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Il vizio del gioco e una richiesta un po’ particolare

Non so quando accadde ma so quanto mi costò l’essere stato contagiato dalla febbre del gioco. Si, d’accordo, la partitella a poker con gli amici magari sotto Natale, ma nulla di serio ed impegnativo. Più che altro per svangare quelle serate dove le mogli dei miei amici si trovavano a parlare tra loro lasciando noi uomini liberi di trovare un modo per riempire quelle ore. Ecco la ragione di quelle partitelle vuoto a perdere che risultava più un riempitivo che non un vero sintomo della febbre del gioco.
Ma a quell’ingenuo inizio, seguì una strana evoluzione. Fu quando, si aggregò al gruppetto di amici, un conoscente di uno di noi che trasformò quello che era un innocuo passatempo in una trappola pericolosa.

Tra noi si vinceva e perdeva al massimo qualche decina di euro ma dall’arrivo di questo personaggio, lentamente si passò a centinaia di euro tanto da motivare l’abbandono, da parte di molti, di quella consolidata abitudine del pokerino tra amici.
Vittorio –questo il suo nome- mi propose di partecipare ad incontri più seri da consumare in una sorta di circolo privato dove settimanalmente, si incontravano dei giocatori di poker.
Fui talmente scemo di cadere nella trappola che mi aveva teso subito dopo che, in una delle ultime seratine tra amici, mi aveva fatto vincere (lo dedussi in seguito) qualche migliaio di euro.

Attratto dal fatto di aver monetizzato in quel modo la mia fortuna, accettai l’invito e, una settimana più tardi, mi ritrovai seduto davanti a quel tavolo verde dove c’era Vittorio e un altro paio di persone che non avevo mai visto prima di allora. Fui felice, alla fine della serata, di ritrovarmi ad aver vinto. Non era una grossa cifra ma aveva convinto circa la mia abilità e fortuna e non fu difficile confermare un secondo incontro.
La seconda volta che giocai con gli stessi avversari le cose andarono molto diversamente. Non riuscivo a vincere neppure una mano e alla fine della nottata, di fronte all’ultimo caffè, firmai un assegno che era composto sia da tutte le mie precedenti vincite.

Le carte vanno e vengono, pensai. ‘La prossima volta andrà meglio’ ripetei mentalmente e, come un vero pollo, confermai la mia partecipazione alla rivincita che si sarebbe tenuta una settimana dopo.

Inutile dire che mi resi conto di star giocando con un gruppo di giocatori professionisti che stavano d’accordo per spennare il tonto di turno non appena.

Laura, mia moglie, era ovviamente all’oscuro di tutto e soprattutto del fatto che mi proposero di giocarmela in una ultima perfida mano.
Vittorio l’aveva conosciuta avendo modo di apprezzare una significativa bellezza. In un recente passato Laura aveva prestato il suo corpo per fare la modella di intimo femminile e quando vedevo in giro le pubblicità dov’erano inquadrate le sue bellissime gambe o il suo culo perfetto e sodo, mi chiedevo quanti uomini sarebbero stati ben felici di passare la notte con lei.
La proposta che fece Vittorio fu lapidaria: ‘giocati tua moglie. Se vinci, riprendi gli assegni ma se perdi ci scopiamo tua moglie tutti e tre questa notte stessa. Vogliamo tua moglie offerta’.

Non so cosa mi prese, ma accettai, pregando che almeno quella prossima mano, la fortuna mi avrebbe sorriso come un tempo. Non fu così.

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Ingollai un bicchiere di whisky prima di mettermi le mani sulla faccia sentendomi sconfitto. Avevo perduto anche Laura e lei non sapeva nulla di tutto quello che era avvenuto e della mia incredibile stupidità.
Insieme ai tre giocatori, rientrai a casa che era quasi l’alba e mentre loro rimasero in sala in attesa di divertirsi, raggiunsi la camera da letto dove trovai Laura addormentata.

La leggera sottoveste che indossava le copriva parzialmente il delizioso corpo che tante volte avevo stretto a me. Non indossando alcun indumento intimo, si potevano intuire i capezzoli che trasparivano dalla camicia da notte, così come le forme perfette.
Mi sedetti a bordo del letto accarezzandole i capelli prima di svegliarla. Mi sorrise ignara di tutto e fu l’ultima volta che la vidi così.
Dopo averle raccontato tutta la verità, le dissi che solo lei poteva parzialmente salvare la situazione se solamente avesse accettato quell’ignobile sacrificio.
Con uno sguardo tagliente e gelido, non profferì parola e si limitò ad alzarsi dal letto prendendomi per mano con l’obiettivo di farmi assistere a quella tortura.
Entrando in sala, fece cadere la camicia da notte rimanendo totalmente nuda affatto imbarazzata di quei tre sconosciuti che la stavano aspettando.

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Si avvicinò a Vittorio e inginocchiandosi abbassò la zip dei pantaloni per afferrare l’uccello che divenne subito duro prima di farlo sparire all’interno della sua bocca e spompinandolo senza alcuna passione. Gli altri due giocatori si erano abbassati i pantaloni e si stavano masturbando per poi avvicinarsi a lei per farselo succhiare, alternandosi tra loro. Poi, uno di questi la fece mettere a pecorina e la penetrò con una certa violenza mentre Laura seguitava con quel suo pompino fino a che Vittorio le esplose in bocca.

Il terzo uomo si sdraio sul tappeto invitando Laura a cavalcarlo, cosa alla quale ubbidì silenziosamente anticipando l’amico che la fece mettere in posizione per penetrarle il culo. Vittorio, in piedi sopra al suo amico aveva afferrato la nuca di mia moglie per metterglielo nuovamente in bocca e in quel momento tutti e tre stavano godendo di mia moglie in ogni suo buco.

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Confesso che allo smarrimento e alla incazzatura iniziale stavo vivendo una fase differente che era vera eccitazione. La mazza mi era divenuta dura e volevo godere anch’io di fronte a mia moglie che pareva non dispiacere per niente di essere scopata da tre cazzi duri che venivano dentro il suo corpo continuando a scoparsela. Raggiunsi il gruppo orgiastico pretendendo di partecipare prendendo il posto dell’uomo che era appena venuto dentro il suo culo, trovandolo aperto e tracimante sperma e questo aumentò la mia eccitazione. Afferrai Laura per i fianchi e la penetrai con forza facendola gemere mentre l’uomo sdraiato sul tappeto continuava a scoparsela e Vittorio esplose una seconda volta dentro la sua bocca.

Trovai gli assegni sul tavolo e Laura stordita da quel sacrificio che si era tramutato in sublime piacere. Prima di raggiungere la doccia, sussurrò ‘quando andrai a giocare di nuovo?’.

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