi, in testa ha sempre i bigodini e questo rossetto rosso. Quando ha tempo mi porta sempre la sua torta di mele, ci sediamo al tavolo e lei mi racconta sempre della sua vita, dei suoi figli e nipoti, e mi chiede sempre della mia ragazza, io sorrido sempre, lei annuisce, mi dice di volermi bene come a un figlio, prima di andarsene mi bacia in fronte, e non manca mai la palpatina al culo.

È un quartiere meraviglioso, multietnico, quello che fa bene al mio carattere roccioso e spigoloso, sono nato a New York ma di origini tedesche, ho imparato a vivere, a smussare le mie origini, i miei spigoli e pregiudizi, amo il lavoro più di qualsiasi altra cosa. Una disciplina ferrea, questo richiede il mio lavoro da me, faccio l’avvocato da oltre dieci anni, ne ho 36 di anni, e sono soddisfatto dei traguardi che ho raggiunto.

Vivo con Lucien, il mio compagno da oltre sei anni, ci siamo conosciuti ad una festa, lui è un ricercatore universitario, la letteratura è il suo mondo uno degli autori preferiti è Henry Miller, accompagnato da un meraviglioso Ugo Foscolo, tra le poesie che non smette mai di decantare è A Zacinto. E’ una persona estremamente colta con lui si può disquisire di tutto anche di legge, quando l’ho conosciuto sono rimasto colpito dalla sua capacità di dialogo, le sue conoscenze linguistiche impressionanti, parla correttamente cinque lingue, è di madrelingua spagnola, figlio di immigrati cubani e panamensi, arrivato in Spagna quando era appena in fasce. Con le poche cose che avevano sono riusciti a fuggire e arrivare a Madrid. Qui si stabiliscono, Lucien comincia le scuole, si paga gli studi ballando e suonando il violino, questo suo lato artistico lo rende unico e poliedrico.

La letteratura è quello che gli interessa di più, la struttura del romanzo, i flash back, la scrittura, la sequenza, come rendere vero e tangibile un pensiero un idea attraverso la scrittura. La conoscenza della lingua, quasi un ossessione un morbo, la metrica, il ritmo. Lo amo e lo stimo, per lui per questo San Valentino lo voglio avere questa sera. Siamo completamente diversi, quello che ci accomuna è la passione per il lavoro, la serietà, amiamo quello che facciamo, io sono figlio di americani di New York, di origini tedesche, mamma e papà entrambi avvocati, dediti completamente al lavoro, la scelta dell’altro è importante, determinata da tutta una serie di canoni da rispettare, una scelta razziale, nel colore della pelle, della lingua, della formazione, nei modi, sono sempre rimasto ancorato a questi dettami, io sono alto quasi un metro e novanta, corpo atletico, niente fumo, Lucien invece è scuro di carnagione, capelli neri ondulati, occhi marroni e non c’è centimetro di pelle che non sia tatuata, una croce con un cristo piangente copre completamente la sua schiena, il cantico dei cantici copre la gamba sinistra, Lucien è un dio greco, crede in un Dio unico per tutti quanti noi umani. Nelle sue letture non smette mai di ricordarmi l’importanza dell’amore per Dio, soy el sufrimiento por Dios, con queste parole condensa il suo pensiero. Il sesso con lui è semplicemente devastante mi lascia addosso la consapevolezza che non ci sarà nessun altro all’infuori di lui.

Continuo a preparare la cena, sarà qui a momenti, e mentre lo faccio il mio ricordo va ancora al giorno in cui i miei genitori conobbero Lucien, un giorno di agosto, un corpo scultoreo, pantaloncini corti, la t-shirt, ed in mano una raccolta di poesie, il regalo per mio padre, ogni singola poesia aveva la sua spiegazione, la sua analisi, la struttura del verso, la metrica, il lavoro di un anno. Mio padre non aveva mai letto una poesia in tutta la sua vita, la raccolta di poesie copriva una buona parte degli autori del novecento, una particolare attenzione per il Romanticismo o meglio Sturm und Drang, ogni singola poesia scritta a mano.

Papà ricevette la raccolta di poesie in lacrime, gli tremavano le gambe, Lucien riusciva a penetrare quello sguardo, papà lo strinse forte a sé. Quel lungo abbraccio resterà per sempre nella mia memoria, conserva quella raccolta di poesie come se fosse la Bibbia, il mio ragazzo sa scrivere, è colto, è un ricercatore universitario. Ogni domenica la passa leggendo quella raccolta ricordando a mia madre l’importanza della lettura e la conoscenza. Mia madre d’altro canto lo ha sempre amato, la sua natura felina, la sua dedizione al lavoro e la ricerca. E’ sempre rimasta affascinata dal suo autocontrollo e costanza. Sono sempre più eccitato, sarà qui a momenti, ho preparato tutto, manca soltanto lui, ha le chiavi di casa, viviamo in due appartamenti separati ognuno di noi ha il proprio spazio, sto cercando di convincerlo di venire a vivere con me. Sento la porta aprirsi, è Lucien in maglietta aderente e pantaloni neri, la pioggia lo ha leggermente bagnato, l’odore della sua pelle arriva fino a me, si avvicina a me e mi bacia intensamente.

La sua lingua si fa spazio nella mia bocca, sento la saliva bagnare completamente la mia bocca, mentre mi bacia mi tocca il cazzo, lo sfiora, lo prende in mano e mi masturba, lo sento che è duro, lo avvicino a me, la sua lingua è fortissima, mentre lui mi tocca il cazzo con la mano destra faccio scendere leggermente i pantaloni, lo appoggio contro la parete, sono sopra di lui, continuo a sentire la sua mano sul mio cazzo, lo giro contro il muro, sono eccitato ho voglia di scoparlo e basta gli calo i pantaloni e gli infilo un dito nel culo, sento che è bagnato eccitato, poi gliene infilo un altro di dito diventano due, e spingo forte, continuo a spingere così per almeno cinque minuti, con la mano sinistra gli prendo invece il cazzo e lo accarezzo, le mie dita scivolano dentro come niente, gli sussurro all’orecchio che per questo San Valentino ho una sorpresa per lui. Lucien resta contro la parete ansimando di piacere, sento il suo cazzo bagnato e umido. Lo giro di nuovo verso di me, lo bacio in bocca, ho preparato la cena, questa sera saremo io e te, il nostro San Valentino. Andiamo entrambi in cucina, la cena è semplicemente unica, vino, carne, verdura passata in padella, e delle empanadas cariche di chili e formaggio piccante. Io e Lucien ci amiamo, gli verso ancora del vino, l’alcool ci dà alla testa, Lucien mi chiede: Marc, qual è la tua sorpresa? sento la sua voce tremante, il desiderio di avermi, è evidente, si avvicina a me e mi bacia ancora, la sua lingua mi divora.

Gli rispondo questa sera sarò io anale, per la prima volta, lo sento tremare, con una mano mi prende la testa e stringe forte contro di sé. Ha il cazzo in fiamme, mi alzo, entrambi andiamo in camera da letto, Lucien mi toglie la t-shirt accarezza i miei capezzoli con la bocca si avvicina e comincia a morderli, la sua lingua ci passa attorno, e comincia la suzione. Sono eccitato lo voglio avere per la prima volta dentro, voglio sentirlo venire dentro di me, mi fa scendere i pantaloni lungo i fianchi, il cazzo lo prende in mano e comincia a masturbarmi, le sue mani forti lo stringono forte, mi porta vicino al letto e mi mette a pancia in giù, con la mano destra, la passa in mezzo alle mie natiche, sente che sono bagnato, si avvicina con la lingua e comincia a leccarmi il buco del culo, prima ci infila un dito e poi due, comincia a dilatarlo, gli dico che i preservativi sono nel cassetto e c’è anche della vasellina, Lucien è contento, si prende in mano il cazzo e comincia a masturbalo è umido e bagnato posso sentire il suono, apre il cassetto e tira fuori un preservativo.

Trova anche la vasellina, ci infila un dito nel barattolo ne prende un po’, con delicatezza me la infila nel culo, lo inumidisce, si infila il preservativo, il cazzo ce l’ha durissimo, si avvicina al mio culo, lo sento che è grosso e duro, con entrambe le mani me lo apre il culo e ci infila dentro il cazzo, lo infila dentro piano.

Appoggia completamente il suo corpo su di me e continua a spingere, mi morde il collo e continua a infilarmi il cazzo nel culo, fin quando non lo sente che è tutto dentro. Sono io a non capire più niente, Lucien continua a spingere, adesso fa avanti e indietro lentamente, il cazzo ci scivola dentro bene, il piacere che provo è di un calore intenso, Lucien continua a spingere fino ad aumentare la velocità, fa avanti e indietro mi sente godere come un animale, ha entrambe le braccia appoggiate sul letto, fa avanti e indietro, l’intensità della penetrazione è fortissima, continua a spingere mi sente che sto per venire, è eccitatissimo, sente che raggiungo l’orgasmo, è Lucien che ansima di piacere poco dopo arriva lui, urla di piacere.

La penetrazione lo eccita, per la prima volta mi ha avuto anale, mi vuole ancora e lo so, tira fuori il cazzo, il preservativo è pieno di sperma è venuto, si avvicina e comincia a leccare il buco del mio culo ci infila dentro la lingua, il liquido fuoriesce, mi succhia e continua ad eccitarsi, mi ama e mi desidera, la sua lingua la sento, sto ancora tremando di piacere, la penetrazione è stata unica, lo voglio ancora.

Mi accarezza la schiena, mi dice di amarmi e di volermi ancora, vuole scoparmi ancora, mi gira e affonda la sua bocca nel mio cazzo, se lo infila dentro fino in gola, mi lecca e mi succhia, mi fa venire ancora. Entrambi rimaniamo distesi sul letto, uno accanto all’altro, le nostre dita si sfiorano, rimaniamo così per almeno una ventina di minuti, Lucien mi bacia in bocca, morde le mie labbra e si addormenta così sul mio petto. Io resto sveglio e tremo di desiderio, domani mattina saremo ancora qui insieme e sarà sempre così, Lucien è mio per sempre, il mio compagno, il mio uomo.