Seduzione Lesbo

seduzione-lesbo-racconti

La mia nuova vicina

Quando dirimpetto al mio appartamento vidi dei muratori iniziare a fare lavori di ristrutturazione, la curiosità di sapere quale sarebbero stati i nuovi vicini, mi colse impreparata.
Erano mesi che quella casa era rimasta vuota in attesa di un compratore disposto a pagare una somma alquanto importante data l’ampiezza della sua metratura.
Tutti noi inquilini avevamo ipotizzato che sarebbe rimasto invenduto per chissà quanto tempo ma fummo smentiti dai fatti.
Quando giunse un voluminoso tir di traslochi fu chiaro che ben presto si sarebbero insediati i nuovi proprietari dei quali nessun condomino era venuto a saper nulla.

Un giorno squillò il campanello della porta di casa e, dopo aver aperto, mi trovai davanti una bella donna sulla trentacinquina. Era una signora elegante che si presentò come nuova inquilina che si scusava per il disagio che gli operai avevano provocato in quel mese di lavori che lei aveva commissionato.
Mi parve giusto dimostrare la mia ospitalità invitandola ad accomodarsi in salone ed offrendole qualcosa da bere.
Sono una donna sola, oramai da anni separata da un uomo che oltre che a lasciarmi quella casa di proprietà, aveva provocato in me così tanto dolore da essere disillusa in fatto di sentimenti e di aver paura di incappare in un nuovo errore affidando il mio amore ad un altro uomo.
Gisela, questo il suo nome, spiegò che aveva origini italo-tedesche e che era stata dirottata dalla sede di Berlino di una multinazionale, in Italia dove aveva assunto un ruolo prestigioso e di responsabilità.
La società dove lavorava da anni l’aveva scelta in quanto parlava correttamente italiano e, non avendo impegni sentimentali ne legami di sorta, era la persona giusta per quella missione.

Dopo aver chiacchierato un altro po’ ed esserci scambiate i numeri di telefono, ci salutammo tornando ognuna nella propria dimensione.
Solo la sera, dopo aver richiuso il libro che leggevo dopo cena, il pensiero corse a Gisela. Notai che mi aveva lasciato una sensazione poco identificabile: era simpatica oppure no? Cordiale oppure algida? Saremmo divenute amiche o solo coinquiline da ‘buongiorno-buonasera’?
Nonostante queste domande logiche, c’era dell’altro che non riuscivo a decifrare.
Sicuramente una vera professionista e una bella donna che aveva un non so che di sensuale che mi turbava. Lo avrei scoperto in seguito.

Una terrazza condivisa

Avendo i nostri appartamenti configurati in modo speculare, condividevo con Gisela una grande terrazza.
I vecchi vicini, abituati ad organizzare feste durante l’estate, avevano arrecato non poco disturbo agli altri condomini e a me che mi trovavo ai bordi di serate che parevano non finire mai tra risate, chiacchiere ad ala voce e musica.
Chissà se la nuova proprietaria aveva fatto fare delle modifiche alla sua porzione di terrazza, mi chiesi un giorno. Uscii in terrazza e,attraverso una siepe che incorniciava, delimitandone, i reciproci confini sbirciai dall’altra parte.

Ebbi modo di vedere Gisela distesa sopra ad un lettino, con le cuffiette dello smartphone e occhiali neri, a prendere un pallido sole.
Quello che mi stupì fu il vederla totalmente nuda confermando la mia impressione che si trattava di una bellissima donna. Le sue, erano forme pressoché perfette e lo vedevo da un seno florido ma non esagerato dove si evidenziavano aureole che parevano dipinte per quanto fossero ben marcate.

Le sue gambe erano ben tornite e lunghe e terminavano dove iniziava una curata peluria che dava l’impressione di essere di velluto.
Mi accorsi che stavo mordendomi un labbro solo quando provai dolore subito accompagnato da una vampata di calore che mi stava inondando dalle cosce alla testa.
Realizzai il fatto che quella visione mi stava eccitando anche se non avevo mai avuto, in passato, alcuna velleità di saffica natura.
Cercai di scacciare quel pensiero dalla mia mente, girando le spalle alla siepe per poi rientrare in casa per occuparmi di altro ma fu realmente difficile allontanare quella strana eccitante sensazione che invocava sesso.

Una camomilla di troppo

Incontravo raramente Gisela per le scale in attesa dell’ascensore, avendo orari sicuramente differenti ma la mia curiosità continuava a stimolare la fantasia: aveva un uomo? Lo avrei visto magari nudo anche lui? Avrei avuto modo di avere del tempo da passare con Gisela come fossimo vecchie conoscenti?
La vita proseguiva come sempre quando, una sera mentre mi trovavo a letto con il solito libro da leggere, squillò il cellulare.
Il display rimandò il nome memorizzato ‘Gisela’ e fu subito un tuffo al cuore.
‘Può venire da me con della camomilla? Non mi sento per niente bene’ disse una voce con accento tedesco.

Il tempo di infilare una vestaglia sopra al nulla (sono abituata a dormire nuda) , di afferrare la confezione di camomilla che tenevo in cucina e prendere le chiavi di casa e mi catapultai dalla vicina che venne ad aprirmi totalmente nuda.
Non ebbi tempo di realizzare che, Gisela richiuse il portoncino blindato e mi strinse a se, avvicinando le sue labbra carnose alle mie.
Avvertii un leggero morso sulle labbra e la punta di una lingua impetuosa che entrò dentro la mia bocca per avvolgermi in un bacio così sensuale che mai nessun uomo ha saputo regalarmi.
Ad occhi chiusi lasciavo fare alle esperte mani della vicina che aprirono la mia vestaglia per soffermarsi a titillare i miei capezzoli che divennero marmorei dalla eccitazione.
Poi, la sua mano scivolò fino all’incavo del mio culo che tentò di violare trovando un po’ di mia ritrosia. L’altra mano allora, si impossessò della mia fichetta dove giocò con le labbra fino a sentirle inumidite dal desiderio per poi entrare dentro alla ricerca del mio punto G.
Brividi percorsero la mia schiena tramutando la mia pelle, in quella di un’oca felice per quanto stava vivendo in quel momento.
Quello scioccante impatto cessò per permetterci di raggiungere la sua stanza da letto dove, proprio al centro, troneggiava un gran letto tondo di velluto nero.

Gisela mi spinse delicatamente sopra e mi allargò le gambe tuffando la sua testa proprio in mezzo per leccarmi tutta. Sentivo la lingua passare dalle grandi labbra all’orifizio del culo, producendo delle sensazioni per me del tutto sconosciute. Poi cambiò posizione mettendosi a 69 affinché potessi anch’io usare la mia lingua per penetrare la sua fica che spargeva per ogni dove, umori di ogni tipo.

Quando la vicina squirtò sulla mia faccia, mi cadde il mondo addosso per il godimento che stavo provando e le concessi proprio tutto in quella notte dove, la camomilla, appariva veramente fuori luogo.