Solo sesso selvaggio con la babysitter

racconto sesso forte

Uno spiacevole inconveniente

Quando Lara, mia moglie, rientrò a casa dall’ufficio era di umore nero.
Si tolse il soprabito per gettarlo sul divano con un gesto di stizza e indirizzando il suo sguardo a me, spiegò il perché del suo stato d’animo.
‘Domani mattina devo partire per due giorni per siglare un accordo con un nuovo cliente e devo prendere il posto di una mia collega che è ammalata’.
La notizia mi colse di sorpresa soprattutto perché l’indomani era prevista la celebrazione del nostro terzo anniversario di nozze e avevamo deciso di vivere una cena romantica anche se in casa, per via del nostro piccolo figlio.
Venne vicino a me con lo sguardo perso e mi abbracciò lungamente sussurrandomi che avremmo festeggiato l’evento al suo ritorno con maggior desiderio.
Devo ammettere che sono ‘ammalato’ di sesso e Lara è una formidabile partner perché in perfetta sintonia su questo punto. Ci piace farlo in ogni modo (anche i più singolari) e quando ci sale il desiderio (praticamente sempre) e non lasciamo scappare nessuna occasione per sperimentare nuove dinamiche che rendono lo stimolo sempre costante e in continua evoluzione.
Facile essere sempre arrapati in compagnia di una donna come mia moglie, dotata di un fisico da top model e con la mentalità di una scrofa in calore…
Conoscendola, sapevo che Lara aveva già tentato di svincolarsi da quella missione di lavoro e se non ci era riuscita era segno evidente che proprio non vi erano vie di fuga.
‘E come faccio con il bambino?’ le chiesi come fossi imbranato.
‘Ci penso io…ho avuto il numero di cellulare di una babysitter raccomandatami da una collega: la chiamo e la faccio venire per domani, così non devi preoccuparti di pappette e pannolini.

Una sorpresa da togliere il fiato

La notte trascorse tranquilla dopo aver goduto della nostra intimità e il giorno mi colse con i primi raggi di sole che penetravano dalle tapparelle.
Sentivo scrosciare la doccia e avevo voglia di raggiungere mia moglie sotto al soffione ma pensai che sarebbe stato meglio sorvolare per lasciarla preparare per la partenza.
Dopo un ultimo appassionato bacio, la porta si richiuse lasciando uscire la mia Lara e lasciando entrare un senso di vuoto.
Nella piccola camera dove dormiva nostro figlio regnava ancora il silenzio ma dovevo iniziare la mia giornata di lavoro che avrebbe assorbito completamente tutte le mie attenzioni davanti al computer . Lara mi aveva detto che la babysitter sarebbe arrivata verso le 10 per restare fino alle 22, lasciandomi così libero dai problemi che mio figlio avrebbe creato.
Neppure il tempo di terminare queste considerazioni che il bambino segnalò la sua presenza: si era svegliato anzitempo.
Corsi nella cameretta e lo presi in braccio coccolandolo per tranquillizzarlo ma la mia poca dimestichezza si vedeva in tutto e per tutto.
Lo portai con me in sala dove mi accomodai sul divano con un senso di imbarazzo profondo e con la classica domanda ‘e adesso cosa faccio?’ che rimbombava nella mia testa come un mantra.
Passò il tempo e lo squillo del citofono fu accolto come una liberazione.
All’apertura del portoncino di ingresso mi trovai dinnanzi la babysitter.
‘Buongiorno, sono Maria Carmen. La babysitter’ disse la ragazza che non aspettavo proprio così.
Era di una bellezza esotica da togliere il fiato.
Alta, lunghi capelli corvini, un viso d’Angelo, due occhi penetranti neri come la pece, la carnagione ambrata che appariva come velluto e un corpo da urlo.
Pur abituato a frequentare belle donne, la babysitter che avevo lasciato entrare in casa, era veramente strepitosa.
Rapidi furono i convenevoli e dopo una sommaria presentazione dove venni a sapere che era colombiana e che viveva da tre anni in Italia, Maria Carmen iniziò ad occuparsi del piccolo lasciandomi libero.
Guadagnai il mio studio e mi rituffai davanti al computer tentando di concentrarmi sul lavoro ma il pensiero di quella bella presenza così particolare, mi distoglieva da tutte le buone intenzioni.
Attraverso la porta aperta gettai lo sguardo verso la sala dove la babysitter si era sistemata insieme al piccolo, sedendosi sul divano. A seconda dei suoi movimenti, lasciava scoperte una parte delle cosce che erano uno schiaffo a qualsiasi impotenza maschile.
Il suo seno florido e sodo, lasciava volare la mia immaginazione in teorie di scene erotiche tutte da vivere.
Lara era scomparsa e, in quel momento, neppure mai esistita.
Avevo voglia di quel fiore colombiano.

Solo sesso selvaggio

Dopo aver ingannato il tempo e me stesso davanti al pc, presi la decisione di provarci con la bella babysitter: male che andava, non avrei avuto alcun rimorso per non aver tentato.
Era riuscita a calmare il bambino e a sistemarlo dentro al suo box pieno di giochi e ora sedeva sul divano con la tv accesa ma senza alcun sonoro, come se si accontentasse di vedere le sole immagini.
‘Posso offrirti qualcosa?’ le chiesi avvicinandomi.
Captai una luce malandrina nei suoi occhi e vidi le sue splendide labbra, assumere la posa di un sorriso genuino.
‘Lo so –rispose- che tu vuoi scoparmi. Ogni volta è così’ disse divertita.

La sincera ed esatta risposta mi lasciò interdetto ma fu lei a togliermi dall’imbarazzo del momento, slacciandosi la camicetta e lasciando fuoriuscire un seno perfetto dominato da due capezzoli irti come fusi e pronti per essere leccati e morsicati dolcemente.
La raggiunsi sul divano permettendole così di accarezzare il mio uccello già in tiro.
‘No, portami a letto…voglio stare comoda’.
Si tolse la gonna sfilandosela con destrezza e restando con un paio di tanga che mettevano in mostra un culo tondo e sodo.
Raggiunto il letto iniziai a baciarle il collo da dietro e facendo strusciare la mia verga al suo fondo schiena. Le mani corsero ad afferrarle il seno per stringerlo mentre lei accompagnava con sospiri i miei movimenti.
Si rivoltò ponendosi di fronte e afferrando l’uccello che iniziò a masturbare prima di abbassarsi per inghiottirlo con voluttà.
La mia voglia era al massimo e con una certa brutalità e senso di possesso, incominciai a scoparle la bocca divertendomi a togliere l’uccello per poi infilarglielo nuovamente fino a farlo sparire tutto al suo interno.
Una esplosione di piacere mi pervase all’improvviso e a occhi chiusi, sentivo la ragazza inghiottire ogni stilla del mio sperma prima che continuasse a spompinarmelo ancora.
Le afferrai le gambe posizionandole sulle mie spalle e le penetrai la fica già umida di piacere, cambiando di tanto in tanto, posizione, velocità e forza di penetrazione. Nel mentre continuavo a stringerle il seno, divertendomi a strapazzarle i capezzoli ben duri e tutt’altro restii ad essere appagati.

Sentii che godeva ma che non aveva intenzione di smettere.
Le venni dentro la fica calda ma non ero ancora pago di tutto quel tesoro che mi trovavo a letto. La misi a pecorina, leccandole in un anilingus l’orifizio per inumidirlo e poi infilandoci la lingua dentro. Sapevo che è una cosa che manda in estasi le donne e potevo vedere l’effetto che provocava al buco palpitante di desiderio. Le presi la testa per farmelo succhiare di nuovo e permettere così al cazzo nuovamente duro, di entrarle dentro al culo. Non fu difficile capire che era il tipo di cosa che voleva fare e che le procurò una serie di orgasmi salutati da gridolini e singulti.
Venni in lei per la terza volta prima di abbandonarmi sul letto intriso di umori. Lei sorrise soddisfatta ‘sei bravo a scopare una donna. Quasi quasi sembreresti un macho colombiano…’.
Rise di gusto e nello stesso istante, il piccolo reclamò le attenzioni che meritava.
‘Devo andare’ disse in tono professionale prima di alzarsi nuda dal letto per raggiungere il bambino.

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