Un weekend di sesso in spiaggia al tramonto

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Partire per un weekend da sola, lasciandomi alle spalle lo stress dello studio, questo era il mio programma per i prossimi giorni.

In macchina ci misi poco più di un’ora e mezza, era un lunedì mattina e non trovai traffico in autostrada. La casa al mare era sopra ad un promontorio piuttosto isolato ed apparteneva alla nostra famiglia da ormai una cinquantina di anni. Era stata rinnovata, restaurata e rimodernata ed era diventata il mio angolo di pace quando avevo bisogno di una pausa dal mondo.

Non appena misi le chiavi nella toppa, capii che la porta era in realtà già aperta. Tremai al pensiero che i ladri fossero entrati in nostra assenza ma non ebbi nemmeno tempo di pensare ad una strategia che fui inondata da abbracci e gridolini convulsi.

‘Non è possibile’, pensai.
I miei genitori erano arrivati la sera prima per incontrarsi con amici di vecchia data, cogliendo l’occasione per una festosa rimpatriata.
Non avevo avvisato nessuno del mio arrivo, perché quella era ormai considerata la mia seconda casa. Con disappunto, andai in camera mia e cominciai a disfare la valigia.

Arrivò il momento di scendere per conoscere gli altri ospiti e cercando di non far trasparire l’arrabbiatura per la mia vacanza in solitaria ormai irrimediabilmente rovinata, mi vestii del miglior sorriso e scesi in piscina.

Rimasi interdetta per un secondo. Loro erano i migliori amici dei miei genitori durante il loro periodo fanciullesco e mai avrei immaginato di vedere tanta allegria nei loro volti. Erano sereni e felici, ma qualcosa mi bloccò per un attimo il respiro.

‘Serena, vieni, ti vogliamo presentare Nicholas, tuo coscritto e il tuo fidanzatino quando eravate piccoli’ – disse ridendo mia madre accompagnandomi per mano verso un ragazzo dall’aria divertita.

Strinsi la mano a quel ragazzo biondo e dai capelli arruffati. Era semplicemente stupendo. Occhi color nocciola, un sorriso da far svenire chiunque.
Accogliendo le richieste dei più adulti di andare a preparare dei drink, io e Nicholas, a detta di tutti più esperti baristi della casa a causa della giovane età, ci defilammo in cucina tra ghiaccio e alcool.

‘E così tu sei Serena. Ma ti ricordi quanto giocare da piccoli? Mi hanno detto i miei genitori che ti inseguivo spesso perché volevo vedere le tue mutandine‘ – mi chiese con un sorriso sornione mentre pestava della menta in un bicchiere.
Rimasi colpita dalla sua schiettezza. Forse, anche un po’ eccitata.
Chissà, magari le voleva vedere ancora, le mie mutandine.

Fu molto divertente richiamare alla memoria fatti ormai dimenticati e quando si fece il tramonto, i nostri genitori ci abbandonarono in sala per ritirarsi nelle loro stanze prima della cena.
Io presi il bicchiere di vino bianco e mi affacciai alla vetrata che offriva una vista mozzafiato sul mare rischiarato dal sole color fuoco che spariva all’orizzonte.

Adesso è il momento giusto per fare il bagno, quando ti bacia il saluto del sole ed il mondo è deserto, sono tutti a prepararsi e la serata aspetta solo gli audaci’- dissi con una punta di malinconia.
Non feci tempo a finire il sorso, che una mano mi prese con foga e mi tirò verso la porta d’ingresso.

‘Se non ora quando? La spiaggia ci sta chiamando, andiamo’ – disse Nicholas porgendomi il telo mare appeso all’ingresso.

Dopo una camminata di qualche minuto, ci ritrovammo sulla sabbia umida ma ancora calda dal sole del giorno e guardandoci intorno notammo che eravamo soli in quella laguna così incontaminata ed ospitale.
Fare il bagno al tramonto mi ha sempre affascinato e mi tuffai subito nell’acqua tiepida. Non indossavamo un costume, la pelle era illuminata dal colore del sole che stava sparendo e che ci guardava curioso.
Nicholas mi strinse da dietro e capii al volo che il mio corpo desiderava il suo come mai prima nella vita.

‘Vuoi ancora vedere le mie mutandine?’ – chiesi sospirando le parole accanto alle sue labbra salate.

Mi baciò con delicatezza all’inizio, senza dire una parola. Poi le nostre mani si cercarono freneticamente ed i corpi cominciarono a fondersi in una danza lenta ed erotica.
I baci divennero sempre più profondi.
La sua lingua era così attraente ed i suoi occhi vogliosi così eccitanti che non pensai neanche per un momento al fatto che chiunque potesse vederci, anche da casa nostra.

Mi fece godere e le mie urla si persero tra i fiotti delle onde

Rimase il nostro segreto. Quell’appuntamento divenne un desiderio eccitante da dover esaudire ogni sera per tutta la durata della vacanza.
Di giorno, davanti a tutti, solo due amici di sempre che condividono il campo da tennis ed una cena in famiglia.
Dopo il tramonto, da soli, ritornavamo ad essere due amanti che si donavano un piacere del tutto esclusivo.