Mogli in mostra: un divertimento erotico

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Le nostre mogli in mostra

Toccava parlare al mio amico Franco. Lui è un tipo taciturno, eppure questa volta appariva voglioso di dire la sua opinione. Eravamo sul lungomare poggiati sulla ringhiera, in quell’ora in cui è troppo tardi per vedere molta gente al mare e troppo presto per essere inghiottiti dagli altri turisti.

Oltre me e Franco c’erano mia moglie Rosa e la sua dolce e sensuale Marta. Col sole che calava, non so come, c’eravamo messi a parlare di sesso. Si trattava di un argomento con il quale ci confrontavamo di tanto in tanto, in modo sincero e aperto. Il fatto poi di affrontare il discorso alla presenza dei rispettivi coniugi metteva abbastanza al riparo dai timori di secondi fini.

Franco disse che secondo lui il sesso non poteva essere un’esclusiva del partner perché sarebbe stato come pretendere che l’altro respirasse solo in presenza del marito o della moglie. Marta lo guardava contrariata. Franco le carezzò dolcemente il dorso della mano e la fissò con dolcezza.

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Lei rispose con un sorriso che mi sembrò al tempo stesso tenero e malizioso, una combinazione che mi aveva sempre affascinato. Lei indossava un copricostume trasparente che non ricopriva alcuna funzione pratica. Il tessuto del bikini era morbido al punto da mettere in evidenza ogni suo rilievo o incavo.

Dissi a Franco che non era certo un mistero il suo permissivismo, visto come era felice quando la moglie si vestiva con abiti trasparente o particolarmente scollati. Mi voltai verso Rosa e ammisi che anche noi la pensavamo allo stesso modo e che speravo un giorno di vederla un po’ più coraggiosa nel mostrarsi agli altri.

Le due donne iniziarono a scambiarsi sguardi di complicità che mi fecero subito capire che doveva essere stato un argomento già affrontato in uno dei loro incontri.

Mogli in mostra: l’inizio di tutto

Mi aspettavo una risposta ruvida da parte di Rosa o il semplice lasciare scorrere l’argomento come se si fosse parlato del tempo o della grandezza delle onde. Invece disse semplicemente che forse era arrivato il momento giusto per lasciarsi andare. Non ebbi nemmeno il tempo di reagire che lei era riuscita a togliersi il reggiseno e ad appoggiarlo sulla mia spalla destra. Rosa era bellissima con quell’abitino che permetteva a chiunque si avvicinasse di vedere in modo chiaro i seni, le areole perfettamente tonde e i capezzoli rigidissimi tipici di quando era molto eccitata.

Tornammo in albergo discutendo allegramente della bellezza dei suoi seni e della carica erotica dell’esibizionismo. Durante la cena non riuscivo a smettere di guardare Rosa che indossava un abito bianco, corto e abbastanza trasparente da lasciare ammirare non solo il suo seno, ma anche quella striscetta di stoffa che si ostinava a chiamare tanga. Marta ci disse ridendo di smetterla di fare i piccioncini, altrimenti sarebbe venuta voglia anche a lei e Franco avrebbe rischiato di non trattenersi.

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Lei indossava una camicetta blu che non nascondeva nulla con una gonna nera corta e ampia, sarebbe bastato davvero poco a Franco per farsi convincere ad abbrancarla e farla sua. Rosa aprì un’altra bottiglia di vino proponendo un brindisi al sesso libero come il loro seno. Facemmo tintinnare i bicchieri tra i sorrisi ammiccanti e gli sguardi di rimprovero degli altri commensali. Al sesso libero, ripetemmo tutti ad alta voce.

Rosa e Marta, le nostre mogli in mostra, camminavano maliziosamente tra me e Franco, mettendosi in pose ancora più accattivanti quando le fotografammo per pubblicare sui social le loro immagini. Marta volle essere fotografata poggiata sul muretto mentre guardava il mare. Franco si mise dietro di lei per scattare e Rosa le alzò scherzosamente la gonna. Quello che non poteva sapere è che la nostra amica non si era limitata a non indossare il reggiseno ma era del tutto priva di intimo. Così si ritrovò col sesso totalmente scoperto causando l’immediata erezione mia e di suo marito, per non parlare dei passanti. Franco scattò lo stesso ma evitò di pubblicare la foto.

Marte era del tutto a suo agio, appariva per quello che era, una donna completamente felice del suo nuovo status di femmina libera. Quella notte feci l’amore con Rosa senza dire una parola, lasciando che la valanga di eccitazione di cui ci eravamo caricati seguisse il suo percorso. L’unica volta in cui aprì bocca fu per chiedermi di scoparla da dietro davanti alla finestra. Ero talmente eccitato che soffrivo.

La mattina seguente scoprimmo che Marta e Franco erano andati oltre, facendo sesso nel corridoio dell’albergo. Dissero che erano stati silenziosi ma che non potevano sapere se qualcuno li avesse visti perché erano troppo presi da quello scoppio di passione.

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Ci dirigemmo verso un negozio di abbigliamento, loro entrarono mentre io e Franco restammo seduti al tavolino di un bar per commentare le reazioni social alle foto delle nostre mogli. Alcuni si limitavano a sottolineare l’esibizionismo delle due donne, altri avevano lasciato i nostri profili criticando quella scelta, infine, ed erano la maggioranza, c’era una serie tale di commenti maschili entusiasti che al ritorno di sicuro avrebbero avuto una schiera di uomini pronti a tutto per portarle a letto. Finalmente riuscimmo ad andare in spiaggia e quello che ci trovammo davanti fu uno spettacolo meraviglioso a cui parteciparono un numero incredibile di uomini.

Marta e Rosa avevano acquistato ed indossato dei costumi bianchi che una volta bagnati erano completamente trasparenti. In più avevano pensato bene di depilarsi completamente il sesso dimenticando, poco casualmente, per la prima volta di portare con sé un copricostume o un telo.

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Baciai Rosa con un’intensità che lei dovette staccarmi per evitarmi di andare oltre. Così proposi a Franco di andare al chiosco per fotografarle meglio. Mi girai per guardarle e vidi che tre ragazzi si stavano avvicinando alle nostre dolci mogli in mostra. Una volta sul chiosco la scena era già cambiata, con uno dei ragazzi che aveva poggiato una mano sul ventre di Rosa, un altro che stava baciando Marta e il terzo che sembrava controllare il nostro eventuale ritorno. Cosa che evitammo accuratamente fino a quando si scambiarono i numeri di cellulare.

Solo allora tornammo ad ammirare quei due corpi estremamente eccitati, i capezzoli durissimi e i loro sessi pronti per il sesso. Ci scrutarono per capire le nostre reazioni, consapevole che noi, e tutta la spiaggia, avevamo assistito alla scena. Rosa disse che si erano divertite e che avrebbe fatto sesso molto volentieri con quei ragazzi ma che aveva concesso loro solo la possibilità di guardare mentre lo facevamo insieme. Rimisero gli occhiali da sole, consapevoli che non chiedevamo di meglio dalla vita.

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