La confessione: cosa provo quando faccio un pompino

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Non sminuirei l’arte di fare i pompini con un “quanto e come mi piaccia fare i pompini”. Il quanto poi, è assolutamente retorico. Avere un cazzo che mi fotte la boccuccia è una delle dieci cose per cui vale la pena vivere. La fellatio è allo stesso tempo un gioco e un piacere con L., un mio essere in suo dominio per regalargli il piacere generato dalle mie labbra, e un desiderio che diventa del tutto personale. Mi eccita far godere il mio uomo ma, allo stesso tempo, mi eccito avendo un gioco da meneggiare di cui non sono mai sazia. Inizialmente osservo il membro eretto di L. per qualche secondo senza toccarlo. Lo guardo pregustandolo nella mia bocca, e nella fica, perché no.

Prima di toccarlo con le dita lo lecco con la punta della lingua, giusto per sentirne la morbidezza prima di prenderlo con la mano destra e avvicinarlo ai miei capezzoli per sfregarli con il cazzo duro di L. e renderli turgidi. Questa fase non si prolunga nel tempo perché il desiderio di averlo in gola prevale in pochi minuti. Mentre guardo L. con i miei occhi da gattina lo lecco in tutta la sua lunghezza accennando qualche piccolo morso facendo attenzione a non stringere con i denti. Mentre lo lecco con trasporto e desiderio con una mano solletico e accarezzo le palle. E’ un leccalecca gigante, e non si consuma mai!

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Lo potrei leccare per ore ed ore

E’ pazzesco. Lo potrei leccare per ore ed ore ma quando L. inizia con le dita ad afferrare e stringere i miei capelli prendo il suo cazzo con la mano destra e lo sego dolcemente facendo in modo che sfiori appena le mie labbra e, mentre lo fisso, sento il suo desiderio crescere (anche il mio del resto). Poi quando la mano inizia a muoversi più decisa avvicino la bocca e lo sento dentro leccandolo con movimenti circolari.

Qui iniziano le danze e il gioco tra la mano che si muove, la mia bocca che viene fottuta dal suo cazzo mentre lo succhio e la sua mano che mi spinge verso di lui ficcandomi il cazzo fino in gola è il momento che più mi fa impazzire. A volte quasi mi sento soffocare e il fiato mi viene a mancare. A volte gemo, o esce qualche rumore generato dal pene che si muove in fondo alla bocca deviando il normale ingurgito della saliva. Quando il divertimento sale adoro toglierlo un istante dalla bocca per vedere il filo della mia saliva che collega la punta del pene alle mie labbra. La lecco avidamente e riprendo il lavoro interrotto con più foga e desiderio. Sento la vena del pene gonfiarsi e quando sento che si avvicina per L. l’orgasmo rallento i movimenti… non così in fretta… Lentamente lo faccio entrare ed uscire dalla mia bocca con movimenti intensi e forti ma lenti. Lo schiaccio fino gola e lo lascio premere sentendolo nelle pareti della mia bocca. A seconda della posizione in cui mi diletto a spompinare L. entrano in gioco piccole varianti ma questa è un’altra storia.
Ricomincio a segarlo e leccarlo con dedizione e terribile desiderio finché poi, nel momento decisivo lascio decidere a L. il proseguire della nottata. La mia fichetta bagnata spera di essere sbattuta contro ogni muro della casa ma non disdegno quando la serata finisce così, con me agonizzante bagnata e il mio corpo coperto di sperma.