Footjob: la mia prima sega con i piedi

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Non sono mai stata particolarmente bella. Potrei onestamente dire che sono una ragazza normale, come la classica ‘ragazza della porta accanto’; quella che quando la vedi, non ti rigiri e che risulta quasi anonima.
Ma c’è una cosa che fa di me una persona speciale e che madre natura mi ha regalato: i miei piedini.
A me sono sempre piaciuti ma, diventando adulta ho visto –soprattutto quando indossavo scarpe aperte- che questi calamitavano l’attenzione di tantissimi uomini.
Come descriverli non saprei proprio ma, a detta di tutti, sono piedi perfetti tanto che mi hanno più volte chiesto di ‘prestarli’ per dei servizi fotografici di calzature.

I piedi piedini da fata perfetti

Il piede affusolato dalle perfette proporzioni, la caviglia snella che slancia il polpaccio, le unghie curatissime che amo pitturare con smalti ricercati, contribuiscono a renderlo ancor più prezioso.
Questo, con il passare del tempo, ha originato un personale narcisismo che vedeva proprio nei miei piedini gli unici protagonisti di questo mio interesse che ho continuato a coltivare.
Quando attraverso un canale porno presente sul web ho conosciuto la pratica del footjob, ho quasi goduto per l’emozione. Potere soddisfare i desideri sessuali di uomini e donne, attraverso i miei piedi, è un qualcosa che avrei voluto sperimentare immediatamente ma che ho preferito rimandare ad un successivo momento per viverlo per la prima volta, alla grandissima.

La prima volta sega con i piedi

Ricordo esattamente quando ciò accadde e con chi. Ero stata contattata da un’agenzia pubblicitaria dove avevo portato un book dei soli piedi affinché potessero contare sulla mia disponibilità qualora servisse fare della pubblicità a calzature o calze.
In realtà erano foto fatte da mia sorella con una normalissima digitale e poi, stampate alla buona e rilegate in modo decisamente casalingo; insomma, nulla a che vedere con i book professionali che costano un occhio farli realizzare da un buon fotografo.
L’agenzia, probabilmente rendendosi conto della potenzialità che potevo rappresentare proprio grazie ai miei piedi, mi contattò successivamente per farmi fare un vero servizio fotografico da un loro professionista al fine di proporlo ad alcuni loro clienti che cercavano una ragazza dai piedi perfetti.
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Mi fissarono un appuntamento presso lo studio di un fotografo alquanto famoso nel mondo della moda e al quale, se mi fossi recata per mio conto, non sarebbero bastati tutti i miei risparmi per farmi fare un book da lui.

Confesso che, comodamente seduta nella sala d’attesa del suo studio, mi sentivo particolarmente nervosa.
Quando entrò il famoso fotografo, fui catturata dal suo sguardo che da dietro a degli occhiali con una colorata montatura, mi fissavano con interesse.
‘Ecco la nostra Cenerentola –disse, aggiungendo – fammi vedere i piedini…’
Tolsi con un gesto rapido le scarpe che indossavo lasciando nude le mie estremità ravvivate da unghie smaltate di un color rosso mattone che rubarono lo sguardo dell’uomo.
‘Vieni di là’ disse, facendo il segno di seguirlo.
Entrai in uno studio zeppo di luci, lampade, spot, riflettori e fondali di carta dov’era situato un grande tavolo di legno fintamente grezzo che si intuiva essere di alto design e sul quale regnava uno zibaldone di fogli, foto, macchine fotografiche, obbiettivi smontati, pennarelli, diversi smartphone e complementi d’arredo che passavano quasi inosservati in mezzo a quel patchwork di cose e fogli che affogavano il grande piano ligneo.
In un lato del grande studio si trovava un trittico di divani che offrivano subito la sensazione di essere particolarmente comodi e che incorniciavano un basso tavolino dove erano rimasti dei bicchieri e un paio di bottiglie quasi vuote.
‘Mettiti sul divano a destra e cerca la migliore posizione. Devo vedere i piedi con calma’.
Eseguii l’ordine e confermai a me stessa che il divano era veramente comodo.
Il fotografo si accucciò per terra per esaminare prima il piede sinistro e poi quello destro, toccandoli con una infinita delicatezza come se avesse timore di farmi del male.

Il contatto con quelle mani di vero uomo, provocarono in me delle immediate vampate di calore e, più lui armeggiava con i miei piedi accarezzandoli, strizzandoli dolcemente, allungando le dita una per una ma senza farmi male, e più mi sentivo coinvolta ed eccitata.
Me ne rendevo conto, sentendo sciogliere il mio desiderio che pian piano stava umettando i miei slip. Avevo voglia di sesso. E una voglia decisamente urgente.
Si sedette dalla parte opposta alla mia cercando di radunare le idee e, in quegli attimi, l’unica cosa che feci fu quella di allungare le gambe verso le sue cosce e, con i piedi nudi, cercare il suo uccello per eccitarlo.
Non fece finta di essere sorpreso e come un abile giocoliere si sbottonò i jeans abbassandoli e lasciando in bella mostra il suo arnese che si alzò rapido dal momento che l’uomo non indossava nessun tipo di mutanda.

Feetjobs: i miei piedini attorno al suo cazzo

I miei piedini afferrarono quello che era diventato un vero e proprio cazzo con la ‘c’ maiuscola e, con un calibrato tatto, incominciarono a toccarlo per scoprirne ogni suo centimetro. Il mio desiderio era salito alle stelle e, dalla consistenza del suo membro, anche il famoso fotografo pareva averne molta di voglia. Le palme dei piedi si chiusero a guisa sul suo uccello e iniziarono a fargli una sega, alternando movimenti veloci a movimenti lenti con l’obiettivo di far durare di più il reciproco piacere. Poi, il fotografo eruttò il caldo suo piacere in zampilli che bagnarono i miei piedi, regalandomi una sensazione mai vissuta prima. Poi, prese prima uno e poi l’altro mio piede e lo massaggiò usando il suo sperma come se fosse una crema emolliente e facendomi sentire una vera porca.

Poi, come se quanto fatto fosse una cosa più che normale, afferrò una macchina fotografica ed iniziò a scattare foto da tutte le angolazioni facendomi mettere i piedi in ogni posizione possibile ed immaginabile.
Sentivo i miei tanga essere non più umettati bensì bagnati e quella pratica di feetjob mi aveva provocato una teoria di orgasmi che non credevo possibile.

Una settimana dopo ricevetti una copia del book in omaggio (un’altra era stata consegnata direttamente all’agenzia pubblicitaria) con un fiore al suo interno.

Cominciarono ad arrivare delle richieste per posare come modella per i soli piedi ma non ebbi più modo di incontrare colui che mi aveva iniziata ai piaceri del sesso praticati con i soli piedi.
Nel tempo ho affinato la tecnica e l’esperienza mi è stata di grande aiuto. Mi diverto a fare sesso con maschi e femmine, sempre utilizzando quei piedi che sono divenuti oggi, il mio strumento di lavoro. Mi piace godere e far godere in mille modi inimmaginabili che regalano sensazioni ogni volta sempre nuove e se incontrerai per la strada una ragazza qualunque, una ‘della porta accanto’, guardale i piedi e se sono bellissimi potrei essere io e regalarti un godimento inesplorato.

(Questo articolo è stato scritto in collaborazione con il sito gratuito di incontri per feticisti dei piedi: PIEDI DA LECCARE – Scopri qui di più)