La mia prima volta in un club trasgressivo

esperienze club trasgressivo

La mia vita scorreva in una maniera tremendamente monotona.
Il lavoro si alternava al riposo in famiglia, con qualche breve intermezzo composto dalle solite ipocrite relazioni sociali.
-“Come fa oggi Signor T.?”
-“Tutto bene Rosina, grazie. Tuo figlio?”
-“Sta bene, grazie.”
Che signora cortese Rosina, eppure anche quella cortesia cominciava a infastidirmi.
Tutto proseguiva in maniera piatta, col solito andamento mediocre, mentre in me cresceva il desiderio di provare nuove travolgenti passioni e di esplorare il torbidume del mio spirito, abbracciando le mie più umane inclinazioni.
Sempre più seccato da questa generale insoddisfazioni arrivai in ufficio determinato ad attuare qualcosa che mi permettesse di sfuggire alla monotonia.

Un’ingiustificata tensione sessuale mi portò a convogliare la mia frustrazione sulla sfera erotica, spingendomi alla decisione di avventurarmi nel club trasgressivo di cui Giovanni mi aveva parlato qualche giorno prima.
Decisi che mi ci sarei recato all’uscita dal lavoro, inventando una qualche cena aziendale per giustificare il mio tardivo ritorno a casa. Pregustai il momento della mia evasione per tutta la giornata, fantasticando su ciò che avrei trovato una volta giunto nel locale. Comunicai a casa il mio ritardo, cercando di celare al meglio l’entusiasmo nascosto dietro il mio apparente rammarico.

Alle 8 riordinai le mie cose, spensi il computer e mi diressi verso quel fantomatico indirizzo. Il club era collocato in una zona poco frequentata, al primo piano di un palazzo, sopra ad un comunissimo bar. Parcheggiai la mia automobile ed entrai.

-“Buonasera, cosa posso fare per lei?”- mi chiese la ragazza al bancone.
-“Sono qui per la serata al piano di sopra.”
-“Prego, si accomodi, le faccio strada.”
Salimmo un’elegante scala a chiocciola che ci condusse ad un pianerottolo con due porte.
-“La porta a destra è il bagno, se dovesse averne bisogno, mentre nell’altra troverà ciò per cui è venuto.”
Con queste parole la ragazza si congedò da me lasciandomi solo in quella strana atmosfera, in preda ad uno strano cocktail di tensione ed eccitazione.

Presi un profondo sospiro ed aprii la porta.
Di fronte ai miei occhi si si compose una scena di indescrivibile lussuria, formata da una scenografia sofisticata di mobili antichi e tessuti eleganti, all’interno della quale si muoveva una gran varietà di splendide donne seminude e uomini inappuntabili che non si preoccupavano di nascondere la propria eccitazione.
-“Venga avanti, non abbia timore.”

Mi disse una giovane donna bionda invitandomi a partecipare alla festa. Vincere la mia timidezza le fu facile: le bastò raccogliere dal mio fianco la mia mano, poggiandosela su un tenero seno. La consistenza di quella carne giovane spezzò ogni mia titubanza, introducendomi in quel mondo nuovo e perverso. Potevo sentire il suo roseo capezzolo inturgidirsi a contatto col tepore della mia mano, mentre lei compiaciuta mi guardava sorridente. Ormai certa del mio consenso, si avvicinò a me e mi accarezzò il petto; sbottonandomi la camicia mi accompagnò a sedere su un divano.

Avvolto in quella spirale di eccitazione avevo dimenticato tutte le frustrazioni che avevano pervaso la mia giornata, beandomi delle sue carezze leggere e dei saporiti baci che ora mi dava. Le sue mani delicate viaggiarono sul mio petto nudo accendendo in me miliardi di desideri e sensazioni nuove. Mentre le mie mani esploravano sempre più audacemente le sue sinuose forme, un’altra donna, stavolta dai capelli castani, si avvicinò gattoni alle mie gambe, fino a poggiare la bocca sul cavallo dei miei pantaloni.

Le sue mani sbottonarono la chiusura liberando gli effetti evidenti della mia eccitazione e le mie fantasie presero vita nel tocco umido della sua lingua sulla mia intimità. Il mio sesso pulsava apprezzando al massimo la sensazione di quella lingua che lo accarezzava, quando anche la donna bionda lentamente scese a prendere parte alla festa che si stava sviluppando tra le mie gambe. L’immagine di quelle due intriganti figure intente ad assaporare le mie protuberanze portò presto la mia emozione al culmine, liberando i succhi della mia eccitazione. I miei sapori furono benevolmente accolti da quelle amorevoli labbra che ripetutamente se li passarono da una bocca all’altra, stuzzicando le idee perverse di chiunque assistesse al libidinoso spettacolo.

-“Benvenuto tra noi!” Disse un uomo seduto sul divano di fronte al mio, intento ad osservare le tenere attenzioni che le due giovani si dedicavano. Stremato dall’intensità dell’esperienza, risposi con un semplice sorriso. Aveva ragione, ero ormai fieramente diventato uno di loro, ed avevo tutte le intenzioni di apprezzare ogni risvolto che queste nuove situazioni potessero offrirmi.