Orgia in giardino per festeggiare il 4 luglio

orgia di gruppo con scambio di coppia bisex

Di Madame Gisele

Io e Luca abbiamo deciso che ci lasciamo: la verità è che ci siamo stancati l’uno dell’altra. Va anche detto che abbiamo tutti e due venticinque anni e la cosa, in fin dei conti, frega poco a tutti e due. Però decidiamo di salvare quel poco di apparenze che restano: andiamo dai nostri amici e lo diciamo pubblicamente. C’è anche l’occasione giusta: la festa di Carola. 

Carola è la nostra amica con meno esami sul libretto, più soldi sul conto in banca dei suoi e più voglia di non fare un cazzo di tutti noi. Quindi ogni occasione è buona, per lei, per organizzare i suoi preparatissimi, organizzatissimi, leziosissimi party. Io e Luca abbiamo sempre trovato qualche scusa per non andarci: non è che ci stia antipatica, è solo che sembra tutto molto noioso. Ma ci vanno tutti, alle sue feste, anche se non ho mai capito perché: tanto vale che ci andiamo anche noi.

Stavolta, la scusa per il party è l’indipendenza americana, il 4 luglio. Quando io e Luca arriviamo alla sua strepitosa villa fuori città, i suoi ricchissimi genitori sono già spariti a Sharm El Sheik e il giardino (naturalmente con piscina) è già addobbato con festoni a stelle e strisce, banchetti con tartine a tema – pure col burro di arachidi, che a me fa pure schifo. 

Carola, che è il prototipo della ragazza ricca – bionda, occhi chiari, filo di perle, polo Ralph Lauren – sembra divertirsi un sacco a organizzare queste feste: e allora, ci adeguiamo anche noi. La piscina, sul retro, è pronta – e naturalmente Carola ha detto a tutti di portarci il costume. Io e Luca decidiamo che diremo tutto a tutti quando la festa si sarà animata un minimo: nel frattempo, gironzoliamo per conto nostro. 

Chiacchiero con Carola, scambio due parole con altre tipe che vedo a lezione… e francamente, mi rompo tantissimo. Tutto compassato, tutto perfettino: che due palle, penso, mentre passo oltre il salone della villa e penso che voglio solo qualcosa di vero, di intenso, non queste chiacchiere da finti-intenditori degli States che sono andati in vacanza studio a New York una volta e ora si sentono tutti opinionisti. Ma quando arrivo alla piscina, vedo qualcosa di vero e di intenso. Anche troppo. 

Luca, bello sistemato su una sedia di rattan davanti alla piscina. Ha i pantaloni giù. E una ragazza, una che sembra proprio Sara, quella stronza che ho visto a lezione l’altro giorno, glielo sta succhiando con una certa passione. Tecnicamente, stiamo ancora insieme. Tecnicamente, è tradimento. 

Che pezzo di merda. Lui se ne accorge, ma non fa niente: ha l’aria troppo goduta. 

Sara mi vede, ma continua a tenersi il cazzo del mio fidanzato tra le labbra. Solo adesso mi accorgo che qualcun altro sta vedendo tutto: e lo riconosco pure. Non era Paolo, quello che a lezione stava sempre vicino a Sara, la stronza succhiatrice in questione? Oh, sì, è lui. E sta guardando. 

Lui mi fa un cenno e mi fa sedere sulla sdraio vicino a lui, a bordo piscina. Mi sorride. Indica loro. Io guardo Luca. Sai che c’è, Luca? Non sei l’unico che sa farle, queste cose. Per cui bacio Paolo. Lui ricambia. In un attimo, sento la mano di quel ragazzo sul mio seno. Lo sento, mentre cerca il mio capezzolo duro sotto la camicetta, mentre me la sbottona e poi passa sotto il reggiseno. Lascio che sia lui a spogliarmi, mentre mi sistemo sulla sdraio. Lui si toglie la polo, mi fa volar via il reggiseno e mi sta già succhiando le tette. Dio, è bravissimo. 

Ogni tanto butto un occhio a Luca. Oddio, si è spogliato. E anche la stronza si è spogliata. Lui l’ha messa a novanta sull’erba davanti alla piscina. Con me non lo faceva mai. Le entra dentro e le dà un colpo dopo l’altro. La tiene forte per i fianchi e glielo mette tutto dentro, fino in fondo. E allora non faccio la minima resistenza, quando Paolo mi sfila la gonna, mi strappa le mutandine e mi entra dentro. Per un attimo penso che siamo all’aperto e che qualcuno potrebbe anche vederci. E, infatti, qualcuno ci sta vedendo. 

La compassatissima, elegantissima, ricchissima Carola. Mi guarda mentre sono nuda sull’erba del suo giardino, mentre Paolo continua a scoparmi. Quello che non metto in conto è che Carola si abbassa la gonna. Si toglie la polo Ralph Lauren. Si slaccia il reggiseno e le mutandine. E poi, nuda a parte il filo di perle, viene da noi. 

Paolo la bacia mentre continua a scoparmi, poi esce da me e inizia a dedicarsi a lei. Carola mi bacia. Con la coda dell’occhio, vedo che Luca continua a scoparsi Sara. Ma mentre la prende, lei ha in bocca il cazzo di un altro. Per un attimo penso che ho visto in facoltà anche quello, oddio, ma non era l’assistente del prof?, ma è un attimo: Paolo mi mette a novanta e me lo rimette dentro. Carola si piazza davanti a me, e mentre Paolo mi sbatte, io gliela lecco. 

E mentre alzo gli occhi, vedo che ci sono altri ragazzi e ragazze. Sono già tutti nudi. Un bel ragazzo moro sta prendendo una bionda molto carina, che urla di piacere, inchiodata sull’erba. Una rossa dall’aria simpatica è a bordo piscina e succhia il cazzo a un ragazzo che non ho mai visto prima. Sento ansimare, sento gridare di piacere, sento donne che gridano dei sì, mentre Paolo mi fa venire e affondo la faccia nella fica bagnata di Carola, che viene a sua volta. 

Poi, quel ragazzo moro viene da me e mi butta in piscina. Rido e torno su, ma lui è già in acqua e arriva alle mie spalle. Sento il suo cazzo che ballonzola dietro di me. Mi metto a bordo piscina e lo aspetto. Apro le gambe e lui entra. Mi scopa lì, in acqua. Mentre godo tantissimo, riesco ancora a vedere Luca. Carola è sopra di lui e lo sta cavalcando, lui le tiene le tette e grida di piacere. 

Mentre il ragazzo moro continua a scoparmi, Paolo si avvicina e, mentre vengo con il moro, mi prendo in bocca anche il suo cazzo. Quando viene, esco dalla piscina. Un ragazzo pieno di tatuaggi mi prende per mano e io rido, perché non so chi sia: ma mi sbatte sull’erba e mi salta addosso. È bello anche lui, penso, mentre il terzo cazzo della serata mi entra dentro e io penso che non mi sono mai divertita tanto in vita mia.

Il mattino dopo, siamo tutti nudi o quasi, qualcuno si è coperto con un asciugamano. La piscina sembra una zona di guerra: vestiti buttati dappertutto, sdraio rotte, bicchieri, qualche bottiglia. Mi alzo, rido tra me e me e penso che non ho bevuto quasi niente, eppure mi sento ubriaca. 

Il tatuato dorme abbracciato a Carola che, a giudicare dai suoi capelli appiccicaticci, deve avergli permesso di venirle un po’ ovunque. Ecco perché tutti vogliono andare alle sue feste, penso. 

La bionda carina dorme su una sdraio, le sue tette strepitose in bella vista, la sua fica che sembra l’Origine del Mondo di Courbet. L’assistente del prof è nudo, a pancia in giù, a bordo piscina. Luca, invece, è a pochi metri da me, svenuto dal sonno, il cazzo arrossato che pende da un lato. Be’, come modo per annunciare a tutti che ci siamo lasciati è bello definitivo, penso. Trovo un accappatoio non sporco di sperma e mi copro. Entro nella villa. Pure quella è un bel caos. Guardo se nel frigo c’è qualcosa: ho anche fame. E poi vedo il ragazzo moro. Non solo è ancora nudo, ma sembra fregarsene completamente. 

Colazione?”, mi chiede. Io faccio cenno di sì. Lui mette su un caffè. Poi, però, mi dice una cosa nell’orecchio. 

Fai piano, che dormono tutti”. 

Io sorrido. Spengo il caffè e mi slaccio l’accappatoio, torno nuda. Lui mi accompagna sul divano. Io gli salgo sopra. Riconosco le sue labbra sulle mie tette, riconosco il suo cazzo mentre mi prende tutta. Viva la libertà, penso, mentre lui mi tiene per i polsi e io me lo sento tutto dentro. Guardo i festoni americani. Viva l’indipendenza.