Racconti erotici: La mia prima inculata

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A trentadue anni suonati, sposata da poco e con innumerevoli “esperienze” alle spalle, finalmente posso dire di aver provato a essere inculata. Tra le lenzuola non sono mai stata una bigotta, e la mia innata curiosità nel passato, mi aveva fatto esplorare buona parte delle sfaccettature sessuali che attirano le fantasie di una donna, mai però avevo voluto donare il mio buchino posteriore. Non era la paura di provare dolore fisico, o la consapevolezza di effettuare “sesso estremo” a fermarmi, quanto l’atavico pensiero che mi portava a voler donare il mio culetto, solamente nel momento in cui mentalmente sarei stata pronta. Ho praticato sesso fin da giovinetta, e sempre nella mia mente ho riservato “qualcosa” per dopo, per i primi fidanzatini c’era la “mano”, per il primo amore la “bocca”, per il mio primo vero amore la “fessura” in mezzo alle cosce, adesso per il mio futuro marito …il culetto.

Era una promessa che avevo fatto a me stessa e di cui nessuno era a conoscenza, mi sarei donata completamente solo quando il mio uomo mi avrebbe portato all’altare, offrendogli come dono di verginità il mio buchetto immacolato, cosa che è accaduto l’altro ieri. Mario il mio uomo ci aveva tentato parecchie volte, e sempre si era dovuto arrendere ad un mio netto rifiuto, ed è per questo che la prima notte di nozze, non credeva alle sue orecchie quando alzandomi e toccandomi le natiche domandai semplicemente “lo vuoi? È il mio regalo di nozze.”

Ci avevo riflettuto parecchio prima del matrimonio, e grazie anche alla grande rete, avevo scoperto che l’anal è una delle metodologie di sesso più usato soprattutto fuori dal matrimonio, allo scopo principale di evitare gravidanze indesiderate. Sempre sul web avevo appreso che per avere la giusta dose di piacere, si doveva prima usare una crema lubrificante a base d’acqua, crema che avevo provveduto ad acquistare on line. Meglio inoltre se il partner evitava “possessi rudi”, prediligendo una “penetrazione dolce”, anticipata se possibile da un’attività stimolatrice, con la lingua o con le dita, atta a far rilassare il muscolo. Speravo prima di prendere la decisione che anche Mario fosse al corrente di queste piccole accortezze, mi sarebbe dispiaciuto se il mio regalo si fosse trasformato in una situazione dolorosa, o ancor più imbarazzante per il mio novello sposo.

Comunque sarebbe andata il dato ormai era tratto, e non mi rimaneva che portare avanti il mio intendimento di offrire il mio culo, all’uomo con cui due giorni prima avevo salito i gradini dell’altare. Lui capì al volo la situazione, e come per incanto nei suoi occhietti si risveglio quella luce birichina che vedevo ogni qual volta era al massimo dell’eccitazione corporale. Si alzo dal letto e avvicinandosi mi sussurrò “non ti preoccupare farò piano”. Non riuscì a evitare di guardare il suo attrezzo che spiccava in mezzo alle sue gambe, con una grandezza che adesso mi sembrava impressionante. Mario per mia fortuna è “ben dotato”, una dotazione che in altre occasioni mi aveva fatto urlare dal piacere, ma che in quel frangente mi sembrava impossibile da ospitare nel mio piccolo orifizio.

Lui inizio a baciarmi, sentivo la sua lingua esplorare la mia bocca, le sue mani avvicinarsi sempre di più al mio fondo schiena, il suo bigolo spingere sulla mia vulva che iniziava a bagnarsi di umori. Mi girò, e delicatamente mi fece stendere sulla pancia, prese un cuscino e lo incastro sotto la mia pancia in maniera che il mio culetto fosse ben alto e esposto completamente alle sue prossime mosse. Lo sentii inginocchiarsi dietro di me, e immediatamente dopo senti la sua lingua iniziare a darsi da fare attorno al mio buchino. Per me erano tutte sensazioni nuove e cercavo di gustarmi ogni istante, ringraziando al contempo il mio uomo, anche se nel mio sub inconscio mi domandavo, non senza una punta di gelosia, dove avesse imparato le tecniche che stava usando su di me.

Non avevo tempo però in quel momento per le domande da moglie, volevo essere la femmina da letto che il mio uomo aveva sempre desiderato, e soprattutto volevo gustarmi quell’anal che da sempre attirava le mie curiosità sessuali. Lasciai perciò perdere i pensieri strani, e mi concentrai su quello che stava avvenendo. Essendo di spalle non vedevo nulla e le sensazioni che provavo erano del tutto nuove per me. Sentii il freddo del lubrificante che il mio uomo stava applicando tutto intorno al buchino. Inizialmente fu una sensazione fastidiosa, poi però il mio corpo si abituò e riavverti lo stimolo dell’eccitazione, che si faceva strada nel mio basso ventre. Improvvisamente senti un dito farsi strada dentro il mio corpo, non avevo avvertito dolore e la sensazione era come di riempimento. Il dito inizio a muoversi all’interno del mio corpo, era un movimento lento e regolare, che non faceva altro che far salire la mia “temperatura interna”. Non avevo dolore per il momento, ma non provavo neppure quel piacere che alcune donne dicono di avvertire. Ero sicuramente eccitata, ma fino a quel momento era un eccitazione “normale”, e non certo da ricondurre al sesso anale. Improvvisamente il dito dentro di me raddoppio di larghezza, il mio lui aveva infatti introdotto anche l’anulare, e con quello stava allargandomi internamente il condotto, condotto che di li a poco avrebbe ospitato la sua verga.

E finalmente il momento arrivò, senti le dita uscire e poi senti la punta del suo attrezzo posizionarsi sul buchino, attendevo l’entrata quando le mie orecchi sentirono per l’ennesima volta la domanda “vuoi veramente?”. Mi piacque la sensibilità di Mario in quel momento, il mio uomo voleva accertarsi di non ferirmi, e io non volevo altro che donarmi a lui, dissi un “si” roco di eccitazione e di voglia, che lo convinse ad entrare dentro di me. Sentii un leggero dolore ma niente di insopportabile, l’eccitazione crebbe però a dismisura, nel momento in cui il suo pene guadagnava centimetro dopo centimetro l’interno del mio corpo. Arrivo alla fine con un ultimo colpetto, e finalmente era tutto dentro il mio culetto.

Stette fermo qualche secondo e poi inizio il classico movimento di va e vieni, iniziavo ad avvertire piacere sia fisico che mentale. Quello mentale proveniva dalla situazione che stavo vivendo, il fisico dettato dallo sfregare del cazzo del mio uomo sulla sottile parete che separa la vulva. Senza rendermene conto la mia mano andò a cercare il clitoride, mi toccavo seguendo il ritmo che il mio uomo aveva imposto alla cavalcata, sentivo che stavo per avere un orgasmo travolgente e per qualche secondo smisi. Fu solo un attimo, il tempo di sentire la verga del mio uomo vibrare letteralmente dentro di me, avvertì che stava per raggiungere l’estasi, e iniziai nuovamente a toccarmi. Sentii lo schizzo colpire le mie viscere, e all’unisono l’orgasmo arrivò come se fosse una scarica elettrica, un orgasmo diverso da quello mai provato sino allora, sicuramente più intenso e molto più profondo.

Lui uscì e rimanemmo esausti qualche minuto sul letto, alla fine fui io a riscuotermi per prima, e girandomi verso di lui sussurrai un grazie che mi veniva dal profondo del cuore, grazie per essere diventato mio marito, grazie per avermi fatto godere, ma soprattutto grazie per avermi fatto conoscere… il sesso anale.

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