Una sveltina di sesso veloce

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Che voglia quella mattina

Magari capita a tutti gli uomini di alzarsi dal letto con una tremenda voglia di scopare.
Single com’ero e abituato a vivere solo avventure estemporanee per continuare ad essere libero, non avevo una relazione stabile con una compagna con la quale condividere anche il desiderio oltre che la vita quotidiana.
Gli occasionali incontri mi fornivano l’alibi per continuare su questa strada ma a volte, era davvero dura reprimere la voglia di godere per mantenere integro il mio status di indipendenza.
Quella mattina, al risveglio, mi trovai con la verga ancora dura: colpa di un sogno fatto di sesso dove ogni mio desiderio veniva esaudito da una coppia di gemelle disinibite.
Aveva un fondo di verità quella storia dal momento che il negozio dove lavoravo come magazziniere, era gestito proprio da due gemelle.
Si trattava delle figlie del titolare che aveva lasciato loro la responsabilità di mandare avanti un’azienda che si era affermata con il passar del tempo e con i sacrifici e l’intuizione fatti dall’anziano titolare e oggi, due signore quarantenni ne godevano i frutti.
Le gemelle erano entrambe sposate ma dalle chiacchiere di colleghi di lavoro, pareva che ciò non impedisse loro di divertirsi con uomini pronti a soddisfarle.
Come in tutti i pettegolezzi, il confine tra verità e fantasia è piuttosto labile e io non avevo mai creduto possibile certi racconti che circolavano in negozio. Certo però, che le due sorelle erano davvero belle e apparivano tutt’altro che mogli oramai rinunciatarie. Il loro portamento, il loro modo di vestire, la loro gestualità davano modo alla sensualità di ognuna, di emergere prepotente in ogni momento.
Insomma, belle, ricche e ‘chiacchierate’.

Raggiunto come sempre il lavoro, la mia voglia appariva dura da dimenticare e quando possibile, ispezionavo con lo sguardo le varie clienti che entravano in negozio.
Era una mattina come un’altra quando Rosy, una delle titolari, mi disse che avrebbe avuto bisogno di me durante la pausa pranzo per dei controlli al magazzino.
Si trattava di normale routine che periodicamente si doveva espletare e, quindi, non diedi affatto peso a quella richiesta.
All’ora di chiusura, tutti uscirono per la pausa pranzo: un’ora e mezza da trascorrere in libertà tra un tramezzino e un soft drink consumato davanti allo smartphone o spendendolo in chiacchiere tra colleghi.
Rosy, dopo aver chiuso le porte dall’interno, si affrettò a raggiungermi nel magazzino.
Quel giorno era proprio stupenda, o forse il mio testosterone captava segnali amplificati…non so, ma vedere la titolare vestita elegantemente da un tailleur bianco che risplendeva su di un corpo abbronzato dalle perfette linee, faceva un certo effetto.
Iniziò il lavoro di verifica e Rosy si avvicinò, lasciandomi respirare il lieve e prezioso profumo con il quale aveva irrorato la sua pelle.
Ci trovavamo quasi spalla a spalla e la posizione mi permetteva di sbirciare all’interno della scollatura del tailleur per apprezzare quella parte scoperta di un seno ancora sodo, tenuto su da un reggipetto di pizzo bianco.
Seduti davanti al monitor del pc, Rosy fece cadere la penna con la quale stava giocando proprio in mezzo alle mie gambe e, senza lasciarmi il tempo di reagire, abbassò la sua mano tra le mie gambe con la scusa di recuperarla.
Mi sentii accarezzare l’uccello che, già predisposto dalla mattina, non ci mise molto prima di indurirsi dentro i boxer.
Sorpreso da quell’inatteso gesto, ero combattuto tra il saltare addosso a Rosy oppure lasciare a lei l’onere di continuare quell’insolito gioco erotico.

La prima gemella agisce e la seconda pure

Non ebbi molto tempo per decidere perché Rosy bruciò i tempi slacciandomi la patta dei pantaloni per afferrare la mia verga accarezzandola con lussuriosa voglia. A quel punto le slacciai la giacca del tailleur che fece esplodere davanti a me, due tette da paura: sode e con i capezzoli induriti dalla voglia e dall’affondare delle mie labbra che si misero a succhiarli in modo alternato. Rosy si era seduta sopra di me e, sistemando il mio cazzo con le mani, lo fece scivolare a lato delle sue mutandine permettendole di impalarsi sopra.
Sentivo tutto il caldo della vagina già traboccante di umori che si erano tramutati in un perfetto lubrificante. Rosy si mise a cavalcarmi in modo forsennato e il vedere i suoi occhi girati all’indietro e ascoltare i suoi gemiti, istigava ancor di più il mio desiderio.
La presi non troppo delicatamente per farle capire che io ero a gestire quel momento e la ribaltai sulla scrivania mettendola alla pecorina.
Passai la mia mano sulla lingua per poi inumidirle il culo per aiutare la mia cappella nell’entrare nello stretto orifizio mentre Rosy stava urlando di piacere. Mentre la penetravo, presi i suoi lunghi capelli neri con una mano, tirandoli verso di me così che la troia potesse inarcare ancor di più il suo splendido corpo: cosa, questa che mi fece esplodere dentro il suo culo che tracimò il caldo sperma facendolo colare lungo le sue cosce.
Per nulla pago, le schiaffeggiai il volto con la verga che poi le feci inghiottire per farmela spompinare ma all’improvviso, si aprì la porta interna e vidi Paola, la sorella gemella.
Mi aspettavo un urlo o qualcosa del genere quando l’altra titolare si avvicinò divertita e con uno sguardo torbido che lasciava presagire ciò che sarebbe accaduto subito dopo.
Paola si inginocchiò davanti alla sorella che continuavo a stantuffare dietro, ed iniziò a leccarle la fica facendomi capire che le due si divertivano tra loro in questo modo.
Poi sentii la sua lingua leccarmi le palle per giungere fino all’orifizio del mio culo che leccò golosamente facendomi provare una ebbrezza mai vissuta prima di allora che divenne sublime quando la sua lingua mi entrò dentro, raggiungendo le pareti del culo.
Schizzai una seconda volta dentro Rosy ma l’uccello fu immediatamente preda di Paola che se ne impossessò ciucciandolo come se non ci sarebbe stato un domani e provocando una nuova erezione. Ora era giunto il suo turno e prima di farsi scopare, si denudò mettendo in mostra un fisico avvenente che poteva benissimo competere con le ragazze vent’anni più giovani.
Mi deliziai a vederle la vellutata peluria prima di affondare la mia bocca alla ricerca di quelle labbra da baciare, mordere delicatamente e leccare come antipasto di una penetrazione che avrebbe provocato il raggiungimento di un mutuo piacere.
Quando venni dentro quella calda fica mi sentii finalmente sazio di tanto piacere e del sogno premonitore che avevo fatto la notte precedente.
Le gemelle si ricomposero presto dandomi appuntamento per il sabato successivo per un nuovo inventario e se ne uscirono.
Guardai l’ora rendendomi conto che quella sveltina di sesso veloce era durata tutta la pausa dell’intervallo e la cosa fu confermata dall’arrivo dei colleghi al lavoro.