Una casalinga vogliosa tutta mia

Racconto erotico casalinga vogliosa

“Cerco una casalinga?” dico al telefono erotico di cui ho composto il numero. “Sì, voglio una casalinga tutta mia.”

Per uno come me la domenica è un girone infernale, un deserto di cose da fare. Il resto della settimana lo passo viaggiando tra i migliori hotel d’Europa. Il lavoro non mi lascia molto spazio per altro, non ho una famiglia a parte il mio team. Quando arriva la sera si sta con i clienti e si finisce sempre tardi, i contratti si firmano al tavolino basso del night club, fra una bottiglia di champagne e qualche ragazza in cerca di una mancia sontuosa in cambio della quale forse ti farà una sega. Come negli anni novanta. Il mio lavoro non è cambiato, ma io sì.

La domenica è un deserto di polvere e commissioncelle. Quando torno a casa e mi metto al lavoro in giardino, oppure sistemo e pulisco gli attrezzi in garage, mi sento sempre che mi manca qualcosa.

In casa mi aiuta Beatrice, una ragazza giovane, almeno per me. Ha da poco superato i trenta e col marito hanno deciso che lei si sarebbe occupata dei figli e della casa, poi i figli non sono arrivati e una casa non le è più bastata per riempire le sue giornate. Così una sera a cena si è offerta di occuparsi anche della mia. La coppia sta molto bene, ma lei è una maniaca dell’ordine e si è offerta di pulirmi casa gratuitamente. L’idea che una donna piacente toccasse le mie cose, si piegasse sui miei pavimenti e con il suo amorevole sorriso ammirasse la mia collezione d’arte non mi dispiaceva affatto.

Così, ogni volta che torno a casa, mi ritrovo la villetta splendente. Niente è fuori posto dentro e mi rimane da sistemare soltanto il giardino. È un po’ una fissazione, per me, il pollice verde. Mi piace crescere le piante come faccio coi miei clienti, con il mio team… e mi solletica ora l’idea di farlo anche con Beatrice.

Ogni settimana le faccio trovare un regalo al mio ritorno e questo nostro rapporto sta diventando qualcosa di strano, che mi piace. Non ci vediamo mai, ma lei mi fa trovare cioccolatini sui cuscini, bottiglie in fresco nel frigorifero, manicaretti che lei ha preparato per me pronti per essere riscaldati. Così io per ringraziarla ho cominciato a lasciarle regali in casa: un libro, un mazzo di fiori, una card per dei massaggi nella SPA di uno dei miei Hotel qui vicino.

Mi piace questa cosa. Le scrivo dei bigliettini e lei mi risponde. Ora abbiamo cominciato a nasconderceli in giro per casa. Altroché WhatsApp.

L’unico problema è che non ci vediamo mai, la domenica è il mio unico giorno libero, ma è anche il giorno libero di suo marito Franco, un brav’uomo. Ogni tanto li immagino a letto insieme. Mi piacerebbe anche soltanto guardare il corpo morbido di Beatrice sfregarsi su quello villoso di suo marito. Stare a guardare e lasciare andare ogni inibizione, ogni controllo. Farmelo venire duro e senza chiedere nulla scoprire di aver attirato la sua bocca carnosa fino alla punta del mio cazzo. Farmelo succhiare mentre Franco la prende da dietro.

Guardarla negli occhi mentre gode di tutte queste nostre attenzioni e poi spingermi dentro di lei, a cavalcioni su di me, mentre suo marito va a lavarsi. La immagino già piegata a pulire il bagno e pronta per un’altra penetrazione, schiacciata contro il cristallo del box doccia.

“Fammi pulire tutto,” mi dice la mia casalinga al telefono dopo che sono venuto. “Non lasceremo mica tutto questo sporco in giro…”

La sento sorbire, succhiare, leccare e vado in una trance che mi fa dimenticare d’essere chiuso in garage, in una domenica che ora assomiglia più a un paradiso di cose da fare.

Devo scrivere un nuovo biglietto per Beatrice.