Il casting: provino per fotomodelle

Racconto sexy online casting fotomodelle

Un sexy casting per fotomodelle: Alla ricerca del primo lavoro

‘Bellissima’ era un tormentone che mi accompagnava da tempo e che era sempre stato croce e delizia della mia esistenza.
Mi chiamo Silly e sono una ragazza di diciannove anni che vive a Roma. Ho avuto la fortuna di aver preso i lineamenti delicati di mia madre danese e la bellezza di un padre che non ho mai conosciuto se non attraverso vecchie foto virate seppia.
Fin da quando smisi di avere l’età di una bambina, risultò evidente il fatto che ero una bella ragazza dal fisico praticamente perfetto impreziosito da un viso d’angelo incorniciato da capelli biondi che da sempre porto con un taglio alla Valentina di Crepax.
Inutile dire che sin dalle medie avevo una fila di coetanei, ma anche più grandi, che ci provavano con me attirati da un corpo che evidenziava un seno dritto e un culetto alto e sodo che in molti avevano pizzicato rimediando uno schiaffo in cambio.
Già, non ero una ragazza molto propensa alle relazioni sociali e questo, solo per una sorta di autodifesa. Avevo visto mia madre soffrire la perdita di quell’uomo che aveva rappresentato l’amore della sua vita e questo mi aveva in qualche modo condizionato. Rinunciavo per paura di soffrire in seguito, anche se avvertivo sulla mia pelle, un desiderio che aumentava proporzionalmente alla mia età.
Conservai la verginità per oltre diciotto anni quando la regalai ad un ragazzo in una notte d’estate sulla riva del mare. Era stata una breve storia che aveva visto il mio desiderio essere appagato ma non soddisfatto e che aveva prodotto un ulteriore allontanamento dai rapporti convenzionali. Asociale? Probabilmente così apparivo agli altri e credo che ciò corrispondeva alla realtà.
Terminati gli studi, nonostante avessi voglia di iscrivermi all’Università, fu necessario trovare lavoro perché l’azienda dove lavorava mamma, chiuse i battenti per delocalizzarsi all’estero.
Fino ad allora era stata lei a pensare a tutto ma era giunto il momento di prendermi le mie responsabilità.

L’annuncio e la proposta

Spulciando su un giornale di annunci molto popolare, mi imbattei in un annuncio con il quale si stavano ricercando delle fotomodelle per dei servizi promozionali. Non c’era altro che poteva fare al caso mio e mi vidi costretta a comporre il numero pubblicato per capire se c’era la possibilità di lavorare.
Una efficiente segretaria – così immaginavo fosse – prese i miei dati e mi diede un appuntamento due giorni dopo, raccomandandomi di portare anche un curriculum e delle foto.
Giunsi all’appuntamento in perfetto orario. Per l’occasione avevo indossato un vestitino poco chiassoso ma che metteva in mostra lo stacco delle gambe, inguainate da un collant color fumé che si coniugava bene con l’abbigliamento.
Suonai al campanello dello studio dov’ero stata convocata e venne ad aprirmi un uomo sulla quarantina d’anni dal fisico atletico. Ben vestito e decisamente abbronzato, dava l’idea di essere un classico ‘uomo di mondo’ che teneva alla sua immagine. Lo deducevo dal prezioso orologio che portava al polso e dal modo di fare con il quale si poneva.
Mi fece accomodare in un salottino dove si trovava una ragazza molto bella. Sicuramente, pensai, anche lei si trovava per quel posto di fotomodella. Mi salutò con un inglesissimo ‘Hi’ al quale risposi con un cenno del capo e mezzo sorriso.
Sul tavolino di cristallo che si trovava in mezzo alla stanza, vidi alcune riviste di moda sia nella loro edizione italiana che in quella di altri Paesi. Sulle pareti erano appese molte foto in B&N di volti di modelle e modelli immortalati in varie espressioni ma anche di corpi totalmente nudi che mettevano in mostra fisici mozzafiato.
Fui distolta da quelle considerazioni quando riapparve l’uomo che aveva aperto la porta che invitava l’altra ragazza a seguirlo, conversando in un ottimo inglese.
Mi accomodai immaginando di dover attendere un bel po’ di tempo ma solo dopo cinque minuti, venne il mio turno.
Non mi resi conto del fatto che non avevo notato quella ragazza uscire dalla porta che stavo varcando, ma a questo pensai solo in un secondo momento.
La stanza era accogliente e intima. I mobili d’ufficio non erano propriamente tali e sembrava di essere più in una casa privata che non in uno studio professionale. Un grande divano, diverse telecamere professionali stabili su treppiedi collocati in vari punti della stanza, un tavolo piuttosto ampio dov’era collocato un computer portatile e vari fascicoli impilati uno sopra all’altro e una macchina digitale con un set di obiettivi e zoom.
Si presentò come producer di servizi fotografici e spot pubblicitari che stava cercando un paio di bellissime ragazze alle quali affidare le parti di un docufilm.
Da un piccolo frigobar prese un softdrink versandolo su di un tumbler poco indicato e me lo offerse. Sorseggiai la bevanda fresca che scivolò giù bagnandomi l’ugola.
Mi osservò lungamente girando intorno alla mia persona che fece accomodare su di una poltroncina girevole poi mi chiese di spogliarmi per vedere il mio corpo nudo.
Non che avessi titubanze di sorta ma mi parve inusuale questo tipo di richiesta e tentennai. Lui rise, forse perché abituato a quelle scene e mi pregò di alzarmi e di seguirlo in modo da avere fiducia. Aperse una porta della quale non mi ero accorta e mi trovai in una grande camera in penombra dove, su di un letto matrimoniale stava, totalmente nuda, la ragazza entrata prima di me che vedendomi sorrise senza alcun imbarazzo.
Improvvisamente avvertii delle vampate di caldo che salivano dalle gambe fin sulla testa e mi parve normale togliermi il vestito rimanendo con l’intimo e i collant.
L’uomo mi fece sdraiare sul letto dove l’altra ragazza finì di svestirmi iniziando a leccarmi i capezzoli che divennero immediatamente duri.
L’uomo estrasse un membro lungo e largo abbassandosi i pantaloni e me lo sbatté sulla faccia per poi spingerlo dentro la mia bocca. La ragazza era passata a leccarmi la vagina provocandomi sensazioni celestiali che mi stimolarono a pompare quel grosso uccello che, ad un certo punto, stava scopando la mia bocca fino ad esplodermi dentro. Ma per nulla sazio, l’uomo passò ad occuparsi dell’altra ragazza che mise a pecorina per possederla con vigore mentre la stessa continuava a leccarmi fica e culo facendomi godere in modo continuativo.
Non so se il tizio venne dentro alla ragazza ma ad un certo punto fu sopra di me. Passò le mie gambe sopra le sue spalle in modo da mettermi in una posizione dove poteva penetrarmi totalmente provocando orgasmi che non avevo mai provato prima.
Cambiarono le posizioni e le movenze fino a quando, avvicinò il viso dell’altra ragazza al mio per poi venire in modo copioso sopra le nostre facce.
Non ricordo come terminò la cosa ma ebbi il mio posto di lavoro ben pagato: avevo iniziato la mia carriera come porno attrice e non mi sono mai pentita.

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