Ricatto: che cosa offri a mia nipote?

Anziana ricatta il genero

“Adesso voglio che tu faccia una cosa per me,” mi dice lei.

È una donna anziana molto elegante, una signora che potrebbe sembrare una contessa da come parla. La voce è calda, languida, umida. Le gambe accavallate avvolte nel lungo abito con lo spacco.

Ha il portamento posato e aristocratico di chi ha passato tutta la vita nei salotti e nei letti della ‘Milano da bere’.

Io sono imbarazzato. Ho semplicemente fatto quello che mi ha chiesto la mia ragazza. Trovarci a casa della sua cara zia, la ricca donna che l’ha cresciuta, perché finalmente mi presentasse in famiglia… e adesso, per colpa della metropolitana e dei suoi ritardi, mi ritrovo da solo con una donna anziana così diversa da come me l’immaginavo. È bellissima e io sono in imbarazzo davanti a lei. Una sensazione nuova che non ho mai provato prima. Le donne con le quali sono stato finora erano tutte più giovani, la mia ragazza ha quindici anni in meno di me… voglio dire, ne ho fatte di cose con quindici anni di vantaggio. La distinta signora che sta di fronte a me, vestita già per la cena come usa nell’alta società, mi ha accolto con un calore che non mi aspettavo.

“Adesso voglio che ti metti qui accanto a me, tesoro…” mi dice scavallando le gambe e mostrandomi il seno generoso.

“Grazie signora Giangrande,” rispondo io con un sorriso che cerca di mascherare la mia eccitazione. “È un peccato che Claudia sia stata trattenuta in ufficio e abbia perso la metro. Avevamo appuntamento qui per praticità.”

“Sembri uno bravo a letto,” mi interrompe lei. Dopo aver studiato la mia reazione per un istante si mette a ridere. “Riconosco un giovanotto che scopa bene al primo sguardo… nonostante l’età non ho smesso di interessarmi a queste cose, sai. Perché non ti rilassi, gli ospiti non arriveranno prima di mezz’ora e i camerieri sono impegnati a sistemare la sala da pranzo.”

“Ma Claudia…”

“Mia nipote arriverà in ritardo come al solito e sarà la mia assistente ad aprirle la porta. Direi che abbiamo abbastanza tempo per un piccolo esame.”

Rimango gelato. “Un esame?”

“Ma sì, caro! Pensi di poter entrare in famiglia senza che abbia visto cos’hai da offrire? La vedi questa casa? Immagini il mio patrimonio? Un giorno tutto questo sarà di Claudia…”

“Capisco signora Giangrandre.”

“Sono Cassandra.”

“Cassandra, voglio che lei sappia che tengo molto a Claudia e non…”

Lei alza una mano avvolta in guanto di velluto e mi sorride ancora. “Che sciocchino, non metto in dubbio quello che provi per mia nipote, ma mi chiedo se sarai in grado di soddisfare anche me. Questo è l’esame. Dai, avvicinati.”

Non so perché, ma la sua voce mi ipnotizza, il suo sguardo mi ha incatenato a lei e quando dice così mi sento trascinato verso il suo corpo così generoso e profumato. Le sue mani ricoperte di velluto mi toccano il cavallo dei pantaloni e lo massaggiano con cura.

“Non voglio molto, per cominciare. Voglio che mi guardi.”

Lei soppesa il cavallo dei miei pantaloni e io faccio quello che mi chiede. Il mio cazzo è già duro da un po’ e pulsa come se dovesse esplodere. Guardo fuori dalla finestra, oltre il grande parco che circonda la villa, penso per un istante agli ospiti, a Claudia, ma le mani di Cassandra hanno già sbottonato i miei pantaloni e mi stanno tirando l’uccello proprio davanti al suo volto. Lei mi sorride. Mi guarda e se lo mette in bocca. Tutto in bocca.

Mi basta poco, pochissimo per esplodere. Lei continua a sorridere come se nulla fosse. Con la stessa eleganza con la quale mi ha accolto ingoia il mio sperma e mi accarezza il cazzo ancora duro.

“Molto bene, ragazzo.” Mi dice quando io invece vorrei giustificarmi di essere venuto così in fretta. “Hai fatto il primo passo per entrare in famiglia.”

La voce di Claudia interrompe il mio piacere.

“Tesoro, sono arrivata, scusa il ritardo… zia mi ha detto che ci aspetta… ma stai bene?”

La signora anziana al numero erotico mi suggerisce di andare, ora. Ci risentiremo, ora devo affrontare il primo colloquio con la vera di zia di Claudia sperando che non mi diventi duro davanti a lei e alla mia ragazza.