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Quella sera ero particolarmente stanca e non mi andava di uscire. Fuori pioveva ed ero appena tornata dalla palestra: fare la doccia mi aveva in parte svegliata, ma non abbastanza per affrontare una festa come quelle che organizzava Gaia. Serena, la mia migliore amica, insisteva da una settimana perché la accompagnassi: ci sarebbe stato Dario, il ragazzo dei suoi sogni da tre mesi a quella parte, e sperava che musica ed alcol l’avrebbero aiutata a superare l’imbarazzo. Presi un caffè. Mi vestii con una minigonna a caso, un top sbarazzino e un paio di zeppe. Indossai anche il mio tanga portafortuna: magari avrebbe indirettamente aiutato Serena.

69 raccontiUn’oretta dopo io e la mia best varcammo la soglia della villa di Gaia. Non eravamo mai state a casa sua e conoscevamo i suoi party solo per sentito dire. Tutti li definivano da sballo, ma non potevamo immaginare fino a che punto lo fossero. La vista che ci si parò davanti ci sorprese: non c’era una sola persona che fosse ancora vestita. Tutti erano presi da un’assurda foga animalesca e scopavano come se non ci fosse un domani. Lì per lì, rimasi interdetta. Ok, non ero e non sono una santa, ma quello mi sembrava troppo.
Guardai Serena in modo eloquente: lei capì che volevo andare via. Aspettai che mi facesse un cenno, ma niente: per la prima volta da quando ci conoscevamo non riuscii a capire cosa le stesse passando per la mente. “Baciami” esclamò all’improvviso. “Sei impazzita??” risposi esterrefatta. “Guarda Dario”. Rivolsi lo sguardo lì dove lei indicava. “Ce l’ha in mano e si masturba guardando quelle lesbiche limonare”. “Oh cielo…Mi dispiace”. “Tranquilla. Non dispiacerti. Ho capito che è un porco, ma sai una cosa? Non mi interessa. Mi piace e voglio scoparmelo. Adesso. E se si eccita vendendo ragazze pomiciare tra loro, lo accontenterò”. Non feci in tempo a replicare che lei avevà già posato le sue labbra sulle mie e le muoveva al ritmo della musica house di sottofondo. “Serena, fermati. Non fraintendermi: sei una gran gnocca, ma io sono etero. E poi non voglio scopare con nessuno stasera. Andiamocene!”. “Ti prego!” insistette “Non sei costretta a fare niente: voglio solo attirare la sua attenzione! Lasciami fare questa follia. Una volta che l’avrò avvicinato, tu potrai andare via: troverò un altro passaggio. Dai! Per te sarà solo un gioco e per me una grande rivincita”. Come potevo dirle di no? Riprendemmo a baciarci. Era strano, ma bello: non avevo mai baciato un’altra ragazza, però con Serena c’era del feeling incredibile. Le nostre labbra erano sincronizzate e le lingue continuavano a scontrarsi con una dolcezza che gli uomini non possono capire. Cominciai a bagnarmi. Prima che potessi rendermi conto di quello che mi stava accadendo, Serena tolse il suo vestito e sfilò il mio top. Non indossavo il reggiseno, per cui rimasi a petto scoperto, lì, davanti a tutta quella gente. Le mani della mia amica finirono sui miei fianchi e la lì sempre più sù, fino a sfiorarmi i capezzoli. Rabbrividii e lei se ne accorse. Mi guardò con malizia e, ridendo, si denudò totalmente, mi spinse su un divano e mi saltò addosso. Seduto accanto a noi c’era Dario. Si girò subito nella nostra direzione e cominciò a fissare me e Serena con un ghigno lascivo.
sesso 69La mia amica non perse l’occasione: sicura di ciò che voleva, gli afferrò il membro e cominciò ad andare sù e giù con la mano. Lui apprezzò così tanto l’inziativa, che la sollevò di peso per appoggiarla sulle sue gambe. Cominciarono a scopare rumorosamente. Serena urlava e io ero lì a guardarla, totalmente inerme, incantanta dai suoi seni che danzavano in quell’aria calda di sospiri, dal suono della sua voce e da Dario. Quanto era sexy: i muscoli scolpiti, la pelle sudata e il suo fallo eretto che, in tutta la sua grandezza, entrava ed usciva fra le cosce della mia amica. Ero eccitatissima. Ad un certo punto i due si staccarono e Dario cominciò a masturbare Serena con una mano. Mentre lei godeva come non mai, lui mi guardò e sorrise. Io ricambiai, molto imbarazzata. A quel punto, smise di toccare la mia amica e si gettò su di me. Cominciò a baciarmi e stuzzicarmi il tanga, fino a sfilarlo.
Ero nel panico. Rivolsi lo sguardo verso Serena: lei mi strizzò l’occhio, si leccò lentamente le labbra e sussurrò “Facciamolo”. Si avvicinò a Dario e lo aiutò a togliermi la minigonna. A quel punto lui cominciò a leccarmela tutta, mentre Serena mi accarezzava dolcemente il clitoride.
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I miei umori scorrevano copiosi lungo il viso di Dario, impregnando del mio odore la sua pelle e il divano. Trattenevo le urla a stento. “Hai proprio un ottimo sapore” disse lui interrompendosi. “Assaggia un po’ il mio”. Staccò il suo viso dalle mie cosce e mi infilò con decisione il suo membro in bocca. Mi misi a leccarlo e succhiarlo con foga.
Lui sospirava ed ansimava. “Sei una buongustaia!” mormorò a denti stretti “Ti voglio ancora”. Si stese su di me, voltandosi per lasciare il suo pene in direzione delle mie labbra in un eccitatissimo 69. Avevo letto tanti racconti erotici 69 e in generale il sesso hard a 69 lo avevo provato varie volte ma stavolta era diverso. Cominciammo a leccarci a vicenda. Ero in paradiso. Stavo già sorseggiando il suo sperma quando venni. Urlai di piacere. È stata l’esperienza più bella della mia vita.
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