Non devi interrompere le riunioni…

Interrompe la riunione del boss per scopare

Damiano prende la parola e finalmente ho un attimo di tregua. La riunione con il Messicano sta andando ben oltre i tempi ragionevoli. Mentre il mio braccio destro tira le somme dell’accordo, mi verso due dita di rum. Mi appoggio al tavolo di vetro e prendo il bicchiere tra le dita, lo agito per sprigionarne l’aroma. Spero che il Messicano capisca che ha rotto i coglioni con i suoi tira e molla. Non vorrei dover intervenire a modo mio. Consumo il primo sorso tenendolo in bocca un secondo in più prima di sentirlo scorrere giù.

Mentre penso che Damiano se la sta cavando discretamente, dalla vetrata laterale del mio ufficio vedo passare Nicole.

Indossa un abito nero con una scollatura pronunciata. Il tessuto di seta le avvolge i fianchi per poi cadere morbido fino ad appena sotto il sedere. Anche il Messicano la vede togliendo ogni attenzione a Damiano. Damiano invece non si volta, ed è bene che non lo faccia se non vuole ritrovarsi all’ultimo gradino della scala dei miei soldati.

Nicole entra senza bussare e io faccio sbattere rumorosamente il bicchiere sul tavolo. Qualche goccia di rum esce e mi bagna le dita. La ragazzina si avvicina verso di me, posa le mani sulla mia cintura di pelle nera e si sporge verso il mio orecchio.

« Mi annoio » sussurra.

Damiano alza il tono di voce e il Messicano leva gli occhi dal culo di Nicole. Lo fa nell’ultimo momento opportuno perché ho già di nuovo il bicchiere stretto nella mano pronto per spaccarglielo in testa. Nicole accenna un sorriso malizioso ed esce dalla porta dietro la mia scrivania, quella che dà nel mio piccolo salottino privato.

« Arrivate a una decisione, torno subito. » dico ai due uomini mentre esco dalla stanza seguendo Nicole incazzato con passo deciso.

Mi chiudo la porta alle spalle e prima ancora che lei possa sedersi sul divano di velluto la spingo contro la porta.

« Quante cazzo di volte te l’ho detto che non devi interrompere le riunioni…»

Nicole in tutta risposta mi afferra la mascella con la mano e mi infila la lingua in bocca.

La bacio con foga tenendole le braccia in alto e premendo il mio completo scuro contro il suo corpo coperto solo da quel velo di seta nera.

Dietro la porta, a pochi metri ci sono Damiano e il Messicano ma non me ne frega un cazzo. Siamo nel mio ufficio, con le mie regole.

Mi eccita pensare di scoparla qui, protetti solo da questa parete massiccia, ma ora che ci penso, nemmeno troppo insonorizzata. Mi stacco dalle labbra di Nicole e la volto con la faccia verso la porta. Lei prende la mia mano e se la porta alla bocca. Inizia a succhiarmi le dita mentre si curva leggermente per portare il culo all’insù. Con l’altra mano le stringo il culo e senza indugio mi prendo quello che è mio tra le sue gambe. Slaccio la cintura e abbasso la zip dei pantaloni e poi i boxer. Prendo il suo fianco e la faccio inclinare di più mentre comincio a penetrarla in quella posizione da puttana. La mia puttana.

Nicole ha un orgasmo e geme e continua a succhiarmi e mordermi la mano. Quando ansima più forte le tappo la bocca.

« Non vorrai invitare anche il Messicano al banchetto…» le dico intimandole di stare in silenzio. Lei gode ancora e si contorce e riesce a spostare la mia mano per dirmi:

« Quel coglione no, ma magari Damiano potrebbe unirsi… non credi Leon?»

« Parli troppo tesoro, vediamo di occupare quella boccuccia » dico mentre Nicole divertita si volta e si mette in ginocchio con le spalle alla porta per prendermi l’uccello in bocca. Lo accoglie mentre mi guarda e sorride, erotica e graffiante come solo la mia donna può essere.

Le esplodo nella gola. Lei ingoia e si lecca le labbra soddisfatta, poi si stende sul divano.

« Finisci di chiacchierare con il Messicano e torna qui. Non credere di aver finito con me» dice aprendo dolcemente le gambe per suggerirmi che c’è qualcosa ancora che vorrebbe da me.

Mi chiudo i pantaloni e riassetto la camicia. Quando attraverso nuovamente la porta il Messicano mi guarda compiaciuto.

« Abbiamo un accordo. » dice Damiano incrociando le braccia.

« … forse c’è una clausola che vorrei aggiungere» aggiunge il Messicano indicando la porta.

« Sentiamo» commento sapendo già quello che non potrà mai succedere.
Aveva ragione Nicole, non ha capito con chi sta parlando. È proprio un coglione.