Ho fatto un pompino a mio cugino

ho fatto un pompino a mio cugino

Da quando è successo, non riesco a smettere di pensarci. E più ci penso e più mi viene voglia di riviverlo, di rifarlo, di sentirmi di nuovo così. Devo essere sincera con me stessa: erano settimane, forse mesi, che il pensiero di mio cugino si faceva strada nei miei pensieri in modo nuovo, diverso.

Federico è sempre stato un bel ragazzo, fin da piccolo. Due occhi azzurri magnetici, un fisico alto e slanciato che col tempo è diventato sempre più atletico e muscoloso grazie al nuoto e alla palestra. Da ultimo la voce divenuta più roca e un look curato e alla moda lo hanno reso più che carino, sexy. E così, poco alla volta, il pensiero di lui ha iniziato a stuzzicare qualcosa dentro di me. Subito ho fatto così tanta fatica ad accettare di essere attratta da lui, da non rendermi nemmeno conto di cosa mi stava succedendo. Ma adesso, col senno di poi, tutto mi è finalmente chiaro.

Era lui che sognavo di notte, era l’immagine del suo petto e delle sue mani su di me che mi facevano svegliare così strana, con una sensazione di benessere e di calore diffuso oltre che di umidità nelle parti intime. Il mio corpo sognava Federico quando la mia mente non mi dava ancora il permesso di farlo! Solo ora capisco meglio cosa mi è preso quel pomeriggio. Ci conosciamo da sempre, anche perché la mia famiglia abita al piano di sopra e tutti noi cugini siamo cresciuti insieme.

Quel giorno non era la prima volta che scendevo da loro per usare il pc visto che il nostro non funzionava. Mi sono messa sul divano a studiare, anche lui era in salotto: faceva un po’ di esercizi fisici mentre guardava la TV. Alzava i pesi, faceva le flessioni e io mi sorprendevo a distrarmi dalla mia relazione di biologia per guardarlo. Mi interessavano di più i suoi addominali, i muscoli tesi nello sforzo, il sottile velo di sudore che dava maggiore lucentezza alla pelle abbronzata.

E intanto accadevano due cose, una in me e una fuori di me. Mi stavo bagnando sotto, una sensazione mai provata così, se non in quelle piacevoli notti un po’ tormentate fatte di piacere e sensi di colpa. Come se non bastasse questo, mi accorsi del gonfiore che stava montando nei suoi pantaloncini: Federico si stava eccitando! Da allora in poi non capimmo più niente. Iniziò un reciproco gioco di sguardi. I nostri occhi andavano e venivano, non smettavamo di guardarci negli occhi e di guardare l’uno il corpo dell’altro. Io per esempio non potevo fare a meno di immaginare il suo pene sotto i pantaloncini: stava diventando sempre più grosso ed ero certa che li avrebbe bucati da un momento all’altro.

Capii che anche lui mi gardava. Era una sensazione bellissima: sentivo i suoi occhi sulle mie gambe e sul mio petto. Solo allora mi resi conto di quanto anch’io fossi poco vestita: in fondo ero a casa e quindi non portavo nemmeno il reggiseno sotto la canottiera e i miei shorts erano davvero troppo corti. Federico non smetteva di fissare soprattutto le tette. La cosa mi intrigava a tal punto che i miei capezzoli avevano iniziato a irrigidirsi e drizzarsi. Ma gli eventi precipitarono quando, senza più smettere di guardarci negli occhi, Federico si alzò da terra, si mise in piedi davanti a me e, come fosse la cosa più normale del mondo, si tolse pantaloncini e boxer restando senza vestiti. Era il primo maschio che vedevo nudo.

E, soprattutto, il suo era il primo pene che toccai. Fu più forte di me, non potei far altro che seguire una specie di istinto che mi diceva di mettermi in ginocchio davanti a lui e di iniziare a massaggiarglielo mentre sollevavo gli occhi e la testa per vedere la sua reazione. La sua espressione compiaciuta mi spinse a poco a poco ad avvicinarmi anche con il viso, prima per dargli dei baci sui testicoli, sull’asta e sulla punta e poi, piano piano, per iniziare a leccaglierlo e prenderlo in bocca come se fosse un gustoso gelato.

Solo che invece di essere freddo e morbido, il suo coso era sempre più duro e caldo e mentre lui gemeva di piacere, mi teneva la testa con entrambe le mani per incoraggiarmi a continuare. Sapevo benissimo cosa stavo facendo: stavo facendo un pompino a mio cugino! Ero eccitata e soddisfatta perché sentivo quanto piacere gli stavo procurando! Per questo subito rimasi stupita quando fu lui a scostarmi leggermente, proprio quando mi sembrava che mi stesse per esplodere in bocca. Poi capii. E così finalmente so cosa significa venire e so anche cosa farò la prossima volta. Ci ho pensato bene: voglio dargli il permesso di venirmi in bocca.