Confessione: ho fatto sesso anale di nascosto

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Ciao, mi chiamo Veronica e scrivo questa confessione a mo’ di racconto per confessare ciò che ho fatto la scorsa notte, senza preavviso, senza programmazione e, soprattutto, senza nemmeno avere idea che potesse davvero accadere.

Luca era il mio vicino di casa da almeno un anno e avevamo sempre scherzato insieme su quanto fossimo fortunati a vivere a fianco. Lui, palestrato e bello come il sole, nella vita tentava la strada di attore ma con ancora purtroppo scarso successo.

Io, studentessa fuori sede ed anche, ahimè, fuori corso, mi mantenevo facendo la commessa in un negozio di animali.
Luca aveva un gatto e venendo spesso in negozio, avevamo stretto una particolare conoscenza che mi aveva portato a vivere infine nel suo palazzo. Aveva saputo che i suoi dirimpettai avrebbero traslocato e, sapendo la mia necessità di trovare un pratico monolocale accanto alla sede universitaria, mi aveva avvisato con quella che a me era sembrata una speranza di vedermi vivere accanto a lui.

Avevamo cenato spesso insieme ed avevamo condiviso momenti di allegria pura ed anche momenti nei quali entrambi ci eravamo lasciati andare a confessioni, racconti sulle nostre speranze ed i nostri sogni. A volte con un bicchiere di vino in mano avevamo anche flirtato, ammiccato giocosi e maliziosi senza però oltrepassare mai il limite.

Ieri però, qualcosa era successo. Il rum che aveva comprato per festeggiare il mio esame di letteratura finalmente superato aveva un tasso alcoolico parecchio alto e alla fine, quasi a stomaco vuoto, avevamo passato la serata a giocare ad un improbabile quanto divertente strip poker.

Mi ha baciato quasi senza preavviso. Da subito fermandosi appena le sue labbra hanno toccato le mie, forse per paura di quello che aveva fatto. Poi, vedendo il mio sguardo un po’ eccitato ed invitante, si era lasciato andare ad un bacio più profondo ed appassionato.

La partita di poker era andata male ad entrambi e presto eravamo quasi completamente senza vestiti, le mani infatti trovarono subito spazio sulla pelle nuda e sudata per l’eccitazione.

Luca ci sapeva fare, eccome. Io mi sentivo quasi come una bambola tra le sue braccia e mi lasciavo toccare e baciare, facendomi trascinare nell’oblio di un amore improvviso e di una serata di passione assolutamente inaspettata.

Che gioia guardarlo mentre si prendeva cura delle mie curve, mentre si chinava a baciarmi ovunque e, spinto dalle mie grida di piacere, si autoinvitava dove mai avrei pensato.

Hai mai provato qualcosa di diverso, Veronica?‘ – mi chiese all’improvviso mentre sentii un dito che dalle natiche si faceva lentamente e vogliosamente strada tra le fessure più segrete.

‘Vuoi dire… se ho mai fatto sesso anale?’

– chiesi più scioccata che spaventata. Davvero voleva spingersi così la prima notte?

Gli spiegai che no, non avevo mai voluto provare ma che se lui era così esperto e bravo come raccontava spesso, allora sarei stata tentata di approfondire l’argomento.

sex anale prima volta come è statoColse l’invito con un guizzo negli occhi vispi e sparì sotto le lenzuola. Coccolò il mio sedere per un tempo interminabile, con la bocca, con la lingua e con le mani, esplorando un territorio così nascosto e così intimo e segreto, ma regalandomi anche emozioni e sensazioni totalmente inaspettate e che mai avrei pensato di provare.
Mi lasciai andare, perché so che in certi momenti è fondamentale essere in pieno relax ed è necessario liberare la mente dalle inibizioni. Ero pronta a dimenticare i paletti sociali e le idee preconcette e mi feci prendere per mano verso un viaggio nuovo, eroticamente eccitante ed assolutamente intrigante.

Fu molto cauto, morbido, lento e delicato. Per quanta calma ci mise, lo sentii, eccome. Non fu solo dolore, ma anche un piacere caldo ed inatteso. Fu un mix tra patimento e massima goduria. Resistetti quando me lo disse e mi fidai ciecamente dei suoi consigli e della sua guida esperta.

Non sono passate neanche una decina di ore e non vedo l’ora di riprovare. Luca me lo ha detto: ‘ guarda che una volta iniziato, poi è difficile smettere’.

Aveva ragione da vendere. Sono già eccitata al pensiero di averlo ancora dedito alle mie voglie.
Dio benedica quel rum, non vedrò mai più un esame passato con gli stessi occhi di prima!