L’educazione erotica con il mio professore

sesso con il professore

Il lampadario ondeggia disegnando cerchi regolari sopra alla mia testa. Sono stesa a terra, al centro del salotto di una casa sconosciuta e aspetto. Aspetto che Nicola si svegli e nel frattempo mi concentro sui dettagli dell’arredamento. La casa è in ordine, piuttosto minimalista per non dire spartana. L’unico angolo caldo, traditore della personalità dell’inquilino è la libreria a parete dentro cui è stato posizionato anche il televisore. Piccole miniature di automobili e moto di ogni epoca, si alternano a libri di narrativa dalla natura decisamente eclettica. Lo stupore nell’ammirare una composizione tanto curata quanto inaspettata anima in me la curiosità verso il ragazzo steso al mio fianco.

Sono finita qui spinta da ragioni che credevo di conoscere, ma ora mi sento confusa.

Mi alzo e decido di perlustrare l’appartamento alla ricerca di segreti scabrosi. Non è possibile che quegli occhi furbi, mascherati da un ciuffo di capelli troppo lungo e le labbra perennemente tirate in una smorfia sdegnata, incorniciata da una folta barba scura, non nascondano qualche piccola e prelibata perversione.

Nicola è un insegnante di letteratura italiana all’università e io sono la sua alunna migliore, nonché la più rompiscatole. Quando alzo la mano per rispondere alle sue domande, lui rivolge velocemente gli occhi al cielo. Raramente ride delle battute che condiscono le mie risposte sagaci e più mi impegno per stupirlo, più percepisco di annoiarlo. Ha l’aria sfuggente e rigida di chi traveste la propria natura e questo mi attrae. La sfida e la conquista sono elementi irresistibili, anche per una che come me crede di essere più intelligente della media.

Non ho dovuto fare molto per azzerare la distanza. Ieri sera l’ho trovato in centro, a bere una birra da solo ed è servito un istante per rendermi conto che mi stava aspettando.

Chi sia la preda e chi il cacciatore, a questo punto, non è per nulla chiaro.

Indago silenziosamente negli angoli più riparati della casa, apro le ante dell’armadio, frugo nei cassetti in bagno e, pezzo dopo pezzo, delineo i contorni di una persona precisa, meticolosa, maniacale. Mi sto convincendo di aver sbagliato riguardo alla natura nascosta di Nicola, in fondo il sesso tra noi è stato regolare, appagante ma privo di originalità, quando in camera da letto, dietro a una pila di fumetti vintage, scopro un piccolo tesoro composto da dvd porno piuttosto singolari. I titoli sono in francese e hanno l’aspetto vissuto, leggo una data e capisco che sono degli anni ’80. Una persona ordinata, giustamente, accorpa il vintage assieme. D’altronde, la mescolanza tra supereroi appartenenti al mondo dell’infanzia e della prima adolescenza, segna il percorso perfetto per l’approdo alla masturbazione più matura, quasi raffinata, di un ragazzo istruito. Sorrido mentre scruto la copertina di Le nouveau sex e non mi accorgo che ora Nicola è sveglio, in piedi, al mio fianco. Non è arrabbiato per l’intrusione nella sua privacy. Al contrario sembra eccitato e sollevato per questa mia scoperta.

“Lo vuoi vedere?”

“Che cosa? Il film? Adesso?” replico stupita.

“Sì, ovvio, il film che hai in mano. E’ un’ottima scelta”, spiega senza trapelare alcun sentimento nella voce.

Il video comincia e la prima scena mostra due protagonisti (uomo e donna) posti di fronte alla telecamera, intenti a masturbarsi reciprocamente. La ragazza bionda mena in modo energico il pene eretto e snello del partner, che a sua volta traffica furioso con le dita dentro a un cespuglio di peli neri che nasconde i dettagli del sesso femminile. Sono seduti sul bordo del letto e non sembrano divertirsi particolarmente. Non c’è musica, solo il respiro pesante degli attori che muti, proseguono a sollecitare sugli organi dell’altro, guardando fisso nell’obiettivo.

“Ma ti eccita questo porno vintage/di nicchia/francese? Seriamente”.

“Aspetta, non avere fretta”.

Ubbidisco e resto immobile a fissare lo schermo, finché tutto questo sesso esplicito e brutale, privo di ogni abbellimento, non nutre in me uno strano desiderio e, d’improvviso, decido di imitare la protagonista, iniziando a toccare il membro di Nicola.

Siamo rimasti nudi tutto il tempo e la sua erezione è talmente sfacciata che mi stupisco di non essermene accorta prima. Anche io mi sto bagnando e una mano prontamente arriva a saziare la fame sopraggiunta.

Strofino il palmo lungo l’asta fino alla punta e scendo, poi mi avvicino con la bocca e inumidisco  il membro generosamente, per ridurre l’attrito. Capisco che questa scelta funziona perché il suo respiro aumenta e non riesce a trattenere un paio di gemiti.

Nel frattempo lo schermo ci propone un’interessante evoluzione della scena. Ora i due protagonisti sono stesi sul letto in un classico sessantanove.

“Qualcuno ha mai goduto veramente con un sessantanove”? sussurro con voce interrotta dal piacere che inizia a crescere anche per me.

Nicola sorride e interrompe il movimento, e ordina “proviamo”.

Acconsento e mi piazzo sopra di lui, porgendo la mia figa, molto più depilata di quella della bionda francese, alla sua bocca e con reciprocità infilo il suo cazzo ancora tonico il più possibile in bocca, quasi in gola. Mi impegno a succhiare, a menare con la mano, a solleticare le palle, a leccare l’asta con lentezza e precisione e risalire sulla punta, disegnandone attorno al glande cerchi perfetti. Assaporo ogni centimetro della pelle del suo arnese sempre più gonfio, cercando di ascoltare anche le sensazioni che provengono dalla mia vulva. Nicola la tocca, la infilza con le dita, con la lingua, la  solletica ed è stranamente più attivo più energico. Sullo sfondo la coppia del film ha iniziato a godere e finalmente in scena compaiono anche altri attori, per dare vita una piccola orgia, rispettosa e molto francese. Questo contengo produce in me la reazione opposta e comincio a schiacciare sempre di più la figa sulla faccia del mio insegnante, come se volessi indurlo a morderla e a ferirmi.

Capisce benissimo cosa sto cercando di ottenere e, sollevandomi le natiche con le mani, si sposta, togliendomi il cazzo di bocca, fino a portarlo dentro di me. Ora è seduto e io accovacciata sopra di lui, con le gambe divaricate quasi a cavalcarlo, gli porgo la schiena e lascio che mi penetri furiosamente.

Il ritmo dei nostri corpi è cambiato, ci muoviamo pieni di fame e rabbia. Lasciamo che quella natura repressa, presente in entrambi, esca e comunichi attraverso la carne. Poco dopo ci spostiamo ancora; finisco inginocchiata, con il volto rivolto verso lo schermo e Nicola dietro di me, che lecca il mio ano prima di entrarci senza troppa gentilezza. Inarco la schiena mentre aspetto che il dolore iniziale lasci il posto al piacere e guardo verso lo schermo. I francesi ora hanno scambiato le coppie e mentre gli uomini prendono le donne da dietro, queste sono rivolte l’una verso l’altra e si baciano toccandosi reciprocamente i seni. Nessun rumore, nessun gemito, solo i miei orgasmi trattenuti e il fiato corto dell’insegnante, ormai pronto a gettare il suo sperma su di me, scaldandomi la schiena con una frustata di sborra.

Il film prosegue mantenendo la stessa inquadratura, alla quale si aggiungono progressivamente nuovi personaggi, nuove posizioni, nuovi sessi da assaggiare e penetrare, fino a che il letto e la piccola stanza diventano troppo piccoli per il numero di attori e l’orgia diventa un cumulo di corpi nudi, ammassati e imperturbabili, quasi annoiati e distinguo chiaramente la rappresentazione di un girone infernale.

Il sesso e la colpa, il sesso come condanna, ecco cosa eccita il mio insegnante preciso e ordinato. Oggi io sono la sua colpa, la sua condanna, la perdita del controllo e sento che tutto questo mi seduce, risvegliando una fame a me sconosciuta e, incurante della sua stanchezza, mi giro e salgo sopra di lui. Mi prodigo per rianimare velocemente il suo cazzo ammosciato e non trovo nessuna reticenza, anzi, gli occhi di Nicola brillano di feroce sorpresa. Lo cavalco e mi prendo un pezzo in più della sua anima e del suo corpo. Ci conduco al limite e vado sempre oltre, ingorda. Capiamo che oggi nessuno dei due potrà trovare pace e gridiamo la resa negli ultimi laceranti versi di piacere che riusciamo a procurarci.