Mio fratello gay e il suo amante

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Mio fratello gay

Che mio fratello Francesco fosse gay nessuno lo sapeva. Anzi, per la maggioranza degli amici della comitiva Franz (così era chiamato dagli amici) era uno dei mandrilli del paese.
In effetti era una fama che mio fratello si era conquistata sin dai tempi della scuola provandoci con tutte le compagne di liceo che, grazie alla particolare bellezza che la natura lo aveva dotato, gli cadevano letteralmente tra le braccia.
Francesco non aveva mai avuto una relazione fissa ma si divertiva a passare da una ragazza all’altra con la stessa disinvoltura con la quale di va al bar per bere un caffè.
Terminato il liceo, mio fratello decise di continuare gli studi iscrivendosi all’Università e recandosi a Roma come studente fuori sede.
Per qualche mese, i nostri contatti si fecero difficoltosi e la confidenza che aveva sempre contraddistinto l’essere fratello e sorella, parve scomparire quasi del tutto. Nelle rare chat che avevo modo di vivere con Franz, lui mi confermava di essere super impegnato con gli studi e con il lavoretto che aveva rimediato per sostenere le sue spese personali e che di tempo per me, ce n’era ben poco ma l’amore da fratelli era immutato come sempre e mi anticipò che sarebbe tornato a casa per le vacanze estive (noi viviamo in un piccolo centro della Puglia) insieme con un suo amico universitario.
Ricordo ancora che gli raccomandai che fosse carino dal momento che ero ancora libera da impegni sentimentali e in cerca di un bel ragazzo ma, contrariamente alla risposta attesa, ricevetti come un grugnito indefinibile.
Fu così che arrivò il giorno del suo ritorno. Avevo preparato la sua cameretta con tanto amore, felice di poterlo rivedere e trascorrere insieme tante magnifiche giornate al mare con gli amici di sempre. Per il suo amico Paolo invece, avevo organizzato una piccola stanza che usavo come una specie di deposito, trasformandola in una camera modesta ma sicuramente comoda (e gratuita) e, come si usa dire ‘a caval donato…’.
Quando Franz mi presentò il suo amico, giuro che mancò poco che svenni per la gioia: era praticamente bellissimo! Un modello come quelli che si vedono negli spot televisivi. Al fisico perfetto e curato da moltissima palestra, si coniugava un volto particolarmente maschio e tenebroso che non poteva non suscitare l’interesse di qualsiasi femmina che lo avesse incontrato.
‘No, per Paolo quella stanza non va bene. E’ minuscola e claustrofobica. Meglio che dorma nella mia aggiungendo il letto: si sentirà più a suo agio’.
Questo fu il suggerimento – ordine di Francesco che rispettai sperando di conquistarmi un po’ di considerazione da parte del suo amico che, francamente, non mi aveva degnato di uno sguardo.

Un segreto che solo io conoscevo

Evitai per i primi giorni di parlarne a mio fratello di quel suo strano amico. Bello era bello e se n’erano accorte tutte le ragazze e le donne che ogni giorno andavano in spiaggia, ma per quanto molte di loro si sforzassero di fare per attirare la sua attenzione, Paolo pareva vivere in tutt’altro universo.
Lui e Francesco, stavano praticamente sempre insieme. Se non era l’essere distesi a prendere il sole, era divertirsi nuotando fianco a fianco e via dicendo, come due inseparabili.
Questa cosa suonò al mio orecchio come campanello d’allarme. Se Franz non si stava accompagnando con le ragazze della comitiva e se Paolo evitava ogni contatto al di fuori di mio fratello e di me, c’era qualcosa sotto e subito il mio cervello si illuminò: fossero gay?
Sul suo amico non ci avrei messo la mano sul fuoco non sapendo nulla di lui ma su Francesco si che l’avrei messa senza aver alcun dubbio.
Per fortuna che non fu necessario farlo oppure ora sarei la Muzio Scevola della nuova Era.
Al presentimento che giorno dopo giorno riceveva qualche conferma, si aggiunse una inequivocabile conferma quando una notte dov’ero assillata da una forte emicrania, ebbi l’idea di chiedere a mio fratello se aveva qualche antidolorifico specifico.
Entrai nella sua stanza senza bussare (non lo ritenni una cosa essenziale tra noi, sapendo che era solo) e vidi nella penombra due sagome che avevano assunto la posizione del 69. Non appena gli occhi si abituarono alla semi oscurità vidi Franz succhiare avidamente il cazzo del suo amico Paolo che stava facendo esattamente la stessa cosa.
Avevo già visto molte volte nudo mio fratello ma constatai che aveva veramente una bella verga gigantesca che la bocca del suo amico, scopriva ritmicamente mentre la stava spompinando.
Quella scena mi fece andare subito in tilt: due begli uccelli grandi e nodosi e il fatto che Franz ne avesse uno in bocca, non mi aveva sconvolto più di tanto.
La mia mano corso verso l’inguine per entrare nelle mie mutandine e trovare la mia fichetta già inumidita dalla voglia. Succhiai avidamente le dita della mano destra prima di lasciarle scivolare dentro la vagina per raggiungere il mio punto G per masturbarmi per benino. Sicuramente avevo le orbite rovesciate dal piacere mentre mi stuzzicavo il clitoride mugugnando per il piacere e rendendo partecipi i due amanti che mi stavo facendo un sonoro ditalino.
Fu allora che Franz mi invitò alla festa e tolse la testa di Paolo da sopra del suo uccello per farmelo succhiare un poco. Sentire il nodoso cazzo di mio fratello entrarmi dentro la bocca mi fece immediatamente esplodere di piacere.
‘Ti piace il cazzo come piace a me’ disse rassicurandomi e facendomi capire che i segreti adesso erano comuni e riguardavano entrambi. Poi, invitò Paolo a farmi assaggiare il sapore del suo uccello prima che il suo amico lo facesse sparire nel culo di Franz al quale, cambiando di posizione, continuavo a sbocchinarlo come una troia assatanata.
‘Adesso ti invito a bere insieme a me, tutto lo sperma di Paolo! Non ne conosco la ragione ma sborra così tanto da sembrare un cavallo’ mi disse mentre sfilò l’uccello del suo amico inginocchiandosi per mettere la testa nella posizione ideale per continuare a ciucciare il suo cazzo e invitandomi a mettermi al suo fianco.
Venivo come una ninfomane mentre leccavo quell’uccello duro come mio fratello che reggeva le palle del suo amico con il fine di farlo esplodere con maggior potenza. Uno schizzo violentò accecò prima Paolo e poi mi raggiunse prima che entrambi iniziammo a bere quel nettare fino all’ultima stilla e mentre Paolo finiva di farsi una sega per godere anche lui mentre leccava il cazzone del suo amico.

Le vacanze continuarono in questa maniera per noi tre e, infine, ero felice che mio fratello gay aveva portato con se il suo amante con il quale potevo giocare pure io!