Le lecco i tacchi

Lei lecca i piedi a lei racconto

Quando entra nella stanza la mia Padrona, io sono già distesa per terra, ai piedi del divano. Indosso un completino intimo in latex composto da un reggiseno minimale e un perizoma con un buchino sul davanti in corrispondenza della mia fichetta. Ho gli occhi chiusi, è Lei che desidera così: non vuole che la veda all’inizio. Vuole che mi immagino tutto. Mentre sento i suoi passi, scanditi da quelli che sembrano essere dei tacchi vertiginosi, spero che stia indossando il mio strapon preferito. Per un attimo la mia mente corre subito lì: il momento in cui la mia Padrona mi scopa e con lo strapon entra nel foro del mio intimo, per fottermi come piace a lei. E come piace a me. Un leggero sorriso mi si dipinge sulle labbra a questo pensiero, proprio quando percepisco che lei si sta sedendo sul divano, da pochi centimetri da me. Ho la pelle d’oca e sono bastati questi pochi secondi a farmi bagnare tutta.

«Sei stata brava?»
«Sì, Padrona»

Sento un tocco sulle labbra. Istintivamente le socchiudo. Sento qualcosa premere e capisco la mia Padrona mi ha messo in faccia il tacco a spillo delle sue scarpe. Mi mordo le labbra, mi eccita poterle leccare le calzature e anche se so che sono scarpe che usa solo per i nostri giochi, mi piace pensare che siano sporche e che il mio compito sia quello di assaporarle e pulirle alla perfezione. Con la lingua inizio a sfregare il tacco nella sua lunghezza, tenendo sempre gli occhi chiusi. Mi sembra quasi di leccare un cazzo e per questo mi concentro su ogni piccolo movimento delle mie labbra sul materiale lucido.

Dopo averci giocato un po’ con la lingua, afferro il tacco tra i denti, prima di cominciare a succhiarlo come se stessi facendo un pompino. La mia Padrona ruota il tacco dentro la mia bocca, mi fa capire che apprezza e che devo continuare. In alcuni momenti me lo spinge dentro di più: con il suo contro-movimento vuole aumentare la mia foga.

«Ne vuoi due dentro la tua boccuccia?»
mmh… riesco solo a mugolare eccitata mentre la mia Padrona mi infila in bocca anche l’altro tacco. Mi ha riempito con le sue calzature e posso sentire indistintamente il profumo dei suoi piedini. Profumano di ginepro e rosa. Mentre i tacchi mi scopano la bocca, con la pianta delle scarpe mi schiaccia il viso. Preme sul naso, sulle guance. Lo sento dolce ma deciso come un bel massaggio energetico. Sono travolta dalle emozioni quando, d’improvviso, ma con delicatezza, la mia Padrona allontana i tacchi. Resto con la bocca aperta, vogliosa. Ne voglio ancora.

Restiamo avvolte nel silenzio un paio di secondi, fino a quando sento un clic, e seguito dal rumore di una vibrazione. A premere sulla mia fichetta, nel buchetto lasciato dal tessuto in latex, ora c’è un vibratore che vuole entrare. La mia Padrona me lo spinge con forza. Sono lubrificata dagli umori della mia eccitazione e l’asta scivola dentro facilmente. Con un clic aggiuntivo, il vibratore scatena la modalità più intensa, ed è come avere un martelletto che mi stimola senza tregua. Stringo le gambe in modo da tenerlo più fermo, per godermi ogni vibrazione.

La mia Padrona è di nuovo al mio fianco, e sono a un passo dall’orgasmo.

«Apri gli occhi e la bocca.»

Quando apro gli occhi mi illumino nel vederla: maestosa, una Dea in piedi. Indossa un corsetto nero, ma ha il seno scoperto. Dei guanti lunghi che le coprono tutte le braccia. Anche se ho il volto rivolto all’insù, mi inclino leggermente e vedo le sue decolté con il tacco. Rosse, con la suola nera. La mia Padrona si mette in piedi sopra di me, con un piede e l’altro ai lati del mio volto. Quando si piega su di me vedo la sua fica depilata… non indossa le mutandine. E poco dopo, con la sua fica a un passo dal mio volto, esplodo in un orgasmo fortissimo mentre il vibratore mi scuote dentro, e la sua pipì candita mi riempie la faccia.

«Sì, sei stata proprio brava. Ma ora pulisci!» Sono le ultime parole che mi sussurra prima di uscire dalla stanza.