Moglie si fa guardare

moglie si fa guardare

Una coppia quasi perfetta

Non era per me un segreto, quello che mia moglie Laura, amava essere guardata dagli altri uomini.
L’avevo sempre saputo che era una esibizionista quasi compulsiva. La ragione? Avere un fisico perfetto che si coniugava con un viso di rara bellezza.
Inutile dire che da quando Laura era sbocciata come ragazza, aveva sempre avuto una lunga fila di pretendenti che attendevano un suo ‘si’ e che aveva scelto me, sicuramente per il fatto di essere l’unico rampollo di una famiglia ricca e di poterle garantire una comoda vita fatta di lussi e nessuna privazione.
In fondo appariva naturale quel binomio rappresentato da ricchezza e bellezza e nessuno si scandalizzò quando ci sposammo.

Laura è sempre stata una eccezionale amante prima che essere moglie e donna di casa. A letto è inarrestabile e il suo desiderio riesce ad imprimermi una voglia anche dopo aver goduto del suo corpo per ore e ore.
Ma nonostante le mie performance siano sicuramente al di sopra dello standard proprio grazie all’ars amatoria di mia moglie, arriva un momento nel quale il mio fisico si arrende, lasciando Laura inappagata e scontenta.
Per quanto il nostro menage continui su livelli discreti, ho messo in conto la possibilità che prima o poi Laura possa tradirmi solo per soddisfare quella sua voglia di sesso che raramente sono riuscito a esaurire.
L’idea di essere tradito non è che suscitava in me alcuna eccitazione ma, intuendo che prima o poi questo timore sarebbe divenuto realtà, presi la decisione di ‘governare’ io la cosa in modo che, almeno, mi avrebbe dato l’impressione di essere una mia esigenza, rendendo così più lieve il malessere che mi avrebbe procurato.

Laura, la bella

Certamente ci sarebbe stato chi avrebbe fatto carte false per godere con la mia bella moglie ad iniziare dai soliti ‘amici’ del circolo ai quali Laura non lesinava provocazioni di sorta indossando degli abiti che istigavano anche gli uomini più asessuati ad avere desideri su quel meraviglioso esemplare di femmina che è mia moglie.
Sottolineare il fatto che Laura amava radunare a se sguardi bramosi di desiderio perché, a suo dire, la facevano bagnare così tanto da costringerla ad andare in una toilette a masturbarsi per giungere all’orgasmo, appare un esercizio superfluo.

C’è da aggiungere che con il passar del tempo, anch’io non ero propriamente avulso dal provare una sorta di eccitazione nel catturare di nascosto, gli sguardi dei miei amici che cercavano di sbirciare nell’apertura della camicetta per vedere il seno di Laura oppure di trovare qualche scusa per inchinarsi sotto al tavolino per guardarle le gambe.
Laura sapeva dell’effetto che faceva agli uomini e, esibizionista com’era, non le risultava difficile assecondarli magari lasciando generosamente aperta la camicetta ed indossare un reggiseno trasparente che lasciasse i suoi capezzoli in bella mostra, oppure usare delle sensuali autoreggenti accompagnate da un micro slip che poco o nulla riusciva a nascondere.
Confesso che quando vedevo qualcuno cadere nelle sue provocazioni, cercavo di individuare gli effetti provocati da mia moglie e non era raro che individuassi dei rigonfiamenti all’altezza della patta del pantalone.

Non era difficile che quel contesto andasse ad eccitare anche me che mi trovavo ad essere un vertice di un insolito triangolo di desiderio: moglie, amico e io tutti con l’identica voglia di soddisfare un desiderio generato dalla voglia di sesso. Rendendomi conto in modo razionale di quanto stava avvenendo e volendo essere il regista di uno scenario che vedeva Laura essere scopata da un altro uomo, decisi che dovevo solo trovare l’uomo giusto e dar via allo spettacolo che avrebbe fatto felici tutti.

E da Cuba, arriva Julián

Fu un caso quello che mi fece conoscere Julián, un ballerino cubano dal fisico marmoreo.
Era l’uomo che faceva al caso mio. Sapevo che a Laura gli piacevano i corpi ben modellati e che aveva sempre avuto un debole per gli uomini di colore dei quali ammirava i poderosi attributi che vedeva nei dvd porno che ogni tanto condividevamo mentre facevamo l’amore.

Mettermi d’accordo con Julián fu semplice e veloce. Mi parve fosse abituato a soddisfare richieste del genere magari per arrotondare le sue entrate ma quando mostrai la foto di Laura, con una certa soddisfazione mi disse che in questo caso lo avrebbe fatto per senso di ‘solidarietà’ tra uomini.
Concordai con Julián le modalità di quello che sarebbe stato l’incontro e tutti i particolari del caso ed attesi il giorno fissato per l’appuntamento dove avrei finto che fosse l’amico di un amico bisognoso di aiuto che avrei invitato a cena.
Quando dissi questo a Laura, la vidi particolarmente interessata soprattutto dopo averle detto che si trattava di un ballerino cubano.
Preparata la cena con la collaborazione di una cuoca, mia moglie si preparò accuratamente anche se non ce n’era alcun bisogno.
Alle venti arrivò Julián come stabilito e dopo le presentazioni, iniziammo a sorseggiare un aperitivo in attesa di cenare. Potevo osservare gli sguardi che si stavano lanciando reciprocamente i due e non poteva essere altrimenti.

Laura indossava le sue amate autoreggenti scure, un delizioso ed attillato tailleur che copriva un intimo da schianto composto da un tanga microscopico e da un reggiseno a balconcino che offriva il suo petto formoso e sodo come se dicesse ‘prendimi’.
Da parte sua Julián aveva messo dei pantaloni elasticizzati che poco nascondevano le dimensioni del suo uccello che anche non in fase di eccitazione, parevano ragguardevoli.

La cuoca servì la cena uscendo di scena dopo aver servito il dessert, lasciandoci soli nella grande casa.
Contavo le bottiglie di vino che giacevano vuote sopra la tavola e capivo la ragione di quella vera euforia che stava possedendo noi tutti e poco mi stupii quando vidi il ragazzo cubano fare uno streep-tease mettendo in mostra tutti i suoi muscoli. Laura rideva e toccava quel corpo di ebano scherzando ma rendendosi conto che stava eccitando Julián in modo significativo. Me ne rendevo conto anch’io vedendo il suo uccello raddoppiare le dimensioni , attirando l’attenzione di mia moglie che approfittò della cosa per slacciargli i pantaloni e godere di quel membro gigantesco che fece scomparire dentro la sua bocca.

Mi stavo eccitando e non fui sorpreso più di tanto vedendo che mi stavo masturbando come quando ero ragazzo. Laura stava facendo quello che da sempre aveva desiderato: farsi prendere da un mandingo dal cazzo gigantesco.
Come ipnotizzato continuavo a guardare Julián mentre stava scopando la bocca di mia moglie fino a vederlo schizzare una marea di bianco sperma che inondò il viso di Laura che cercava di suggere tutto quel nettare.
Per nulla pago, il cubano afferrò le fianchi e la alzò fino a farla arrivare all’altezza della sua cintola dove ancora duro resisteva l’uccello che scomparve dentro la fica già bagnata di mia moglie.
Laura sistemò meglio le sue gambe portando i piedi all’altezza delle spalle del ballerino che così aveva modo di entrare comodamente dentro di lei per stantuffarla bene.
Ogni tanto mi lanciava degli sguardi pieni di riconoscenza e sorrideva vedendo che mi stavo facendo un segone da paura, silenziosamente invitandomi a partecipare a quello stranissimo dopocena.
Mi avvicinai rimanendo affascinato dal moto ondulatorio di Julián che stava compiendo bene la sua missione, lasciando mugolare Laura di un piacere che pareva non voler mai finire.
Mi resi conto che il cubano era venuto dentro di lei dal fatto che il suo sperma stava tracimando dalla fica ormai più che sfondata di mia moglie.
Fu a quel punto che afferrai il cazzo ancora duro e pulsante di Julián indirizzandolo verso il piccolo buco del culo di Laura che emise un urlo di stupore misto a paura. Era davvero clamorosa la cappella del mio nuovo amico che conquistò poco a poco lo stretto orifizio per poi lasciare entrare quella bestia clamorosa.
Le urla di dolore di mia moglie, però, si trasformarono ben presto in gemiti di piacere fino a farla quasi svenire dall’orgasmo provocato dalla terza eiaculazione di Julián dentro di lei e dal mio sperma che le sparsi sulla faccia e sui capelli e che celebrò quella nostra prima avventura.