La mia prima avventura lesbo

prima avventura lesbo con una donna

La mia prima esperienza lesbo

Mi chiamo Monica. Sono una ragazza come tante, vengo da un paese di provincia, ho 25 anni, studio all’università e ho un fidanzato. Conduco insomma una vita normale; la mattina sveglia alle 6:00 e di corsa alla stazione per prendere il treno che mi porta in facoltà; seguo il corso… pausa pranzo… aula studio… poi al massimo aperitivo con lui..pizza e tutti a letto. Ad un certo punto della mia vita, mi sono però resa conto che non tutto filava così tranquillamente come pensavo.
Un giorno ero in una nota libreria intenta ad acquistare un libro per dare un esame all’università. D’un tratto sento strusciare di fianco a me una borsa, e di scatto mi giro. Ho sentito un forte odore di muschio e sandalo, misto a sua volta ad un odore di cuoio, che ha insinuato infatti in me un forte impulso a voltarmi. Mi giro e vedo lei.
Lei era Paola, una violoncellista di qualche anno più piccola di me. Quello che mi aveva colpito, era il forte calore che la sua pelle sapeva emanare. Paola aveva dei fitti ricci biondi e degli occhi di un colore azzurro come il mare che mai avevo visto prima..eppure..non era quello che mi attirava.. Per la prima volta, provavo infatti un desiderio così forte..così eccitante tanto che dovetti correre fuori dal negozio. Mi sentivo esplodere, e un forte fremito percorreva la mia schiena fino ad arrivare lì..lì giù dove giace il mio “segreto”.

prima avventura con una donnaPaola mi è corsa incontro, in quanto avendo assistito alla mia “fuga” si è prontamente preoccupata di come stessi. Ho capito così che lei era davvero calda… Le sue mani, il suo fiato che incontrava il mio viso..tutto di lei mi ricordava un caldo abbraccio. Mi ha invitata a prendere un caffè ed io..non ho saputo rinunciare.
Paola ed io incominciammo a raccontarci della nostra vita. Seppi quindi che lei era una violoncellista piuttosto brava (le sue mani erano come una carezza che sfiorava le corde del suo strumento) e che sognava di poter presto raggiungere Vienna per poter suonare in un’orchestra. ero impietrita dinanzi ad una ragazza che avesse così chiaro quello che voleva dalla vita, mentre io..mi rendevo conto di non saper quasi niente.

lesbo bacioD’un tratto Paola mi prese la mano..così..senza dire niente. Ci guardammo per qualche secondo che sembrò una eternità..e sempre senza fiatare, ci baciammo. Non so cosa nè come accadde, ma ricordo il calore e la freschezza di quelle labbra. Ricordo la passione del quel gesto così naturale e le sensazioni che mai avevo provato prima. Così velocemente tutto accadde e così velocemente tutto finì. Ci salutammo infatti Pola ed io, e non ci rivedemmo per molto tempo.

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I giorni ripresero a scorrere senza sosta…avevo però sempre nella mente l’immagine di quelle labbra. Cristian, il mio fidanzato provava a risollevarmi, ma io avevo perso l’entusiasmo di un tempo. Ricordo che una sera, lui aveva fatto di tutto per organizzare una cena perfetta, ma arrivati al dopocena, io non aveva in mente altra immagine se non quella di Paola.
Un giorno, mentre camminavo distratta nella piazza del paese, fi ho sentito un forte abbraccio; mi giro di scatto ed eccola lì..Paola in tutta la sua bellezza. Senza dire niente siamo andate nel suo appartamento. Sentivo un forte calore sul mi viso, avevo solo voglia di fare l’amore con lei. Non ero mai stata con una donna, ma questa non era una donna, era la mia Paola. Ci siamo spogliate in fretta, per poi rallentare. Sentivamo entrambe che ci volevamo, ma desideravamo non sprecare il momento.Abbiamo incominciato a toglierci le maglie, poi i pantaloni. Paola in perizoma era la visione più bella che avessi mai visto. Indossava un completino nero di pizzo, da far girare la testa.

Aveva dei glutei sodi e alti; mi piaceva leccarle con la lingua quei fianchi sinuosi e perfetti. Adoravo stringerla a me e sentire il suo seno sodo contro il mio; toccarla in ogni suo punto e scoprire come urlava di piacere ad ogni mio passaggio sul suo corpo. Lei aveva un tocco leggero su di me, che io adoravo tanto. Non so quante ore siamo state lì a guardarci, a baciarci, a leccarci. Era un tempo sospeso, senza problemi, senza paranoie o noie della quotidianità. Eravamo solo Paola e Monica. Non so se Paola avesse mai avuto altre esperienze con donne, per me era tuttavia la prima esperienza lesbica.

Dopo quel pomeriggio di passione, non ho più rivisto Paola. Cristian ed io ci siamo lasciati; non riuscivo più a fare l’amore con lui. Ho provato ad uscire con altre donne, ma non ho mai più riprovato le sensazioni e quel fremito che le mani di una violoncellista erano riuscite ad imprimere sulla mia pelle.

 

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