Sesso in un carro di Carnevale

racconto sesso carnevale

Avete mai fatto sesso su un carro di Carnevale?

Indosso la mia maschera di piume nere. Sempre la stessa, tenuta con cura in un cassetto vicino al letto. Le metto per le grandi occasioni. Lo sanno gli amici del mio gruppo che quando la porto davanti agli occhi c’è una scintilla che si accende in me. Una maschera a volte serve per distanziarsi dalla realtà, altre volte invece è un mezzo per esprimere la propria anima, i propri desideri più intimi. La mia maschera di piume nere è uno dei vezzi più sinceri che abbia.

Sono in uno dei carri di carnevale che tra poco sfileranno in paese, in mezzo alla folla più caotica. Non amo il caos, sono una di quelle che nelle feste ama stare in un angolo a guardare.

Da quando abito qui è stato impossibile negli anni non prendere parte al Carnevale e alla tradizione dei carri, tutti i miei amici hanno passato gli ultimi mesi riuniti ogni sera a creare con la cartacrespa questa struttura pazzesca che proprio ora sta per entrare in paese, in coda assieme agli altri carri.

Il nostro è ispirato a venezia, non proprio il massimo dell’originalità. In modo abbastanza trash abbiamo creato una sorta di gondola. Sul carro c’è tutto il nostro gruppo travestito da marinai e gondolieri. Sì, decisamente trash. Per questo mi sono rintanata nel mio posticino preferito, una piccola cabina chiusa al centro del carro con delle finestrelle di plastica oscurate. L’abbiamo pensata così io e Carlos. L’abbiamo pensata per farci delle zozzate durante la sfilata e visto che a nessuno dava fastidio l’idea, eccola qui. Una cabina piccina con dei cuscini rossi quasi come fosse il rivestimento di una poltrona. Mi sono immaginata più volte la scena: io qui appartata, Carlos che entra con la maschera e si avvicina a me. Lo spazio ristretto dove potergli fare un pompino in mezzo a tutti. In bella mostra senza che nessuno possa sospettare nulla. Da soli, tra la gente. L’idea ci ha fatto fantasticare a più non posso. Carlos non è il mio fidanzato, non ancora almeno. Mi piace fare sesso con lui, ma non facciamo progetti per ora. Vogliamo sentirci audaci, selvaggi, avidi.

Ora siam qui e il chiasso pulsa sulle finestrelle di plastica e la musica del carro di unisce alle grida della gente. Non si riesce a parlare e francamente non ce n’è bisogno. Faccio scivolare la mia coscia fuori dal mantello nero che indosso per aprire i lembi del tessuto e lasciare in bella mostra lo spazio tra le mia gambe. Indosso solo un paio di culotte di pizzo. Ho qualche leggero tremolio per via del freddo, siamo pur sempre all’aperto, ma il mantello mi copre le spalle e Carlos alimenta il mio calore. Con la sua mano avvolta in un guanto bianco comincia a toccarmi l’interno coscia mentre senza troppa grazia si slaccia i bottoni del suo costume da gondoliere e si tira fuori l’uccello già duro e pronto per me.

Siamo seduti l’uno a fianco all’altra, un po’ costretti dalle dimensioni ridotte dello spazio che occupiamo e l’atmosfera ci rende euforici. Attorno a noi è pieno di persone, in alcuni momenti ci sembra quasi che ci stiano fissando, anche se sappiamo essere impossibile. Mi piego in avanti verso il pene di Carlos mentre percorro con la lingua la sua erezione. Ne assaporo la durezza, i nervi e un gusto quasi dolciastro che voglio sentire meglio. Lo prendo in bocca e con la lingua eseguo giochi attorno al glande. Lo succhio e lo tengo dentro spingendomelo fino alla gola perché lo voglio sentire tutto. Carlos mi accarezza la testa e con la mano sui miei capelli segue il movimento della mia testa.

Quando esplode tra le mie labbra ingoio subito per non lasciare tracce. Carlos mi pulisce le labbra con il pollice del suo guanto bianco e si riassetta per uscire dal piccolo cubicolo. Mi stendo soddisfatta sui cuscini rossi e mi rimetto a osservare la folla attorno a noi, quando la porticina si apre di nuovo. E non è Carlos a varcare la soglia.

Mi basta uno sguardo. Poi il mio assenso. E ho voglia di un nuovo giro. Vedo alla finestrella Carlos agitare le braccia verso la folla e penso anche a lui mente questo nuovo uccello si libera nella mia bocca di nuovo vogliosa.

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