Racconto Strap-On!

racconto strap on

Lo strap-on che sto succhiando mi sbatte contro il palato. La gomma liscia e riscaldata dallo sfregamento profuma ancora della mia figa. Lo afferro con una mano per gestire meglio i movimenti mentre stringo le labbra attorno a questa cappella di plastica. Alice mi guarda vogliosa mentre io, instancabile, continuo a fare uscire questo coso nero fuori e dentro. Sono nuda, sudata, con gli umori che scivolano sulle mie cosce e voglio, voglio, voglio di più.

Non so cos’abbia fatto scattare in me questa eccitazione prepotente, ma è nato tutto in fretta. Sono entrata nello studio e ho gettato alla mia compagna lo strap-on che ci piace tanto. Probabilmente era in vena anche lei di una pausa dallo studio perché non ha avuto nessuna esitazione. Si è tolta i leggins, ha sfilato le mutandine e si è sistemata le cinghie del sex toys. Senza dire niente è mi è venuta incontro e mi ha preso per i capelli portandomi di fronte alla scrivania dove prima stava leggendo un libro di inglese.

Mi mette a novanta schiacciandomi la faccia tra le pagine del manuale aperto e quando tocca tra le mie natiche e scopre che avevo già messo del lubrificante mi inizia a schiaffeggiare il culo ridendo.

Sorrido anche io perché so che non se l’aspettava. Con una mano mi tiene i capelli lunghi in una improvvisata coda di cavallo e me li tira con delicatezza e con l’altra si tiene il cazzo di gomma avvicinandolo al mio orifizio e iniziando a massaggiarlo per ammorbidire la muscolatura.

Alice mi trova aperta e pronta e si spinge dentro di me con dei colpetti dapprima leggeri e poi sempre più decisi e profondi. Affonda dentro di me e mi sento travolgere da un calore totale. Lei dietro di me è bellissima e sexy ed io sono una dea che viene soddisfatta dalla sua ancella. Mi piace immaginarci così. Una regina desiderosa di godere che obbliga la sua schiava ad aprirle il culo.

Poco dopo mi sposto e mi giro perché ho voglia di guardarla negli occhi. Stendo la schiena sulla scrivania e sollevo le gambe affinché possa penetrarmi la figa. Alice prende al volo una salvietta detergente da passare sullo strap-on ed eccola di nuovo pronta a schiacciarmelo dentro. Quando è sulla mia figa non si trattiene, i colpi sono forti e pieni di trasporto perché sa che mi piace sentirlo questo fallo di plastica. Non voglio che si risparmi e Alice non lo fa. Tiene le mie gambe sollevate di fronte a lei e mi scopa senza tregua. Il suo sguardo è divertito e posso scorgere anche un pizzico di stupore: decisamente non si aspettava questa pausa oggi pomeriggio.

Continuiamo in questa posizione per un po’ ed è fantastico sentire le mia labbra vaginali avvolgere lo strap-on e aprirsi a questi affondi di Alice. Quando ritengo di aver goduto abbastanza spingo le gambe per fermarla e rimettermi in piedi e prendendole le braccia la faccio sedere sulla sedia della scrivania.

Mi metto in ginocchio e guardandola negli occhi comincio a prenderlo in bocca. Lo prendo subito con foga perché sono arrapata e voglio che lei senta quanto mi ha fatto godere e quanto io impazzisca per lei ogni giorno.

Mentre lo succhio con le mani le alto la maglia del pigiama e le prendo tra le mani le sue piccole tettine a pera, le massaggio e cerco quasi di mungerle con le dita. I capezzoli sono piccoli ma di pietra e mi ritrovo a strizzarli a ritmo mentre inizio a mordere lo strap-on.

Alice viene gemendo forte, in preda a un orgasmo che la sconquassa da cima a fondo. Mi alzo e la bacio dolcemente sulla guancia.

“Buono studio amore mio” le sussurro ed esco dalla stanza.

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