Un rapporto di cybersex

Racconto di cybersex

racconto scritto dal nostro lettore Damiano

Un rapporto di cyberpepper: terza parte (leggi qui l’inizio della storia)

Mancavano diversi passi per arrivare al completamento della nostra intesa sessuale, un cammino lungo ma che, ero sicuro, avrebbe riservato piacevoli sorprese e grandi soddisfazioni.

E se da un lato con Giulia programmavo una storia “parallela” al matrimonio, dall’altro non trascuravo minimamente i miei doveri coniugali anzi, avevo notato di aver riscoperto una intesa maggiore con mia moglie.
Cercavo sempre di trovare quelle situazioni che sarebbero sbocciate in sesso e amore e lei aveva trovato piacere in quel mio nuovo spirito da “cacciatore”.

Restavano piccoli tabù che ero sicuro di eliminare con il tempo, godendo questa dolce attesa ripromettendomi che avrei soddisfatto ogni voglia sessuale verso mia moglie.

E questo ritrovato piacere verso di lei non mi faceva sentire minimamente in colpa per la mia storia con Giulia ed anche mi eccitava di più. Mi sentivo rinnovato, con gli ormoni di nuovo in tensione, sapendo che con lei potevo fare il porco e con mia moglie il passionale; ecco Giulia era quasi una palestra per il mio rapporto coniugale e per questo non mi sentivo in colpa.

Ma oltre alle mie fantasie sessuali, facevo anche il giornalista in giro per l’Europa restando “fedele”. Non avevo voglia di tradire le mie due donne perché mi appagano e trovavo spesso l’occasione di guardare le vetrine e immaginare quale vestito stesse bene ad una o ad un’altra.

Era mentre mi trovavo a Parigi, una sera, che Giulia mi riservò una serata molto piccante, un regalo inaspettato che mi fece tornare bambino.

Ero seduto sul letto, con il tablet sulle gambe perché stavo correggendo il pezzo che avrei inviato il giorno successivo, quando il bip al cellulare mi informò dell’arrivo di un messaggio.

Quando sono concentrato sul lavoro non amo essere disturbato e quindi ignorai il primo avviso. Ma al secondo e poi al terzo bip, capii che non potevo più far finta di nulla e con un sospiro allungai la mano verso il comodino, attento a non rovesciare il bicchiere di vino rosso che mi ero concesso.

Fui contento di vedere il nome di Giulia come mittente e, ancora di più, che dopo il “ciao” mi aveva mandato una foto. L’aprii e subito una bollente eccitazione mi arrivò dalla pancia alla testa, passando prima per i boxer. Un selfie scattato dall’alto e lei che mi mandava un bacio, mettendo in evidenza le sue tette mal contenute da una maglietta.

“Un bacio per te da lontano” mi scriveva e capii che stata scattata sul divano di casa, luogo che lei preferiva anche per leggere e studiare nel suo lavoro.

“Ma che bella donna che mi manda i baci” scrissi, prendendo alla larga la mia voglia.
“Scommetto che ti mancavo” replicò.

“Assolutamente… come sempre”.

Ma il mio sguardo era troppo concentrato su quella scollatura e non potei fare a meno di farglielo notare.

“Immagino vuoi che levi la maglietta” mi scrisse e subito il mio cazzo cominciò a stare stretto dentro i boxer.

Un bip e subito la foto delle sue tette al vento arrivò prepotente al punto che levai il tablet dalle gambe e cominciai a massaggiarmi la verga diventata dura come il marmo.

“E cosa stai facendo porcello” mi scrisse ed io ebbi voglia di videochiamarla. Glielo proposi e dopo neanche 15 secondi, ci stavamo vedendo.

Era nuda sopra, il suo seno era prorompente e mi faceva avere mille voglie. Levai la maglietta e sfilai velocemente i boxer facendogli vedere com’era duro l’uccello.

“Fatti una sega pensandomi” mi ordinò ed io eseguii senza troppe proteste anche perché era la mia idea.

Dal suo sguardo capii che si stava toccando, avevo imparato un po’ a capirlo e le chiesi di farmi vedere la figa. Lei sorrise e girò la fotocamera del telefono piazzandola davanti ai suoi buchi. Li aprì con le dita, chiedendomi se mi piacesse lo spettacolo.

Aumentai il ritmo della mia mano, la cosa mi piaceva ed eccitava come se fossi un bambino. La sua figa, tenuta aperta dall’indice e dal medio, era rosea a bagnata quasi potevo sentire l’odore dal mio letto.

L’espressione di Giulia, tenuta viva dal mio sguardo eccitato e dall’immagine della mia mano che masturbava il cazzo, arrivò sul comodino dove stava il bicchiere di vino.

“Versatelo sul cazzo” mi ordinò “perché poi te lo succhio”.

Presi il bicchiere e feci colare il nettare di Bacco sulla cappella gonfia che si lubrificò ancora di più. La mia mano scorreva ancora più veloce mentre lei mi raccontava la sua perversione.

Voleva arrivare sul mio glande, succhiarlo e passarci la lingua per conoscerlo in ogni millimetro. Aveva voglia di arrivare alle palle e leccarle mentre continuava a masturbarmi. E poi lo avrebbe messo tra le tette perché sapeva che io lo adoravo.

Giulia sapeva essere una vera porca, lo avevo capito, e non volevo essere da meno. L’unico limite era la mia fantasia e io ne avevo anche molta.

Avevo voglia di portarla in bagno, metterla a pecora dentro la vasca e poi pisciarle nel culo che lei doveva tenersi aperto.
Avevo voglia di aprire quel bel buchetto con il mio cazzo, sentendo il gusto dello sfintere stretto intorno alla punta.
Avevo voglia di sdraiarla e farle calare il cazzo dall’altro per riempirle la bocca e la gola: tutte fantasie che sapevo avrei realizzato prima o poi.
E lei aveva voglia di farsi scopare forte, fino ad urlare di dolore e piacere insieme.

Le sue fantasie mi eccitarono e quando dal mio cazzo schizzo il primo fiotto di sborra, subito girai la fotocamera per farglielo vedere.

“Voglio berla” mi disse mentre il mio coito terminava, sporcandomi la pancia e le dita ed io, per accontentarla, portai la mano dove gocciolava il mio sperma alla bocca, leccandolo.

“Lo faccio io per te tesoro” le dissi e dall’espressione capii che quella sera si era svolta come lei immaginava.

Ti è piaciuto questo racconto di sesso virtuale? Votalo 5 stelle!