Racconti erotici tradimenti – Appuntamento con l’amante – parte I

Racconti tradimenti: erotiche piccole trasgressioni

Ci siamo dati appuntamento nel parcheggio dell’Hotel di domenica pomeriggio, dopo giorni di nevicate. Indosso la lingerie delle grandi occasioni, nuova, perché mi sembrava di “tradirlo” indossando quella che uso con mio marito. Il termometro segna meno tre e ai lati delle strade la neve ingrigita congelata rallenta la circolazione. Ho freddo perché il bustino con reggicalze lascia passare l’aria gelida e per scaldarmi punto il termostato della macchina a 27 gradi. Sopra alla biancheria di pizzo nera ho un semplice vestito di lana color cammello, più adatto al pomeriggio di shopping tra amiche che ho inventato per scappare letteralmente di casa. Forse sarei potuta uscire senza dare spiegazioni e l’ameba non se ne sarebbe accorto, assorto com’era nei suoi giochi al pc.

appuntamento extraconiugale
Nel frattempo il mio amante mi afferra e butta sul letto, con un movimento repentino si getta su di me.

Parcheggio la macchina e inizio a guardarmi intorno cercando la sua. Sento bussare sul finestrino del passeggero e oltre al vetro appannato vedo il suo viso e un sorriso imbarazzato. E’ la prima volta che ci incontriamo qui, perché pomiciare in macchina come due ragazzini è divertente finché non ti imbatti nei carabinieri e questi ti chiedono i documenti e se tu sei una prostituta. Se vuoi avere relazioni extraconiugali è opportuno mantenere un basso profilo, quindi farsi schedare non è consigliato.

La signora alla reception ha l’aria di chi ha visto le coppie più improbabili avventurarsi tra i corridoi anni ’70 con la moquette marrone e ci sorride svogliatamente. Mi chiedo se anche noi sembriamo male assortiti ai suoi occhi o a quelli del mondo intero. Molto spesso ci siamo chiesti come sia possibile che le nostre strade si siano incrociate e, soprattutto, che le nostre menti siano tanto affini quanto le nostre vite apparentemente incompatibili.

Ci infiliamo nel piccolo ascensore e, mentre stringo in mano la chiave della stanza, i nostri occhi si incontrano con intesa; entrambi siamo ansiosi di restare soli dietro a una porta e al contempo impauriti per l’intimità che finalmente condivideremo. Varchiamo la soglia e improvvisamente percepiamo uno sbalzo termico di almeno dieci gradi, di fronte al letto c’è uno specchio a parete e capiamo che per quanto povero e minimalista sia lo spazio, è una vera alcova. Appoggio il cappotto su una sedia e resto in piedi, impietrita, colta da improvvisa timidezza a guardarlo mentre seduto sul bordo del letto mi aspetta. Mi avvicino lentamente e lui con una mano afferra un lembo del mio abito di lana, attirandomi a sè. I miei sensi sono acuiti, ascolto il cuore che batte velocissimo e la nuca che inizia a sudare, mi concentro sui peli del pube, appena accorciati e sulla pelle ancora arrossata di ceretta. (Chissà se mio marito si è accorto che sono stata in bagno due ore a depilarmi prima di uscire.) Nel frattempo il mio amante mi afferra e butta sul letto, con un movimento repentino si getta su di me, col viso a un centimetro di distanza fissandomi negli occhi, quasi a volermi leggere i pensieri. Ha uno sguardo buono e vedo riflessa in lui l’immagine di una donna bella e seducente – che dovrei essere io – e solo questo mi eccita ancora di più.

All’improvviso il silenzio viene rotto da un rumore simile a un lamento, entrambi tratteniamo il respiro per concentrarci sull’udito e capiamo immediatamente che è la voce di una donna che ulula, presumibilmente durante l’orgasmo. Dopo pochi secondi si aggiunge anche una voce nettamente maschile, più simile ad un cane con l’asma e questo accoppiamento animalesco, dalle sfumature grottesche, invece di inibirci scatena l’effetto opposto e finalmente ci abbandoniamo ad bacio lento e profondo. (continua…)

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