Mi ha scopato una donna col cazzo

trans donna col cazzo

Lavoravo e lavoro come impiegata in un’importante azienda di elettrodomestici nei pressi di Torino. Dal momento che sono anni che ormai opero all’interno di quell’impresa posso ritenere con assoluta certezza di aver avuto qualsiasi tipo di collega: l’affascinante, il misterioso, il latin-lover, il timido, lo sfigatello, il fenomeno da baraccone, il simpatico e molti altri.

Sto parlando di uomini ovviamente, perché essendo donna ed eterosessuale sono sempre loro che catturano la mia attenzione e mi lasciano emozioni che a volte sono eroticamente forti ed indimenticabili.
Ma parlando proprio di sensazioni indimenticabili non mi potrò mai scordare la prima volta in cui ho incontrato Valeria. Lei non era come le altre donne: aveva un fisico molto bello, mozzafiato, che invidiavo con tutta me stessa nonostante io sia consapevole di essere affascinante.
Aveva inoltre una camminata che la rendeva protagonista di numerose occhiate da parte dei colleghi maschietti.

Dietro di sé lasciava inoltre un’aura di mistero legata alla sua sessualità

Valeria era indubbiamente affascinante, anche per via del ruolo autorevole ed autoritario che aveva all’interno del nostro ufficio. Ma i suoi lineamenti erano femminili ma decisi, in un modo che creava una sorta di racconto trans amica col cazzoambiguità androgina. Tutti, me compresa, adoravamo il suo stile ed il suo modo di vestirsi: elegante ma con un tocco di sana stravaganza. Non era raro vederla indossare tailleur di ultimo grido a cui aggiungeva però sempre un dettaglio personale: una rosa che fuoriesce da un taschino, una spilla o un altro dettaglio. Amava i contrasti, Valeria.
Io ero pazza di lei ed era la prima volta in vita mia che provavo un’attrazione così intensa per una persona del mio stesso sesso. Le lanciavo spesso delle occhiate fulminanti e calorose e, ogni santa volta, lei ricambiava. Erano diverse le situazioni in cui il mio sguardo si girava verso il suo, che già era rivolto verso il mio: lei mi lanciava un occhiolino o arricciava le labbra in un modo che ogni volta mi faceva tremare dal piacere.
Tutto comunque si fermava ogni volta ad un gioco di sguardi e di complicità femminile che sembrava comunque non portare a conseguenze più… intime, ecco.

Invece arrivò una sera in cui mi trovai al ristorante con i miei colleghi per una cena di lavoro. Se già in ufficio era bella da morire la sua presenza, quella sera, rese l’ambiente indimenticabile ed incandescente: era vestita di una gonna che le stringeva i fianchi ben scolpiti e che metteva in risalto il suo sedere così sodo.
Inoltre aveva una scollatura che evidenziava il suo seno così prosperoso. Aveva 40 anni o giù di lì Valeria, ma aveva il fisico di una ventenne.
Terminata la cena ci trovammo a bere qualcosa insieme al bancone del bar. Tutti i colleghi andarono a casa ed eravamo rimasti sole, io e lei.

Non mi sembrava vero: dentro di me sapevo che questo era il momento che stavo aspettando da molto, troppo tempo. Era arrivato ed era tutto così… perfetto.

Iniziammo a parlare del lavoro e delle nostre vite, ma ben presto il discorso virò su tematiche più intime. Ci trovammo a parlare di uomini e di sesso, di come entrambe avessimo bisogno di qualcosa di diverso nelle nostre vite. Eravamo deluse dagli uomini e stavamo pensando la stessa cosa: vendicarci su di loro passando una serata tra donne, intima e passionale.Volevamo qualcosa di forte e lo ottenemmo.
Prenotammo una camera d’albergo e davanti alla stanza lei mi afferrò e mi mise al muro, baciandomi con forza. Non riuscivo ad oppormi perché non volevo oppormi.

Entrate nella stanza ci spogliammo e, dalle sue mutande, notai che aveva un cazzo. Valeria era trans. Valeria era ciò che stavo cercando.
Le abbassai le mutande e le feci un pompino. Mi misi a pecora e le indicai la mia vagina, lei non si fece pregare. Mi penetrò ed il rapporto durò per un’ora. Stavo morendo dal piacere: una donna col cazzo mi stava scopando con violenza.

Stavo urlando con me stessa, le graffiai la schiena: le sue tette sembravano naturali, a me sembrava tutto un sogno.
Dopo un rapporto anale, le feci un pompino e vedere sborrare una donna fu una sensazione indimenticabile.
Fu una notte che non ripetemmo: ci vediamo tutti i giorni e, quando i nostri sguardi si incrociano, sappiamo cosa abbiamo vissuto insieme.