Erotica quarantena: racconto hot in smart working

Sexy Lockdown: sesso in quarantena

racconto di Madame Silvia

Un sexy lockdown: chi lo avrebbe mai pensato?

Francesco e Lorena lavoravano in un’agenzia pubblicitaria assieme da ormai 6 anni. Erano due colleghi di lavoro come tanti altri, durante il lavoro al PC si parlava del più del meno, qualche colazione assieme agli altri dell’ufficio, ma nulla di più, non vi era stato mai alcuno sguardo o ammiccamento tra i due.

Ad inizio anno parlarono di questa minaccia lontanissima che stava spaventando la Cina, ma senza soffermarsi più di tanto: figurati se nel 2020 possa scoppiare mai una pandemia, per un virus proveniente dalla Cina, qui in Italia!

Arrivò il lockdown, e cambiarono tutte le modalità lavorative: smartworking, piattaforme di comunicazioni online, riunioni virtuali, e parecchia solitudine.

Lorena, che viveva lontana dai suoi da ormai una decina d’anni, dovette andare a cercare tra le cianfrusaglie buttate nella valigia sotto il letto una vecchia webcam a bassa risoluzione ma pensò tra sé e sé, “meglio di niente sarà, d’altronde non vedo nemmeno la necessità di vederci dal vivo”.

Ma il suo datore di lavoro era stato chiaro: voleva la massima disponibilità ed il massimo impegno da parte di tutti, soprattutto da Francesco e Lorena, perché il lavoro importante al quale stavano lavorando da un paio di mesi aveva subito un’improvvisa accelerazione. Il committente “fiutava” l’affare Covid-19 e voleva uscire sul mercato prima possibile con la nuova campagna pubblicitaria.

Divennero così frequenti le videocall a due tra Francesco e Lorena dove perlopiù si condivideva lo schermo, per vedere uno il lavoro dell’altro ma contemporaneamente si vedeva, in una finestrella piccola, l’immagine riprodotta dalla webcam, che riprendeva i loro stanchi visi.

Com’era piuttosto prevedibile, già dopo la prima settimana di lockdown Francesco iniziò a trascurare il suo aspetto fisico: lui che ripudiava le palestre e l’estetista, tantomeno il parrucchiere, aveva già una barba che stava coprendo i suoi rigidi ma puliti lineamenti. E quando Lorena glielo fece notare subito dopo il saluto mattutino, lui arrossì.

Un po’ per vergogna un po’ per amor proprio, la sera stessa si diede una ripulita e, guardando lo specchio, non pote’ che ripensare alle parole della ragazza: per la prima volta in tanti anni di lavoro fianco a fianco, stava pensando a lei come “donna”, piuttosto che come “fredda” collega.

Lorena non era di certo una ragazza alla quale piaceva apparire o mostrarsi a tutti i costi, sebbene non fosse brutta, anzi. La sua era una bellezza mediterranea, ma semplice: portava dei ricci capelli lunghi neri oltre le scapole, due labbra carnose, un fisico comunque atletico ed un seno che non passava inosservato con la sua terza misura che stava su da solo magnificamente.

Quando il giorno dopo si ricollegarono in videochat per una nuova giornata lavorativa, Lorena notò subito che Francesco aveva sistemato la barba, ed era discretamente vestito: dentro di sé sorrise, ma non disse nulla all’amico.

Il lavoro da fare era veramente tanto, ma il Capo era stato categorico: entro fine settimana si doveva presentare una bozza al cliente! Dovevano finire di impaginare una sorta di catalogo, e serviva un’immagine che, come da indicazioni loro arrivategli via mail quella mattina, doveva essere “procace”.

“Me ne occupo io di questo task”, disse Francesco, “sono esperto”. Lorena non potè che ridere sonoramente, per poi dire “Ah, finalmente si svelano le carte! Ti piacciono le ragazze procaci! E sentiamo, che misura deve avere per te una ragazza procace?” Nuovamente Francesco arrossì però, a differenza del giorno prima, quando non riuscì a rispondere nulla di sensato, disse “Ma no Lorena cosa dici, a me piacciono un po’ tutte le misure, a dire la verità. Ad esempio, trovo il tuo seno perfetto.” Dentro di sé si sentì una sensazione come di “averla detta grossa”, ed aspettava la reazione della collega, che non tardò ad arrivare.

“AH! E tu che ne sai del mio seno?” E sempre continuando a ridere, fece un gesto che lei stessa non avrebbe immaginato di compiere: iniziò a soppesare le tette, avvicinandosi un po’ all’inquadratura della webcam.

Francesco quasi impallidì. Mai si sarebbe aspettato quella reazione da parte di Lorena, che sempre aveva considerato solo come una collega ma niente di più ma che ora, alla luce di questa strana situazione dettata dalla quarantena, alla frase sull’aspetto fisico del giorno prima, e a questa “fisicità” messa in evidenza davanti allo schermo, decise di prendere la palla al balzo e osare un po’ di più.

“Non mi sbagliavo allora, sono veramente sode e ben fatte! Peccato tu non le metta mai in mostra, in tanti anni in ufficio non ti ho mai visto con una maglietta un po’ scollata, forse avevi paura di qualche occhiata di troppo da parte dei tuoi colleghi?” disse Francesco, sempre più rosso in viso.

Lorena ebbe qualche istante per decidere cosa fare, alla fine prevalse una voglia quasi dimenticata di giocare col suo collega, anche per staccare a livello mentale da quella situazione dettata dal lockdown: praticamente eccetto Francesco ed il corriere, non vedeva nessun altro già da una decina di giorni!

“Non credevo ti potessero interessare, sai? Non credevo fossi anche tu un porco come tutti gli altri.” Disse ridendo. “Però se proprio ci tieni, adesso te le faccio vedere per bene” e finito di pronunciare questa frase, afferrò il lembo inferiore della shirt che stava indossando, sfilandosela e mostrando a Francesco un reggiseno piuttosto anonimo. Non diede nemmeno il tempo di far dire qualcosa al suo amico, che in un solo gesto slacciò i gancetti posti sulla schiena, abbassò le spalline, e restò con le sue tette sode ed i capezzoli già durissimi come due chiodi esposti alla vista di Francesco.

Era tanto che non vedeva delle tette “dal vivo”: la visione di quelle due stupende mammelle con areole grandi, di colore marcato in mezzo al quale svettavano fieri due turgidi capezzoli, gli provocò un’immediata quanto poderosa erezione. “Lorena!” esclamò il ragazzo, con la mano sinistra già scesa a massaggiarsi il cazzo, “sei impazzita? Wow!!! Non avrei mai pensato potessi avere due tette così belle, le tenevi sempre nascoste! Cosa mi sono perso in questi anni!”

“Ti piacciono? Pensi siano procaci?” disse Lorena, massaggiandosi i due seni mentre pronunciava queste parole. “ma perché non giochiamo un po’? Ci stai?”

Francesco non poteva credere a quelle parole: senza pensarci e senza dire nulla, si alzò, abbassò i comodi pantaloni della tuta che indossava quel giorno e, tirando giù l’elastico degli slip, fece sobbalzare in aria il suo cazzo, oramai durissimo. Non appena lo tirò fuori, posizionò meglio la webcam, e lo scappellò, mostrando un glande turgido e prepotente, che svettava su un’asta fiera di mostrarsi alla collega, seppur a distanza.

Lorena con una mano stringeva il capezzolo sinistro (le piaceva tanto toccarselo, lo faceva spesso quando “giocava” da sola), mentre la mano sinistra sparì sotto l’inquadratura, in cerca della fessura della figa. “Mhhh, hai un bel cazzo Francesco, bravo scappellalo così, fammi vedere come lo seghi”, disse perdendo ormai tutte le inibizioni.

Francesco non poteva crederci: aveva in webcam, oramai allargata a pieno schermo, la sua collega Lorena, mezza nuda, alla quale lui stava mostrando il cazzo segandosi orgogliosamente. Interruppe il movimento solo per spogliarsi del tutto, e disse a Lorena di fare la stessa cosa anche lei.

Lorena non se lo fece ripetere due volte, tirò giù leggings e mutandine che stava indossando, mostrando via Internet al suo amico la sua intimità. Teneva la figa in ordine da tantissimi anni, sebbene non aveva incontri sessuali frequenti o rapporti stabili, ma le piaceva lasciare un ciuffetto ordinato sopra il clitoride.

Una volta rimasta nuda, iniziò ad allargarsi le due labbra esterne con le dita della mano sinistra, mentre la destra titillava il clitoride prima, e si introfulava dentro poi. Vedere la pelle del cazzo di Francesco fare su e giù per lei, l’aveva resa subito bagnata.

I due amici non durarono troppo, vuoi l’astinenza vuoi la situazione particolare, vennero contemporaneamente: dapprima Francesco venne con delle copiose sborrate di sperma, che coprirono in parte la tastiera del suo notebook, immediatamente dopo Lorena venne mugulando e piegandosi sulle ginocchia per il piacere, prima di sdraiarsi nuovamente sulla sua poltrona, soddisfatta.

I due colleghi non sapevano che la quarantena sarebbe durata ancora a lungo…

Questo racconto ispirato alla lunga quarantena che abbiamo vissuto è stato scritto dalla nostra amica Madame Silvia. Vi è piaciuto? Ditecelo con 5 stelle!