ORGASMO ANALE INASPETTATO

racconto sesso anale

Godimento anale: racconti prima volta nel culo

La sua mano continua ad afferrarmi una natica mentre le dita dell’altra scendono giù, verso il
buco, ci girano attorno come piccoli squali e lo accarezzano disegnando cerchi concentrici.
Sono sopra di lui e mi muovo appena, giusto il minimo necessario per stimolare con la sua
cappella il mio punto G e abbuffarmi di piccoli orgasmi in sequenza. Questa cosa delle sue dita
nel mio culo non è una novità, ma oggi è più audace e io noto che non solo mi eccita ma
desidero che entri e che lo apra per bene.

Trovo il coraggio di afferargli il polso e, guardandolo negli occhi, spingo la mano contro la pelle,
per fargli capire di entrare. Sento l’indice che cerca di farsi strada, ma si arresta per l’attrito,
perché quella zona non si bagna con l’eccitazione e io sono troppo emozionata per capire come
dilatarmi, quindi gli prendo il dito e lo lecco, lasciando abbondante saliva e gli sussurro “riprova”.
Questa volta scivola dentro subito, percepisco le pellicine attorno alle unghie e le due falangi
che dentro di me si muovono, mentre con il pollice mi accarezza il clitoride e il piacere si fa
strada immediatamente, ma no, non mi basta, voglio il cazzo.

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più forte, più
forte, devi sbatterlo dentro più forte, mi devi aprire in due

Infilamelo dentro, ti prego“, gli dico con aria di supplica e i suoi occhi si accendono eccitati.
Va bene” risponde, mentre immediatamente sfila le dita e mi gira a novanta.
Sento che mi divarica le natiche e devo frenare l’istinto di ritirarmi, una sorta di riflesso
pavloviano pudico, mentre con la lingua si lancia sui miei orifizi e lecca, lecca, lecca il culo, la
figa, il clitoride, le zone vicine, liscia i pochi peli sfuggiti alla ceretta, alternando movimenti lenti e
profondi a piccole pennellate ravvicinate. Quando l’orgasmo è vicinissimo e tremo, non
riuscendo quasi a restare carponi, improvvisamente si ferma, afferra i miei capelli come se
volesse stringerli in una coda, mi costringe a inarcare la schiena abbassando i fianchi e infila la
cappella nel culo, che cerco di lasciare rilassato.

Nonostante i miei sforzi, la sensazione è strana, provo dolore, una fitta che sale fino alla bocca
dello stomaco, ma si trasforma velocemente in qualcosa di diverso, di piacevole. Il suo cazzo
entra ancora e mi allarga senza più attendere, improvvisamente mi sento completamente
posseduta da questo grande membro, ogni centimetro del mio corpo ne è attraversato, non
distinguo più le braccia, la testa, la pancia, le gambe, percepisco solo le reazioni innescate dalle
terminazioni nervose. Inizia a muoversi e con stupore mi accorgo che le pareti si dilatano, si
modellano attorno all’asta e la cappella che striscia su e giù, avanti e indietro, provoca un
orgasmo poderoso, molto più violento di quelli vaginali. Sono scossa, incapace di controllarmi,
emetto suoni animaleschi, la mia parte razionale è totalmente sommersa, prevaricata da una
nuova creatura, che non riconosco e che urla, grugnisce, muove la testa e grida “più forte, più
forte, devi sbatterlo dentro più forte, mi devi aprire in due”!
La sua mano scivola sulla mia figa, cercando il clitoride e con l’indice e medio lo imprigiona,
stritolandolo senza delicatezza, poi lo rilascia e lo massaggia dolcemente, disegnando degli otto
finché dalla figa non inizia a scendere un liquido trasparente, misto a muco, che cola lungo le
mie cosce e sulle lenzuola.

Non capisco più nulla, l’orgasmo anale si mescola a quello clitorideo
ed entrambi sono così travolgenti che provo quasi il desiderio di ritrarmi, tanta è l’energia fisica
necessaria ad affrontarli, ma no, resto ferma, aperta, bagnata, quasi in apnea, a lasciarmi
attraversare da queste scosse ripetute, a ridere e godere, a permettere ai muscoli del mio viso
di contrarsi in smorfie fino a dimenticare tutto, fino a non vedere, fino a sentire un getto caldo
sulla mia schiena e sui capelli, fino a sbattere il naso sul cuscino e perdere i sensi.

(Questo articolo è stato scritto in collaborazione con il sito gratuito di incontri anali: ANALE ITALIANO – Scopri qui di più)