Il pomeriggio erotico di Milù

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Il racconto erotico di Milù: una sexy masturbazione femminile

Gli amici mi chiamano Milù anche se il mio nome è Milena. Diciotto anni da poco compiuti la tranquilla vita in una cittadina di provincia, si compone di poche emozioni e tanta noia. Il divertimento maggiore è quello che vivo andando a scuola. Sveglia alle sei per poter prendere il pullman che mi porta in città in tempo per arrivare al liceo prima che suoni la campanella, e mattinata passata tra lezioni e compagni di classe che conosco da sempre. Al rientro mi attende il pranzo ed un interminabile pomeriggio dove lo smartphone pare essere l’unica alternativa al nulla che trovo nella piazza centrale. Frequentando il mondo dei social ho conosciuto tanti nuovi amici che frequento attraverso lunghe chat.

È stata questa realtà a farmi entrare in contatto con Gianni, un trentenne dal quale mi sono sentita attratta per i post che pubblicava e che mi hanno intrigata fino al punto di chiedergli l’amicizia.

Gianni mi ha fatto scoprire un mondo nuovo: quello della masturbazione

Non è che prima di lui non mi fossi masturbata, dapprima per curiosità (volevo sentire cosa si provasse nel farlo) e poi per esigenze fisiologiche non avendo ancora avuto un vero ragazzo, ma Gianni riusciva a creare un invisibile filo di complicità che mi solleticava la fantasia ai massimi livelli. La confidenza che si stava creando tra noi riuscivo a palparla quasi fisicamente ed era alimentata man mano, dal fatto di apprezzare la sua esperienza e maturità che denotava la sua personalità totalmente differente da quelle dei miei coetanei che miravano solo a far schizzare fuori il loro desiderio prima possibile.
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Era in parte questo che inibiva il mio desiderio di avere un ragazzo e che mi rendeva refrattaria a qualsiasi tentativo di approccio da parte dei compagni di scuola e dei conoscenti del mio paese.
Gianni invece, si dimostrava diverso e consapevole di stare a trattare un ex-ragazzina non ancora donna quale io ero e si rendeva conto delle mie esigenze che chiedevano di raggiungere l’obiettivo con i tempi giusti, onde poterli assaporare in pieno.
Dopo mesi di chat e di messaggi incisi, mi propose di fare una videochat in webcam che per la prima volta avrebbe permesso a questa nostra relazione alla distanza, di essere più ‘nostra’ e più ‘vicina’.
Ero così curiosa di vederlo dal vivo (mi aveva inviato nel tempo tutta una serie di foto che lo raffiguravano e quindi potevo dire di sapere com’era fatto fisicamente) e di osservare le sue mosse, i suoi sguardi e i suoi sorrisi che accettai l’invito con entusiasmo.
L’appuntamento virtuale fu stabilito per il pomeriggio successivo perché sapendomi sola e libera da impegni, mi trovavo nella condizione ideale per vivere quell’incontro in tutta calma.
Mezz’ora prima del rendez-vous, mi trovavo agitata come se dovessi incontrare il principe azzurro e mi sorpresi a scegliere cosa indossare, solo dopo aver visualizzato tutto il mio guardaroba giacere sopra al mio lettino senza aver deciso ancora nulla.
Alla fine, approssimandosi l’ora della videochat, scelsi un semplice vestitino leggero complice il caldo torrido e mi sedetti a gambe incrociate sul mio letto con il laptop incastrato tra le mie gambe in posizione fior di loto.
Al primo squillo della videochiamata mi trovai impaurita dal poter deludere Gianni ma accettai dando l’ok e lasciando apparire l’immagine di quel trentenne dal fisico atletico e dal viso virile che avevo visto in tutte le sue foto.
‘Felice di entrarti dentro’ disse con un sorriso.
‘Piacere di conoscerti’ risposi imbarazzata.
La conversazione spaziò –come nostro solito- in lungo e in largo toccando temi diversi fino a precipitare all’improvviso sul sesso.
‘Ti piace scopare?’ chiese asciutto Gianni.
Come se mi avesse domandato di cosa avessi mangiato a pranzo, risposi ‘Veramente non lo so. L’ho fatto solo una volta’.
‘Hai mai visto un uomo quando è eccitato?’ continuò.
‘No’.
‘Vuoi vedermi e farti vedere? Vuoi fare sesso virtuale con me?’ domandò senza incertezze.
E così facendo, abbassò la webcam mobile verso di se svelando il suo uccello dritto come un fuso stretto dentro il pugno della sua mano.
‘Ti piace? Cosa vorresti fare?’ continuò con un sorriso mentre si lasciava vedere masturbandosi lentamente.
Una serie di vampate mi colse all’improvviso. Sentivo pulsare la vagina che reclamava di essere saziata in qualche modo e anche i capezzoli inviavano muti inviti ad essere strizzati.
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‘Non so –dissi- ho solo voglia e tanta’. La mano corse sul vestitino estivo e sbottonò i pochi bottoni che lo serravano sul mio corpo, lasciando libere le tettine ancora un po’ acerbe. La mano proseguì fino a giungere sul bordo del tanga color viola che sorpassò scendendo verso la mia fichetta implorante piacere.
La nostra chat hot continuò su quella piega, con Gianni che maneggiava il suo uccello che vedevo in primo piano in tutta la sua grandezza mentre, oramai sdraiata sul letto con il laptop in posizione strategia per vedere e lasciarmi osservare, mi stavo sditalinizzando come non mai prima di allora.
L’urlo di piacere di Gianni fu accompagnato da un’abbondante schizzata di sperma che si era sparso per ogni dove fino a raggiungere anche la sua webcam sporca di quel succo che rappresentava il suo orgasmo e questo provocò il mio ennesimo orgasmo che mi fece squirtare senza alcuna vergogna davanti alla webcam.
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Contrariamente a quello che potevo credere al momento, quella strana avventura proseguì anche dopo.
Gianni chiese se mi era piaciuta l’esperienza e cosa avesse rappresentato il viverla insieme a lui.
Pareva che la sua mente perforasse la mia perché quell’uomo mi entrava dentro leggendo ogni mio recondito desiderio e proprio in quel momento volevo ‘raccontarmi’ a lui in una sorta di confessione.
Non ebbi difficoltà nel dirgli ciò che voleva sentire da me…sarei stata ben contenta di essere penetrata dal suo poderoso uccello che mi aveva letteralmente stregato.
Avrei accettato qualsiasi sua proposta solamente per avere modo di sentire quella dura mazza strofinarsi sul mio culo prima di poterla spompinare con golosa ingordigia.
Al solo pensiero di queste scene di sesso, la mia fichetta riprese a desiderare di essere penetrata e per accontentarla, presi dal cassetto del comodino a lato del letto, il vibratore che usavo e che era ben nascosto tra le mie cose.
Me lo infilai violentemente dentro la vagina per cercare di soddisfarla, ovviamente inquadrando la scena per far eccitare Gianni che riprese a tirarsi un segone da paura.
Quando raggiunsi nuovamente il piacere, vidi che lo stesso stava accadendo al mio amico di webcam che mugolò tutta la sua soddisfazione.
Fu quello il primo di tanti bollenti pomeriggi dedicati all’arte della masturbazione e non solo in compagnia di Gianni.