Sesso forte, sculacciata e inculata come piace a lei

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Si usa dire che l’abito non faccia il monaco ma non è sempre vero. Voglio raccontarvi il caso dell’Ilaria, una giovane donna che quando passa, allieta la visione di noi che viviamo in una cittadina nel pieno cuore dell’Emilia.
Immaginate dei caldi pomeriggi estivi quando nessuno si azzarda di uscire per strada e si rimane rintanati dentro al bar per godere dell’aria condizionata, quanta può essere l’attenzione che suscita la Ilaria che, indossando un vestitino che non copre nulla del suo esplosivo corpo, passa per la piazza centrale sculettando come una ossessa.
Fin dalla prima volta che questo accadde, tutti i maschi del paese, non ebbero in mente che solo una cosa: come sarebbe stato fico farsi la Ilaria.

Per me, come per tanti, quella ragazza così provocante mi faceva perdere il sonno e posso confessarlo tranquillamente, molte sono state le volte che me lo sono menato ad occhi chiusi pensando a quei capezzoli che trasparivano dalla maglietta bianca attillata che era un vero e proprio inno al sesso.
Ilaria esibiva con orgoglio il suo fisico perfetto che faceva impazzire giovani e vecchi soprattutto quando si metteva di profilo e si potevano ammirare le forme sinuose che evidenziavano un culo alto e sodo di tutto rispetto, un addome piatto che scivolava verso due gambe ben tornite, un seno eretto e tosto dove i capezzoli erano superbamente ritti in ogni momento.

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Ma oltre al personale che meritava di essere consumato dagli sguardi, quello che intrigava dell’Ilaria era la sua aria da porca che emanava sempre. Era come se fosse consapevole (e lo era!) dello stato di eccitazione che causava agli uomini e non si sapeva se questo fosse un segno divino o un regalo della natura. Fatto sta che non c’era maschio che risultava refrattario a quella donna, divenuta il sogno erotico del nostro tranquillo paesino della Bassa.

Tra i tanti è toccato a me

Il giochetto dell’Ilaria era quello di provocare. Il suo modo di porsi, di vestirsi, di camminare, di parlare…era una sorta di esca che lanciava ai maschi per divertirsi, ma pronta a ritirare su la lenza per far lasciare a bocca asciutta chi era caduto nella sua trappola.

Ma Ilaria era proprio così oppure ci marciava? Le chiacchiere del paese raccontavano di uomini che ci avevano fatto di tutto e di più, di storie di sesso estremo, di insaziabilità che rasentava la ninfomania…ma in fondo, nessun ‘oratore’ aveva dimostrato la veridicità della sua storiella che finiva per sommarsi a quelle raccontate prima.

Ci fu un giorno nel quale la fortuna bussò alla mia porta e fu quando il mio datore di lavoro mi incaricò di andare da un cliente a regolare il suo condizionatore. Quando suonai al campanello con la mia valigia degli attrezzi, tutto avrei potuto immaginare tranne di vedere la Ilaria dischiudere l’uscio per farmi entrare. Con non poca sorpresa balbettai qualcosa mentre varcavo la soglia e solo giunto in sala ebbi modo di osservare la donna dei miei sogni.
Praticamente indossava una specie di kimono leggero di colore bianco che metteva in risalto la sua carnagione color bronzo e l’attaccatura del seno che si intuiva libero da qualsiasi costrizione.
‘Il clima va benissimo – disse – era solo una scusa per avere te in casa’.

Rimasi di sasso. Perché io? E come si era accorta della mia esistenza? Quesiti destinati a restare senza risposta.
‘Mi piaci con la tua aria ingenua – aggiunse – e voglio che mi inculi ora’ e, così dicendo con voce roca, si slacciò il kimono facendolo scivolare sul pavimento.
Quello che mi apparve fu una visione sublime: un corpo più che perfetto che pareva addirittura fin troppo bello. Ilaria si inginocchiò davanti a me sbottonandomi i jeans e facendo scivolare le sue mani dentro i miei slip che già si erano gonfiati dall’eccitazione.

Giocare in modo selvaggio

Mi trovai catapultato sul divano in un attimo con i pantaloni calati e gli slip che avevano fatto la stessa fine. Stavo godendo l’andirivieni della testolina di Ilaria e del solletico che i suoi capelli mi stavano provocando mentre succhiava golosamente il mio uccello trasformato in un pezzo di marmo dalla eccitazione. Sapeva come fare un sontuosa pompa, mordendomi la cappella quando si stava accorgendo che ero vicino a venire per continuare a leccarmelo e succhiarmelo ancora più a lungo.
L’esplosione dentro la sua bocca fu tuttavia inevitabile ma Ilaria continuava a spompinarmi per non farmi perdere l’erezione anche se non ce n’era bisogno.
Poi si staccò da me e, mettendosi a pecorina precisò ‘ ti ho fatto venire così ora puoi incularmi per più tempo’ e così dicendo offerse il suo orifizio.
La mia verga era ben lungi dal farsi pregare e, dopo aver passato la mia mano bagnata sull’appetitoso buchetto che mi aspettava, la infilai con un preciso colpi di reni che provocò un gemito all’Ilaria.
Il buco era decisamente stretto ma con l’andare dei miei colpi lo sentivo allentarsi mano a mano fino a permettere la penetrazione totale del mio uccello che aveva preso un vigoroso ritmo. Potevo vedere Ilaria chiudere gli occhi e aprirli per rotearli un attimo prima di serrarli nuovamente mentre la bocca socchiusa dimostrava il suo piacere. Piacere che si tramutò in godimento quando cominciai a schiaffeggiarle le chiappe che prima afferravo per incularla bene e poi prendevo a schiaffi per farla sentire dominata in modo integrale.

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Sentivo i suoi umori tracimare da quella fica che ancora dovevo conoscere ma che al momento mi stava negando volendo essere sodomizzata. Esplosi nuovamente ma stavolta dentro al culo proprio mentre Ilaria stava raggiungendo un nuovo orgasmo che, però, non la sfiancò del tutto.
Come una medusa si staccò da me e guadagnò la posizione che le permetteva di riprenderlo in bocca e, dopo averlo pulito per bene, continuare a spompinare.
Il mio uccello rispose presente e Ilaria mi guardò con un sorriso come per dire ‘vedi?’ e mi offerse nuovamente il culo perché glielo sculacciassi, cosa che feci provando piacere. Poi mi sdraiai sul divano per permettere ad Ilaria di impalarsi su di me alternando al culo anche (finalmente) la sua fichetta pelosa.
Venni per l’ultima volta quel giorno e proprio all’interno di quel favoloso culo che la faceva tanto godere sia quando veniva schiaffeggiato che quando violato con decisione.
Non raccontai a nessuno di quella prima volta anche perché sarebbe stato difficile crederci. Andai molte altre volte a casa dell’Ilaria per incularla e sculacciarla come piace a lei.