Tickling: La tortura con il solletico

Tickling Una dolce tortura con il solletico

Il piacere della sofferenza

Non so quando mi accorsi che mi piaceva essere sottomesso da una donna. Penso di essere un uomo come tanti altri, amante delle belle femmine o, anche se non particolarmente belle, di quelle che sprizzano sensualità da ogni loro poro. Non ho mai avuto grossi problemi a relazionarmi con l’altra metà del cielo anche grazie al mio aspetto fisico che ha sempre riscosso un certo successo.
Un analista potrebbe escludere che il mio piacere attraverso il dolore non nasce da qualche pulsione repressa perché rivalsa contro gli insuccessi con le donne. La mia infanzia non è stata caratterizzata da alcun deficit famigliare e, quindi, anche eventuali collegamenti con genitori particolari, è da escludere.
Fatto sta che una volta, facendo sesso con una ragazza, questa mi ha graffiato in maniera significativa sulla schiena forse trascinata da un impeto di piacere. Ed fu proprio in quella circostanza che mi accorsi di godere ancor più profondamente del solito.
Al momento non ci feci caso ma quando si ripropose l’identica circostanza con lo stesso risultato, iniziai a pensare che forse era proprio quella sofferenza ad originare quello stato di piacere che era differente da quello al quale ero abituato.

Così, mi misi alla ricerca di una mistress che mi iniziasse ai piaceri della sottomissione e devo dire che fui fortunato a trovarne una veramente capace.
Laila – questo il suo nome – mi iniziò al BDSM partendo praticamente dallo zero. La contattai attraverso un sito specializzato in incontri di questo genere e fu facile stabilire il primo contatto che, grazie ad una videochat, mi mise nella condizione di conoscerla.
Laila è veramente una bella donna: sulla trentina, fisico deliziosamente armonioso, capelli neri con un taglio alla Valentina di Crepax, sguardo penetrante, decisamente sensuale soprattutto quando indossa il suo abbigliamento in latex e cuoio.

Incontrando Serena

Posso dire che a distanza di qualche anno da allora, la mia esperienza è accresciuta grazie alla mia prima mistress e questo, mi ha messo nella condizione di essere uno schiavo perfettamente in grado di adempiere ai suoi compiti di essere dominato.
Vagando in Rete, ho incontrato Serena: una ragazza che ha manifestato immediatamente il suo carattere dominante.
Posso dire che le affinità elettive sono state riconosciute da entrambi e questo ci ha messo nella condizione di stabilire subito un feeling che ha abbreviato i convenevoli necessari per un incontro.
Serena è di una bellezza abbagliante che rasenta la perfezione. Lunghi capelli biondi naturali, occhi color smeraldo che virano al viola, seno eretto dove due scure aureole pare prendano il sopravvento, culetto sodo e fisico armonioso e ben proporzionato.
Per queste caratteristiche Serena è una modella di intimo femminile e particolari del suo corpo, si possono vedere in famose pubblicità di grandi brand del settore.
Inutile dire che non le mancano uomini che la corteggiano ma che rifiuta perché Serena vuole vivere il suo desiderio di sesso ma con uno slave al quale poter infiggere di tutto e di più.
La mia prima volta con questa stupenda mistress è qualcosa da ricordare per sempre.

Invitato a casa sua, sono stato accolto come se mi conoscesse da sempre facendomi subito godere di un’atmosfera intrisa di complicità e confidenza.
Non fu affatto difficile trovarci subito a nostro agio e iniziare il gioco mistress-slave che tanto avevamo pronosticato in lunghe chat particolareggiate.
Mi fece entrare nella sua camera da letto, ordinandomi di spogliarmi nudo: cosa che feci senza problemi, tanto mi sentivo in confidenza con lei.
Serena estrasse dal cassetto del comodino una cintura di castità per uomini che si sbrigò a mettermi in modo da costringere il mio uccello a non eccitarsi altrimenti avrebbe dato il via a sofferenze che già conoscevo. Sempre dal cassetto uscirono delle manette che mise ad un polso che legò successivamente alla testata di un letto in ottone dopo avermi ordinato di stendermi sopra il materasso.
Avevo modo di vederla in tutta la sua bellezza. Sfrontata con autoreggenti, scarpe lucide dai lunghissimi tacchi a spillo, il corpetto in latex che aderiva perfettamente al suo corpo disegnandone i contorni, la bocca carnosa, i lunghi capelli biondi che aveva raccolto in una coda di cavallo.
Prima che mi bendasse accuratamente, ebbi modo di vedere un frustino e altre cose che, data la posizione supina in cui stavo, non riuscii a definire.

Il godimento del supplizio di Tantalo

All’oscuro di una benda che aveva sigillato ogni cosa alla mia vista potevo solo ascoltare i rumori e la sua voce per immaginare cosa sarebbe avvenuto.
Passarono secondi che parevano minuti e poi minuti che sembravano ore. Serena pareva occuparsi di altro e di essersi dimenticata di me. Avrei potuto chiamarla ma non sarebbe stato rispettato il ruolo di uomo dominato e decisi di attendere pazientemente. Poi, come una ventata d’aria leggera sfiorò il mio corpo nudo ed iniziai a sentire come una presenza accanto…Serena.
Sentivo la sua lingua leccarmi nella zona dell’inguine e una vampata di caldo ed eccitazione pervase il mio corpo con ovvia ripercussione sul mio uccello che iniziò a soffrire della cintura di castità entro la quale era stato confinato.

Mentre stavo letteralmente impazzendo, sentii qualcosa di morbido e sottile, come una piuma, scorrermi sulla schiena, sulle natiche e sull’interno coscia. Il solletico era delicatissimo e leggero, ma costante e proibitivo.

La piuma toccava la mia pelle, ne seguiva le forme. In alcuni istanti si confondeva con il mio corpo, si insinuava invadente. Dopo la piuma cominciai a sentire un secondo strumento di tickling… forse un piccolo frustino con code sottilissime e morbide. Serena lo faceva scorrere su di me. Per brevissimi istanti un colpetto sferzata sulle mie cosce con una striscia di dolore. E poi ancora un’altra piuma, questa volta sembra un piumino delle pulizie. Serena lo portò sulla pianta dei miei piedi… brividini…. volevo muovermi ma non dovevo farlo.

A un certo punto Sentii Serena salire sul letto e mi resi conto che, a cavalcioni, aveva raggiunto il mio viso dove stava strofinando la sua fica, alimentando il mio desiderio e provocando nuove ed indicibili sofferenze al mio uccello.

Mi ordinò di leccarla dolcemente e le ubbedii come dovevo fare ma anche con totale piacere, amando il sesso orale.
Poi, un caldo flusso iniziò ad entrare dentro la mia bocca aperta causando un rigurgito perché mi stavo strozzando da quella pioggia dorata che tracimava dalla cavità della bocca ai suoi lati per terminare la corsa sul lenzuolo inzuppato.

Sentivo il lancinante dolore che stava travolgendo il mio cazzo e, subito dopo, Serena cambiare di posizione come stendendosi al mio fianco.
Avvertii un solletico che errava da una parte all’altra del mio corpo. In quel momento ricordai che in una chat, le avevo detto che soffrivo di solletico e constatai che Serena ne aveva preso nota. Ma quel genere di solletico che stavo sentendo, pareva studiato non per provocare una irrefrenabile risata, bensì per essere una dolce tortura che mi stava dominando totalmente.
Non riuscivo a controllare nulla di me, pregando solo che quella cattiveria terminasse il prima possibile ma, dall’altra parte, mi piaceva quella sofferenza così disumana che non aveva fine.
Poi, Serena mi liberò dalla cintura di castità e finalmente il mio uccello poteva gonfiarsi liberamente divenendo il solito pezzo di marmo che avevo tra le gambe. Allora la mia mistress prese un plug anale nero e me lo infilò senza lubrificante dentro al culo. Poi si impalò facilmente sul grosso uccello che aveva modo di apprezzare il caldo umido delle sue mucose e del movimento sussultorio che Serena stava facendo per godere come una vera porca che neppure l’esplosione di sborra pareva essere in grado di saziarla.
Continuava a calvalcarmi in maniera forsennata e continuava a godere provocandomi un secondo orgasmo che non mise affatto fine a quell’incredibile scopata.
Si alzò da me e mi tolse la benda prima che la sua bocca si impossessasse del mio uccello per spompinarlo come se non ci fosse un domani e mentre le venni dentro avvertii i suoi denti conficcasi sulla mia carne, aumentando il mio godimento ed il suo.

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