
Alice e Luca avevano appena assaporato l’ultimo nigiri di una cena a base di sushi che era stata piuttosto inaspettata. Era passata solo un’ora da quando Alice aveva bussato alla porta con un vassoio di cibo giapponese appena ritirato dal ristorante in centro. Durante il pasto avevano parlato del più e del meno, litigando di polita, ridendo delle nuove hit musicali e controllando il catalogo della prossima collezione di Intimo dell’azienda di Luca. L’atmosfera si era scaldata da quando Alice aveva messo piede nel salotto di Luca e non era di certo il vino che avevano consumato quasi senza accorgersi. La ragazza, 28 anni appena compiuti, indossava un tubino nero abbastanza corto che faceva intravedere la linea del ricamo di un paio di autoreggenti nere. Tra un boccone e l’altro Alice apriva le gambe un po’ più del dovuto e a Luca quei movimenti non erano passati inosservati.
Dopo qualche secondo di silenzio Luca esordisce dicendo “vai a prendere un’altra bottiglia?”. Fissa la donna sorridendo e sfregando il piede contro la sua caviglia. Alice non risponde, ma accenna un ghigno mordendosi il labbro inferiore. Luca aggiunge con lo sguardo fisso e maliardo “ah dimenticavo” – dice avvicinandosi ad Alice “alle gatte bisogna prima offrire qualcosa” e sorridendo prende dalla tasca un ovetto vibrante tenendolo stretto nel pugno. Senza che la donna lo veda fa scivolare la mano tra le cosce di lei sotto la gonna premendolo dentro la fessura di Venere.
Alice finge di opporre resistenza, ma dopo aver miagolato un lamento si alza e va in cucina a prendere del vino. Mentre chiude la dispensa un sussulto che le parte da dentro le fa capire che Luca ha accesso tramite il telecomando il gioco erotico. Quando è di nuovo in sala Alice posa sul tavolo la bottiglia e si avvicina a Luca con passo felino. Dopo avergli stretto una ciocca di capelli tra le dita gli sussurra “Forse volevi dire: per favore”.
Luca accenna una controbattuta, ma Alice lo precede nei movimenti e dopo aver preso il bicchiere di vino dal tavolo lo lascia cadere a terra mentre Luca la guarda carico di eccitazione. I vetri si frantumano in tutto il pavimento, ma i due rimangono immobili se non per le parole di luca che lacerano l’attesa: “certi vizi non cambiano mai eh bambina”. L’uomo sorridendo si alza e prende Alice in braccio appoggiandola in una poltrona che i vetri del bicchiere hanno evitato. Luca bacia la ragazza e premendole la testa contro il cuscino della poltrona la fa mettere in ginocchio. Ora Luca è di fronte ad Alice con la cintura allentata e i pantaloni abbassati.
L’ovetto vibrante dentro di lei si attiva inaspettatamente mentre il membro del ragazzo si muove nell’abbraccio delle sue labbra con i movimenti che si fanno veloci e repentini mentre l’eccitazione tra le loro cosce inizia a farsi prepotente.
Quando la mano di Luca allenta la presa che teneva i capelli di Alice, la ragazza d’istinto si svincola e girandosi si toglie il vibratore da dentro “Sono stufa dei giochini…” dice alzando il vestitino e lasciando scoperto il sesso colante. Luca si inumidisce due dita con le labbra e poi la penetra scopandola con le dita in entrambi gli orifizi. Poi si ferma e toglie la mano da Alice esprimendo l’ultimo desiderio della sera “godi per me” ordina mentre inizia a sfregarsi il membro con foga. I due orgasmi arrivano simultanei unendo le emozioni e i umori.
Madame Nicole
(Questo racconti ti è piaciuto? Consiglialo ai tuoi amici e continua a leggere i nostri racconti)
