Mi sentivo sospesa, attaccata ad un filo invisibile che cingendomi i fianchi, tirando la pelle fino a far male, mi spingeva in alto, verso il soffitto. Le braccia senza forza non opponevano resistenza e trascinavano le spalle in basso, verso il materasso, mentre le gambe, scomposte, erano ancora sul letto. Mi trovavo nel dormiveglia e sapevo di essere libera da costrizioni, eppure non riuscivo a cancellare dalla mente le percezioni fisiche della sera prima, come se il corpo non volesse dimenticare.
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