Quella sera si presentò alla porta di Damiano avvolta nel suo cappotto nero. Non era la prima volta. Aveva 23 anni, gambe lunghe e una schiena vellutata che faceva incantare ogni uomo che si potesse definire tale. Alice busso alla porta alle 23 esatte. E sapeva esattamente a cosa sarebbe andata incontro quella notte.
Damiano era un tipo ombroso, aveva 31 anni e un fisico definito, la palestra era il suo appuntamento pomeridiano e di questo non lo si poteva di certo biasimare. Era irresistibile. I capelli castano scuro gli scendevano morbidi senza però essere troppo lunghi da farlo sembrare effemminato. Secondo l’opinione di Alice e di innumerevoli altre ragazze, Damiano era il ragazzo più sexy del quartiere. Un tipo da sballo. Un tipo da farsi il prima possibile.

Damiano, a dirla tutta, se le sarebbe fatte ogni sera tutte quelle pollastrelle che gli gravitavano attorno. Se non fosse che gli affari lo rendevano abbastanza cupo. Negli ultimi mesi era spesso fuori città dopo la palestra e si vociferava bazzicasse in qualche club. <<Affari>> diceva lui con un tono severo quando qualcuno cercava di scoprire di più.
Tuttavia, quando Alice busso alla porta di Damiano quella sera, non dovette attendere molto prima che il l’uomo aprisse la porta. Indossava dei jeans e una canotta bianca che poco lasciava all’immaginazione. I pettorali parevano esplodere sotto quell’indumento che odorava di maschio.
Quando Damiano incrocio lo sguardo di Alice non fu sorpreso della visita. Lei non attese un secondo e si fece strada dentro la stanza lasciano Damiano inerme ancora con il braccio appoggiato alla parete. <<Cosa vuoi, Alice?>> esclamò lui severo.
La ragazza di tutta risposta lascò cadere a terra il cappotto nero regalando alla visione un corpo nudo e perfetto. Le labbra socchiuse facevano intravedere un sorrisino maliardo e ogni singola parte del corpo di Alice sembrava essere al servizio dell’uomo che aveva di fronte.
Nessuno dei due sprecò ulteriori parole. Damiano si avvicino alla donna cingendole la vita e appoggiandola alla parete della sala. Con l’altra mano le toccò la bocca palpandone gli zigomi e toccando la carne di lei che emetteva un gemito per ogni poro.
Alice afferrò con la mano sinistra la canotta di lui stringendola tra le dita e facendola scivolare su con l’aiuto di Damiano. I due corpi caldi si intrecciarono possenti fino a crollare sul pavimento in un afflato di gemiti e leggeri graffi. Damiano prese dalla tasca dei jeans un preservativo e dopo aver abbassato la zip prese tra le mani il suo membro gonfio e venoso.
Pochi gesti di lui e Alice gli era sopra che lo cavalcava. Lo faceva in modo sensuale, ma con voracità, quasi con forza. Quasi con la forza di chi vuole prendersi qualcosa. Damiano rispondeva ai saltelli di lei con dei colpi decisi in moto opposto e quando i due bacini si scontravano una sinfonia di << ahh >> risuonava nella stanza. Qualche minuto dopo, con un movimento più sicuro degli altri e un gemito più acuto Damiano venne rilassando il capo all’indietro.
In quell’esatto istante, Alice si sfilò dall’atto sessuale e avvicinandosi alla testa di lui gli prese tra le dita il dento << E ora che hai avuto quello che vuoi dimmi, LEI dov’è?>>
Damiano lasciò sfuggire una risatina divertita mentre voltò lo sguardo verso una porta socchiusa sul retro della stanza. Alice alzò lo sguardo. E la vide in penombra. Nuda con un velo di rossetto rosso. E con un solo desiderio nell’aria da parte di Alice. <<Fammi tua>>.

