Rapporto a tre inaspettato

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Racconto sesso: orgia a tre con sorpresa

Siamo seduti sul divano a guardare uno dei suoi film polacchi con i sottotitoli in francese. Il suo compagno di corso, Carlo, vive sul nostro divano da una settimana, dopo che la ragazza l’ha sbattuto fuori. Pare fosse stanca di un rapporto in cui entrambi ormai si facevano bellamente i fatti propri, ma nei corridoi della facoltà si vocifera che se la intendesse con l’istruttore di fit boxe, un certo Marcello, palestrato e moderatamente figo. Carlo invece è molto magro, quasi spigoloso, vagamente buffo con quella chioma arruffata di capelli ricci, sempre legati in cima alla testa.  Il viso scavato contrasta con le labbra carnose che spesso si bagna con la lingua mentre è intento ad aggiornare il suo profilo Twitter. Lo trovo attraente, ma io non faccio testo, cerco la bellezza nell’imperfezione.

Luca nel frattempo segue il film con devozione, come se fosse la prima volta, continuando ad annunciare le scene cruciali, bisbigliando “ecco, ecco… che dialoghi ragazzi”! E’ così ingenuo da credere che noi stiamo seguendo la trama, o anche solo cogliendo la genialità dei dialoghi. Io in francese so dire solo “voulez vous coucher avec moi?”.

All’improvviso Carlo, alzando pigramente gli occhi dal cellulare, interviene dicendo “dai Luca! ma questi dialoghi fanno pietà! O forse hanno tradotto male in francese, perché di sicuro ho sentito di meglio”. Ci scordiamo sempre che sua madre è polacca.

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“Baciami subito! Stupido!”

So già che a questo punto metteranno in pausa e inizieranno una discussione colma di citazioni di film sconosciuti e i loro ego si gonfieranno come palloncini pieni di elio. Li guardo e improvvisamente mi sento eccitata. So che sono due ragazzi assurdi e che provare attrazione nei loro confronti non è una buona idea, dato che uno è il mio coinquilino e l’altro un suo amico, ma non posso non pensare che vorrei spettinare questi due nerd e farli smettere di sparare cazzate da cinefili. Purtroppo io non sono una seduttrice e i miei capelli crespi, tagliati male e viola lo ribadiscono ogni minuto. Indosso un pigiama peloso rosa e sto bevendo camomilla da una tazza con un unicorno; la donna antisesso per antonomasia. Arresa e con le spalle basse, li saluto e me ne vado in camera a navigare col cellulare da sotto le coperte, sperando di dormire in fretta. Leggo i tweet di Carlo e per gioco comincio a commentarli con aria spavalda e voglia di provocarlo spudoratamente. Ovviamente risponde subito e continuiamo a scriverci battute sagaci e ironiche fino alle due del mattino, mentre Luca ignaro prosegue la maratona cinematografica.

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Scivolo fuori dal piumone Ikea e silenziosamente mi infilo in bagno, dimenticando di chiudere la porta. Mi sto spalmando la crema in viso, colta da spirito femminile, quando vedo Carlo alle mie spalle, silenzioso e con un mezzo sorriso. Mi cinge i fianchi e, nonappena tento di emettere un suono per manifestare il mio stupore, appoggia la mano sulle mie labbra, con inaspettata dolcezza e affonda il naso sul collo, tra i capelli spettinati dalle coperte. Mi sento subito sciogliere la figa e le gambe si ammorbidiscono. Vorrei scivolare giù mollemente e farmi sfiorare tutta da quel viso e quelle mani delicate e bianche. Con controllo assoluto del mio corpo rimango immobile, inclinando solo la testa per scoprire la pelle della spalla, invitandolo in qualche modo a baciarmi.

Quelle labbra. Quelle labbra mi hanno sempre provocato e non so perchè. Baciami subito! Stupido!

Rimango zitta, mentre con gli occhi gli urlo di scoparmi immediatamente, gli intimo di smettere di indugiare con quella lingua vicino al mio orecchio e di levarmi le mutande.

Forse la lettura del pensiero funziona, o semplicemente ha deciso di terminare questi ridicoli preliminari per passare a qualcosa di più energico. Restando dietro di me, abbassa i pantaloni del mio pigiama e infila la mano tra gli slip, cercando una fessura umida e calda. Sentendo che sono abbondantemente eccitata, il viso gli diventa rosso, gli occhi soddisfatti, quasi golosi, e con un’urgenza inarrestabile estrae il cazzo. Mi spinge la testa in basso, cercando di mettermi a pecora sul lavandino, con un piede mi divarica le gambe e tenendo saldamente un fianco con la mano, con l’altra tiene stretto il suo arnese e lo guida verso la mia figa.

Non posso trattenere una sorta di ululato appena la cappella inizia a massaggiarmi le pareti interne e Carlo mi ammonisce con lo sguardo.

Inutile. Luca ha evidentemente sentito e i suoi passi molli si avvicinano al bagno. Entra e nei suoi occhi si legge lo stupore unito all’incapacità di elaborare la scena, tanto è lontana dalla sua mente.

In una frazione di secondo capisco cosa accadrà e, benchè agli antipodi di quella che credevo essere io, decido di dare vita alla mia fantasia. Staccandomi da Carlo mi sfilo pantaloni e mutandine e afferro con una mano la sua maglietta e con l’altra quella di Luca e li conduco nella mia stanza, spingendoli verso il letto.

Sembriamo inizialmente goffi e interdetti, tra baci secchi scoccati su guance, labbra e colli, finchè riesco a farli spogliare del tutto. Avvio col telecomando lo stereo collegato all’Ipod e una delle mie nenie scandinave strumentali pervade la stanza, rompendo l’imbarazzo delle nostre nudità acerbe e magre. Pelli pallide che si incontrano e strofinano fra loro, con morbidezza, finchè finalmente sento un cazzo aprirmi in due mentre una mano mi strofina il culo e con le dita umide penetra dentro l’ano. Ho gli occhi socchiusi e vedo appena le loro ombre, ma riesco ad afferrare le palle di uno e attirarle a me, per infilarmi il suo coso duro in bocca e lisciarlo con la lingua come fosse un gelato, insistendo sulla punta, lasciando la saliva scendere sull’asta per poi sfruttare la scivolosità con la mano, su e giù, di mano e labbra, mentre sotto un ritmo sincopato sento che mi sta portando verso un orgasmo fragoroso.

Decido di farmi venire in faccia e aumento l’impegno della mia lingua finchè Luca non mi sussurra, avvicinando il viso al mio orecchio, che sta per venire. Mentre mi sfilo il suo cazzo dalla bocca e sento la sborra bagnarmi la guancia destra e scendere sulle labbra, mi lascio andare all’orgasmo che stavo trattenendo e sento il corpo vibrare mentre grugnisco per soffocare la mia voce. Carlo prosegue e infila il dito sempre più nel mio culo. Attende che io finisca di venire per uscire e menarselo qualche secondo, puntandolo su di me, sui miei seni pieni e molli.

Esausti rimaniamo stesi sul letto, scomposti e sporchi, ascoltando i nostri respiri rallentare. Credo, che tutti e tre stiamo pensando: a quando le prossime orge a tre?? 😛