Una dottoressa senza mutandine

Una dottoressa senza mutandine racconto

Sono appena rientrata a casa dal turno pomeridiano, appoggio il mio badge sul tavolo della cucina assieme alle chiavi, vedo scritto in grassetto il mio nome: dott.ssa Anne, sono sei anni che lavoro come Medico Chirurgo e questa sera sono pronta per uscire con Gina e Rita.

Tutte e tre abbiamo deciso di andare ad una festa in centro, inaugurano un nuovo Pub, rustico, si può ballare sui tavoli.

Abbiamo deciso tutte e tre di vestirci in modo provocante, di sicuro ci sarà qualcuno per ciascuna di noi, io sono il Medico Chirurgo, Gina gestisce un ristorante e Rita fa la parrucchiera, tutte e tre abbiamo orari massacranti, ma ci piace divertirci, mentre penso a questo rido. Ho semplicemente un’ora di tempo per prepararmi e raggiungere Gina e Rita.

La scelta è un tubino nero aderente, giubbino in pelle, capelli raccolti in testa, lucida labbra e tanto mascara, per questa occasione niente slip sotto il vestito soltanto le calze in rete, l’idea di essere senza slip rende la serata più eccitante.

Nel giro di cinque minuti sono pronta, prendo le chiavi dal tavolo della cucina ed esco fuori dalla porta, di nuovo in macchina, ci metto un quarto d’ora per arrivare dalle ragazze, mi aspettano tutte e due fuori dalla casa di Gina. Le vedo, anche loro fichissime, pantaloni aderenti leopardati Rita e una minigonna vertiginosa la Gina.

Le saluto con la mano, mi fermo e gli dico: pronte per la nostra serata out! entrambe saltano in macchina, il loro profumo mi dà alla testa, credo si siano versate l’intera boccetta. Rita mi guarda e dice: bellissime le tue calze, mi piacciono, io le dico: ho soltanto le calze niente slip, la reazione è immediata, scoppiano a ridere. Tutte e tre vogliamo una serata di divertimento, tanta birra, fumo, il classico incontro e perché no se si finisce a casa di qualcuno.

Come arriviamo il Pub è gremito di gente, l’atmosfera è quella giusta per divertirsi e fare incontri. Il cameriere ci accompagna al tavolo, e ci dice che da un momento all’altro cominceranno a suonare dal vivo, per la serata inaugurale i Gipsy King, siamo tutte e tre eccitate e pronte per saltare su uno dei tavoli e scatenarci, ma prima decidiamo di farci un paio di giri di tequila sunrise, l’alcool è quello che ci vuole per rilassarci e la tequila è ottima, l’effetto è immediato, il cameriere ci vede e ride, la musica è alta cominciano a cantare, la voglia di ballare è tanta, ci spostiamo al centro della stanza per ballare su uno dei tavoli, io la Rita e la Gina, siamo un trio unico, arriviamo sul tavolo e improvvisiamo un balletto a tre, ci guardano tutti, tutte e tre siamo bellissime.

I Gipsy King continuano a suonare, noi decidiamo di farci un altro giro di tequila, come scendiamo dal tavolo, involontariamente rompo le calze, cazzo! andiamo verso il nostro tavolo, le imprecazioni e le risate, Rita mi dice guarda che il buco sulla gamba destra è veramente grande e scoppia a ridere, io la guardo e rido, mentre siamo al tavolo comincia a suonare il mio cellulare, ho perso tre chiamate con questo numero, rispondo e dall’altra parte del telefono mi ritrovo a parlare con Jean, un italiano rudimentale, mi dice soltanto che ha bisogno di una visita d’urgenza, ha dei forti dolori addominali, a quel punto me ne frego di come sono vestita, con le calze rotte, senza slip e ubriaca non ho tempo per rientrare a casa e cambiarmi.

Rita e Gina mi guardano e mi chiedono se va tutto bene, io dico di si tranne che le devo lasciare, Jean ha dei forti dolori addominali quindi devo andare, Gina e la Rita scoppiano a ridere, come farai ad arrivare sei ubriaca, a quel punto gli rispondo sono un medico chirurgo so quello che faccio, voi vi prendete un taxi e poi ci sentiamo. Gina e Rita mi salutano e mi dicono di chiamare cosi come arrivo a quel punto le saluto con un bacio.

Nel giro di venti minuti sono a casa di Jean, vive in un quartiere super in, le villette sono meravigliose, suono il campanello e come apre la porta, resta a bocca aperta, mi dice: da dove vieni? io gli rispondo: da un raduno con le amiche, eravamo in un Pub a festeggiare, infatti, mi dice lui, si sente l’odore di tequila e sorride, sei anche ubriaca, io gli dico di si, infatti per arrivare qui il prima possibile sono passata con il rosso.

Jean comincia a ridere, mi vede con il giubbino in pelle, ubriaca e le calze rotte, si avvicina a me e mi bacia, le sue mani scendono lungo i miei fianchi, mi stringe forte, mi accarezza i fianchi e mentre lo fa una nota di disappunto sul suo viso, mi dice: non indossi gli slip! che tipo di serata avete organizzato!

Io sghignazzo, e gli dico: ma non avevi dei dolori addominali!

Jean è un tipo diretto, amabile ma non lo pensavo geloso, mi avvicino a lui e lo bacio intensamente, volevamo l’incontro occasionale, a quel punto mi bacia e mi dice: sono io il tuo incontro occasionale, mi solleva e mi porta in camera da letto, si sente che sei ubriaca marcia, mi distende sul letto, mi scioglie i capelli e continua a baciarmi, la sua lingua sfiora il mio naso.

Gli tolgo la t-shirt e comincio ad accarezzarlo, mi avvicino alla zona addominale e comincio a toccare, gli chiedo: qui sente del dolore, Jean sorride e mi dice di no, mi sposto sull’altro lato e gli faccio la stessa domanda, come risposta ricevo un bacio, e mi dice ancora di no. Jean continua a baciarmi, la sua bocca scende lungo il mio collo, mentre lo fa mi morde lasciando dei segni profondi, sono completamente bagnata, sento il calore inondarmi, il liquido fuoriesce, con le mie mani sollevo il vestito e mi accarezzo per sentire quanto bagnata sono, gli dico: ho voglia di sentirlo dentro il tuo cazzo!

Jean continua a baciarmi e con le mani fa scendere le calze lungo i miei fianchi, se lo prende in mano il cazzo, sento che le sue mani ci scivolano bene, se lo prende in mano e lo accarezza, comincia a masturbarsi, mi divarica le gambe, la penetrazione è intensa, il cazzo è grosso, umido, comincia a muoversi con il corpo su di me, la penetrazione diventa sempre più intensa, lo sento ingrossarsi, continuo a baciarlo, Jean si eccita sempre di più, me lo sussurra all’orecchio che sono la sua puttana, mentre lo fa mi toglie il vestito, comincia a succhiarmi i seni, le sue mani passano attraverso il mio corpo, fare sesso così non me lo immaginavo neppure, le gambe mi tremano e godo, lui è completamente su di me, accarezzo la sua schiena, il suo odore è intenso.

Jean mi bacia sulla bocca, mi dice: girati!

Io lo accontento, con una mano mi passa in mezzo al culo, lo sente umido e bagnato, ci infila dentro un dito e lo sente dilatarsi, con il suo corpo si appoggia su di me, mi divarica le gambe, lo sento il suo cazzo penetrarmi il culo.

Jean comincia a muoversi, il cazzo comincia a fare avanti e indietro, il liquido diventa sempre più intenso, il caldo del piacere mi da alla testa, mi sollevo sulle braccia e con la mano destra comincio a masturbarmi.

Jean che mi penetra mentre io mi masturbo è una sensazione unica.

La mia masturbazione continua fino a quando non sento l’orgasmo arrivare, è caldo e intenso, ansimo di piacere, Jean viene, lo sento godere e tremare, mi lecca il buco del culo e succhia intensamente, con entrambe le mani mi apre il culo e ci infila dentro la lingua, mi lecca e succhia fino a farmi venire di nuovo.

Rimango distesa sul suo letto, mentre lui mi accarezza la schiena, si stende di fianco a me e mi bacia, mi dice: chiamami quando organizzate queste serate a tre e l’incontro occasionale, non me lo voglio proprio perdere, mentre lo dice gli trema la voce, mi avvicino a lui e lo bacio, gli accarezzo il naso con le mie labbra, potrei rimanere anche qui tutta la sera e domani mattina ti preparo la colazione, pensavo uova, pancetta, pane tostato e caffè, la spremuta d’arancia, Jean mi solleva e mi appoggia sul suo petto, sento il suo cuore pulsare, rimaniamo cosi, fino a quando non mi dice: rimani per sempre, mi addormento con lui al caldo del suo corpo.

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