Guardare ma non toccare

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Una scommessa? Sì, forse.
Probabilmente potrei giurare che fosse più una sfida con me stessa. Un desiderio da sempre presente ma che non avevo mai esternato con troppa enfasi.

L’idea di ammirare tanti corpi intrecciati che si toccavano e si davano piacere, mi aveva sempre attirato. Non avevo mai avuto il coraggio di provare, però.

Ero sposata, non potevo pensare che lui accettasse di dividermi con altri e nello stesso tempo neanche io desideravo vederlo tra le braccia di un’altra.
Gelosia, che sentimento canaglia.
Eppure ho sempre pensato che ci fosse un legame ancora più stretto tra chi praticava scambismo o partecipava ad orgie di gruppo.
Voglio dire, accettare di vedere il tuo uomo o la tua donna posseduta da altri, non poteva che significare piena fiducia e totale controllo delle proprie emozioni.
Credevo anche che solo le coppie più legate potessero sperimentare pratiche così estreme. Un uomo ed una donna legati solo superficialmente sarebbero scoppiati dopo pochi minuti.

Invidiavo nel profondo chi riusciva a lasciarsi andare, ma conoscevo i miei limiti e quel tipo di sensazioni sarebbero rimaste nella mia mente.

Poi un giorno, Luca, l’uomo con il quale sono sposata da ormai 12 anni, venne a casa con un sorriso sornione e una proposta che mi lasciò sconvolta. Eccitata, sì. Ma sconvolta.

sesso di gruppo
Non potevo credere alle sue parole. Aveva davvero deciso di provare? Di cedere alle mie non insistenti richieste?

‘Un mio collaboratore mi ha parlato di un club che forse potrebbe finalmente soddisfare la tua innata curiosità nel sesso di gruppo’ – disse spiazzandomi completamente.
Non potevo credere alle sue parole. Aveva davvero deciso di provare? Di cedere alle mie non insistenti richieste?

‘Il posto è un Resort elegante e non appariscente. Si paga un ingresso e l’unico obbligo che hanno gli ospiti è quello di spogliarsi quasi completamente, per cercare di non mettere a disagio chi invece vuole gironzolare per il posto nudo. Capisci che sarebbe imbarazzante vagare per le stanze in jeans e felpa se tutti intorno sono invece senza abiti. Per il resto, si può fare ciò che si preferisce. Esistono stanze dove unirsi a chi sta facendo sesso, così come ci sono delle particolari aree nelle quali le coppie possono esibirsi per il puro piacere di essere osservate, senza timore di essere interrotti da amanti focosi che pretendono di partecipare. Non so se sarò in grado di soddisfarti dando spettacolo, conosci la mia timidezza e non penso di riuscire a portare a termine una prestazione sapendo di avere un pubblico, però se ti fa piacere, potremmo comunque fare un giro e poi vediamo. E’ il mio regalo per te. So che di più non oso spingermi e trovo questa soluzione un giusto compromesso. Ma ricorda, guardare ma non toccare. Non esiste che ti divida con qualcun’altro, intesi?’ – e con un sorriso poco convinto mi abbracciò.

Rimasi tutta la notte a pensare a come sarebbe potuto essere e se davvero fossi convinta di partecipare al sesso di gruppo.

Il mattino dopo non esitai un attimo. La notte porta consiglio, dicono. Evidentemente, io avevo dei consiglieri molto maliziosi perché non appena vidi mio marito sulla soglia della cucina con la sua tazza di caffè fumante non persi un secondo di più: ‘ andiamoci ora, ormai mi hai messo la pulce e non posso fare a meno di pensare a quel posto’ – e dicendolo corsi in camera per prepararmi.

Dopo un tragitto che mi sembrò eterno, arrivammo a destinazione. Un luogo davvero meraviglioso, a picco sul mare ed immerso in una vegetazione lussureggiante che ricordava un’isola tropicale.
C’erano già parecchie macchine nel parcheggio e io non potei fare a meno di chiedermi se davvero avrei visto tutti i loro legittimi proprietari in atteggiamenti erotici.

Sorrisi, presi la mano di Luca e ci facemmo strada nel viale sabbioso.
Una volta accolti, ci spiegarono brevemente le regole del locale, le attrazioni maggiormente apprezzate e ci consegnarono le chiavi degli spogliatoi privati.
Dopo poco più di mezz’ora, ci trovammo in un corridoio che si affacciava su una maestosa vetrata azzurra. Vestiti solo di un asciugamano avvolto al corpo, di un pochino di imbarazzo e parecchia curiosità, ci approntammo ad avventurarci verso una nuova esperienza.

Se dovessi descrivere in questo momento la strana sensazione che mi avvolse quel tardo mattino di primavera, non riuscirei a spiegarmi con le sole parole.
La prima volta fu shoccante. Mi accorsi grazie ad una gomitata del consorte stupito, che in un angolo accanto alla piscina, c’erano due o tre persone intente in un rapporto orale congiunto. Vidi chiaramente una donna sdraiata soddisfare con la sua bocca vogliosa un ragazzo, che a sua volta la solleticava con la lingua. Gli altri due signori che riuscivo a vedere, si facevano beatamente toccare dalle mani libere di quella ragazza che mi pareva stralunata dal piacere.
Il primo impatto fu quasi tragicomico. Ci guardammo in faccia e per poco non scoppiammo a ridere imbarazzati.

Poi, piano piano, le immagini di sesso di gruppo si fecero sempre più frequenti e anche la nostra mente incominciò ad abituarsi.
Non sapevo come dire a Luca che in realtà, nonostante palesassi solo risatine imbarazzate, il mio corpo si stava eccitando spaventosamente.
Provai a prendere la sua mano per fargli sentire quando ero umida e lui rimase piacevolmente colpito.
Vedere quei corpi avvinghiati, sentire i tipici suoni di sesso, mugolii e grida di piacere, secchi rumori di corpi che si univano e trovarmi in mezzo a quel mondo proibito, mi stava facendo impazzire.
Luca non ne volle sapere. Non acconsentì neanche a toccarmi davanti agli altri. Io morivo dalla voglia, provai timidamente a chiedere di appartarci dove avremmo potuto essere soli, ma il pubblico lo intimoriva. Chiesi almeno di finirmi facendomi avere un orgasmo che da quello che potevo sentire, sarebbe stato intenso e prolungato, ma niente. Era troppo impacciato e bloccato psicologicamente.

Dovetti aspettare il rientro a casa per avere il mio premio lussurioso e anche se lui negasse con decisione, fu una delle scopate più passionali ed appaganti che la nostra coppia avesse mai provato.

Non posso dire se anche lui in fondo provasse una forte eccitazione e la voglia di ritornare.
Io, ne sono certa, se fossi stata single, avrei sfidato il mio ormai esiguo imbarazzo per buttarmi tra le braccia di quei gruppi sconosciuti, osservati ed ammirati per tutto quel tempo con l’acquolina in bocca e una voglia martellante che risuonava nella mia testa.