Una bottiglia di Gin, una candela e due adolescenti

Racconto sexy tra teenager

«Non pensavo volessi una seratina romantica»
Damiano indica la candela sopra il tavolo un secondo dopo essere arrivato a casa mia.

Che coglione.

«Perché non ci beviamo un bicchiere?» gli sorrido porgendogli il bicchiere con il Gin.

«E a cosa brindiamo?» scherza lui.

«Brindiamo a noi due che scopiamo!» inclino il bicchiere verso di lui e poi lo bevo fino all’ultima goccia. Il distillato mi scende fino allo stomaco e mi scalda.

Damiano resta imbambolato per un secondo di troppo, non se l’aspettava una risposta così da me. Non gli stacco gli occhi di dosso, comincio già a mangiarmelo con lo sguardo mentre tiro lentamente con le dita i nastri che formano un fiocco nel colletto della mia camicetta.

Il tessuto si allenta e la seta scivola morbida scoprendo il mio seno nudo. Damiano a questo punto si beve alla goccia il gin a sua volta. Sorride maliardo e con un la mano mi scosta i capelli dietro l’orecchio per poi posare il palmo sulla mia guancia per sollevarmi il volto.

Si avvicina a me, ma non aspetto che finisca lui il primo passo. Gli prendo la mascella e lo bacio con foga. Profuma di pepe e ginepro e mi chiedo se tutto il suo corpo profumi così, di lui.

Non stacchiamo le labbra l’uno dall’altro. Damiano mi spinge contro il muro e mi porta le mani sopra la testa. Con una mano mi blocca le braccia e con l’altra inizia a palparmi il petto. Le sue labbra non si staccano. Sa esattamente cosa fare. Mi morde il labbro inferiore e porta il suo corpo a contatto con il mio.

Sento la sua erezione sotto i jeans che preme contro il mio bacino. Libero le mie mani dalla presa di Damiano e gli slaccio i jeans.

Mi piego a terra e gli prendo l’uccello in bocca. Sono golosa di Damiano, di ogni centimetro del suo corpo perfetto, della sua lunghezza che ora tengo tra le labbra e mi gusto.

Lo sento gemere sopra di me e nello stesso tempo apprezzo il suo movimento ondulatorio che mi permette di prenderlo ancora di più, ancora meglio. Con una mano mi stringe una ciocca di capelli e mi guida col suo ritmo.

Dopo qualche minuto m’interrompo.

«Ho un’idea…» mi dice prendendomi per mano.
«Stenditi sul tappeto e chiudi gli occhi.» Seguo le sue parole, che risuonano con un erotico ordine nella mia testa.

Appoggio la schiena sul tappeto peloso e chiuso gli occhi lasciando le labbra socchiuse, morbide. Pronte a ricevere, pronte a offrire.

Damiano in pochi secondi è di fianco a me. Con una mano mi tappa la bocca, in modo deciso ma dolce.

C’è un attimo di silenzio quando sento una goccia bollente sul mio decoltè.

Apro gli occhi d’istinto e lo vedo con la candela in mano, inclinata, con la cera che si sta formando e ora ecco, di nuovo una goccia sul mio corpo.

La sensazione è di un leggerissimo bruciore che subito si attenua. Una goccia, due gocce… e poi ancora di nuovo. Richiudo gli occhi mentre mi faccio coccolare da questa tenera tortura.

Damiano ora mi alza la gonna e mi abbassa gli slip. Ora non mi tappa più la bocca ma un dito gioca con le mie labbra, fino a che non comincio a succhiarglielo.

Ora le gocce Damiano le fa cadere sulla mia fichetta, dosando la distanza della candela, a volte più vicina, a volte più lontana. La distanza determina l’intensità del bruciore.

«Ho voglia di scopare Damiano…»
«Quanta fretta, baby! Portami un altro bicchiere di Gin»

Mi alzo e tolgo del tutto le mie mutandine e la gonna. Resto con la camicetta di seta sbottonata mentre verso due mezzi bicchieri di Gin. Riporto i bicchieri.

«Facciamo un brindisi» dice ora lui.
«E a cosa brindiamo?» scherzo io.
«A noi due che non scopiamo, stronzetta!»

:O

E poi continua…

«Tieniti la voglia stasera, perché honey, domani prepara tre bicchieri. Vengo con mio fratello.»